Caravaggio – L’anima e il sangue: L’Arte al Cinema

Caravaggio

L’anima e il sangue

Caravaggio L'anima e il sangue

Caravaggio L’anima e il sangue

La libertà non si tocca, non si vede, non si respira. Si apre con queste parole il film d’arte incentrato sulla vita e sulle opere di uno dei personaggi più controversi, passionali, irrequieti e geniali della Storia dell’Arte: Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Caravaggio – L’anima e il sangue, diretto dal messicano Jesus Garces Lambert e prodotto da Sky e Magnitudo Film, fa parte della collezione “Cinema D’Arte Sky” e uscirà nelle sale solamente il 19, 20 e 21 febbraio, distribuito da Nexo Digital. Dopo l’anteprima italiana il film approderà nei cinema di tutto il mondo in circa 3000 sale.

Portare larte al cinema è un’operazione complessa, ci sono dei rischi, in primis quello di annoiare lo spettatore. In questo caso la situazione è diversa, Caravaggio – L’anima e il sangue si configura infatti su due piani ben precisi: da una parte vi è il racconto dei luoghi e delle opere dell’artista, affidato agli interventi di studiosi ed esperti come il Prof. Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio, la Prof.ssa Mina Gregori (Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi) e la Dott.ssa Rossella Vodret (curatrice della mostra ‘Dentro Caravaggio’ di Milano). Dall’altra parte vi è il racconto degli snodi emotivi e della psiche delluomo-Caravaggio, oscillante tra la ricerca della libertà, i tormenti, le passioni, il rischio e, infine, la richiesta di misericordia e di perdono. Questa parte è stata realizzata attraverso scene concettuali moderne, in stile video-arte alla Bill Viola (a volte interessanti ed azzeccate, come la scena iniziale della plastica, a volte retoriche e manieriste, specie la scena sulle figure femminili), accompagnate dalla voce di Manuel Agnelli nei panni dell’io-interiore del pittore lombardo.

Caravaggio L’anima e il sangue

Sul piano visivo non c’è che dire, le opere prendono quasi vita e corpo. La tecnologia e l’altissima risoluzione 8K vengono utilizzate al servizio del racconto, permettendo allo spettatore di cogliere particolari dei quadri non visibili ad occhio nudo e di percepire ogni singola pennellata nel dettaglio, restituendo così la consistenza materica e una percezione tridimensionale delle opere.

Sul piano musicale, invece, è stato utilizzato un doppio registro coerente con la personalità e l’opera del pittore: una linea più classica e piacevole per le parti documentaristiche, e una linea più cupa, elettronica e distorta per le scene fotografiche ed evocative.

Il film parte narrando l’infanzia di Caravaggio a Milano, segnata dalla morte dei genitori. Il Prof. Claudio Strinati si lancia in un curioso parallelismo tra Caravaggio e Batman: “Entrambi hanno perso i genitori da bambini ed entrambi sono indotti ad entrare in un percorso di vita ossessionato dal buio.” Si arriva quindi al realismo delle prime nature morte e in seguito ad un tratto fondamentale della sua poetica: l’eliminazione dell’ambiente.Lo sfondo diventa oscuro ed è proprio in questa oscurità che Caravaggio vuole portare la luce. L’artista riduce l’opera all’essenziale, affidandosi alla tridimensionalità delle figure, per andare incontro all’osservatore: il pittore ci suggerisce che l’arte è un richiamo, e il film è attento a ricordarcelo.

Caravaggio L'anima e il sangue

Caravaggio L’anima e il sangue

Si passa poi al periodo legato a Roma, città delle arti e dei piaceri, per poi narrare l’evoluzione del suo percorso artistico, legato alle committenze pubbliche e alla pittura religiosa, alle accuse di omicidio e al suo perenne stato di fuggiasco, che lo condurrà in diverse città tra cui Napoli, Malta e Siracusa.

Dal film emerge chiaramente l’interesse di Caravaggio nei confronti della riproduzione della realtà, la sua attenzione maniacale nella resa della luce e dell’espressività dei volti, per rendere al meglio il vasto specchio delle emozioni umane. Ecco riprodotto il tema delle illusioni e degli inganni, attraverso i ritratti di bari, di popolani, zingare e prostitute, inseriti incautamente anche in opere di natura religiosa.

Ma cosa sarebbe l’arte senza rischio? Caravaggio non sa rinunciare alla verità incarnata dagli umili, e il suo approccio ricorda gli stilemi che poi riprenderà in seguito un altre grande autore italiano, Pier Paolo Pasolini: allo stesso modo entrambi tentano di ridare una dignità all’umanità più miserevole inserendola in una dimensione sacra.

Caravaggio L'anima e il sangue

Caravaggio L’anima e il sangue

Per il frontman degli Afterhours, prestare la voce all’io interiore del pittore è stata un’esperienza a suo parere molto positiva: In questo film ho cercato di esprimere emozioni attraverso la voce, che non è diverso da ciò che faccio”. La sua voce, malinconica e tagliente, traduce e riproduce il flusso emotivo di Caravaggio, aiutando lo spettatore ad entrare in contatto con il suo animo e la sua psiche. Poi continua: ”Caravaggio è stato un personaggio contraddittorio. Oggi l’etica sembra costringere gli artisti a prendere una direzione e a percorrere quella direzione per tutta la vita. Invece lui voleva essere libero, a costo di attirarsi le ire di tutto l’universo. Questa è la cosa che mi interessa di più: e nel mio piccolo mi ci ritrovo un po‘”, spiega Agnelli, “per molti secoli, gli artisti per lavorare avevano bisogno di un mecenate, di qualcuno che commissionasse le loro opere. È stato così anche per Caravaggio, che invece aveva bisogno di esprimere la sua libertà. Infatti si sentiva tormentato, e io quel tormento lo capisco.

Dunque, dal film ad emergere è il ritratto di un uomo geniale e contraddittorio, che utilizza l’arte come mezzo per conoscere più chiaramente se stesso e i suoi fallimenti, ma che allo stesso tempo è prigioniero dei suoi istinti e delle sue passioni. Un artista che, alla maniera degli eroi del teatro greco, si macchia coscientemente di hybris, auto-limitando la propria libertà e scontrandosi costantemente con l’oscurità presente nel suo animo e nella sua arte.

È la storia più vecchia del mondo, la luce contro l’oscurità. Caravaggio non è riuscito a vedere la luce. Ha scelto di rappresentarla.

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Daniele Morelli

Caravaggio – L’anima e il sangue: L’Arte al Cinema ultima modifica: 2018-02-17T13:04:42+00:00 da Daniele Morelli