Galeffi – Scudetto

Galeffi

Scudetto

Prima di interessarmi a chi fosse o meno questo Galeffi ci ho messo qualche mese, lo ammetto. Spotify mi proponeva continuamente due canzoni dal suo album di esordio, Scudetto, e io le ascoltavo distrattamente in treno verso l’università.

Non si può dire, insomma, che al primo ascolto i pezzi di Galeffi mi avessero colpita particolarmente. Lo avevo pigramente inserito nella categoria “Se Spotify ti dà limoni, tu fanne una limonata molto zuccherata”.

Una sera, poi, mi sono resa conto che, mentre scendevo dal treno, ne stavo canticchiando uno sotto la pioggia e allora mi sono detta: «Ma fammi un po’ capire che altro ha fatto questo tipo».

Intanto devo dirvi che la canzone con cui si apre il disco è effettivamente una di quelle che avevo ascoltato di più: si intitola Occhiaie e mi ha fatto sorridere molto (amaramente) quando, dopo tre ore stentate di sonno, alle sette e mezzo di mattina mi cantava nelle orecchie “Chili d’amore sotto le occhiaie, un’altra notte insieme a te”; poi, quando il mio amore ha subito una battuta d’arresto, ho notato che il testo è di una dolcezza semplice e mi è sembrato di vederci qualcosa di più (o era solo colpa del cuore spezzato?).

Galeffi

Galeffi

Con Tazza di te, la terza traccia, si solidifica l’impressione data dalle precedenti. Il testo non si rispecchia in profondità abissali, ma è espressione di una semplicità e di una leggerezza che dalle cuffie fanno il giro della stanza e portano il buonumore.

Camilla è proprio il brano che mi ha fatto approfondire questo artista. Galeffi racconta di questa giovane ragazza che è simile in molti aspetti a buona parte delle ragazze della mia generazione. Quelle che «compro questo libro così gli faccio una foto» e poi non vi immaginate quanta polvere prenderà quel povero volume. Quelle che hanno costruito l’immagine di avere tanta sostanza, ma che rimane solo un’immagine in effetti. Galeffi, che ha messo in musica una delle mie critiche sociali preferite, mi sta già tanto simpatico, devo dirvelo.

Burattino, che comincia con la citazione all’album del ‘77 di Edoardo Bennato, attira inevitabilmente la mia attenzione. Come le canzoni precedenti ha un linguaggio semplice, e così riesce a far arrivare il messaggio con chiarezza e ricorda che “non è facile vivere favole, se poi ti dondoli fra gli imbrogli e la realtà”.

In ultimo e brevemente, la mia chiave di lettura di questo Scudetto è “non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai mai vivo”.

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Francesca Tummolillo

Galeffi – Scudetto ultima modifica: 2018-02-15T13:11:18+00:00 da Francesca Tummolillo