Intervista a Patrizio Fiore, autore de “Dieci piccoli indigeni”

#LEGGITAVILLO

MAURA MESSINA INTERVISTA

Patrizio Fiore

 AUTORE DEL LIBRO

Dieci piccoli indigeni 

Hai massimo…

Un rigo per il titolo del libro

Dieci piccoli indigeni , ovvero I Giallini Napoletani

Due righi per rivelarci il nome del protagonista e qualche curiosità sul personaggio 

Dieci brevi storie misteriose ci portano per le strade, le piazze, i vicoli di Napoli alla scoperta di una varia umanità caratterizzata da pregi e difetti tipicamente partenopei.

Tre righi per presentarti

Sono un medico con la passione per il giornalismo, che alla soglia dei 60 anni ha deciso di fare il grande salto: passare dall’articolo breve, vincolato al numero di battute, a quello lungo per antonomasia, il romanzo. Così nel 2016 è nato il mio primo libro: Il ricamo mortale

Quattro righi per le tue passioni

Mi piace leggere, osservare, ascoltare alla ricerca di spunti e emozioni da trascrivere su carta. Sono stato, oggi un po’ meno, un accanito cinefilo, con una particolare predilezione, da una parte, per il cinema noir in bianco e nero con due capolavori sugli altri, Il mistero del falco e Il grande sonno, e, dall’altra, per Alfred Hitchcock, di cui adoro La finestra sul cortile, cui mi sono anche un po’ ispirato.

Patrizio Fiore

Cinque righi per dirci come nasce la tua passione per la scrittura

Scrivere, per me, è sempre stata una passione. E ancora più che scrivere, descrivere, raccontare, rappresentare con delle parole opportunamente associate ad aggettivi ed avverbi ciò che vedo, chi incontro o anche solo i miei pensieri. Prediligo i dialoghi perché offrono l’occasione di una maggiore spontaneità e consentono anche di usare un linguaggio più informale e diretto. I dialoghi hanno anche un altro vantaggio: permettono di utilizzare al meglio la nostra meravigliosa lingua napoletana.

Sei righi per divertiti a pubblicizzare il volume rivolgendoti direttamente al pubblico 

Dieci piccoli indigeni è una raccolta di racconti che ci offre uno spaccato della vita di tutti i giorni nella nostra città, riletta attraverso le emozioni di persone che potremmo incontrare uscendo di casa, ognuna delle quali nasconde un segreto o un mistero che rende la propria vita unica e eccezionale. Leggendolo, ognuno scoprirà posti e comportamenti a lui abituali e non darà più per scontato ciò che gli accade intorno. La narrazione si propone come una fotografia: come in questa le immagini che il lettore si figura possono evocare sensazioni diverse, accomunate, però, da un’unica radice: la grande umanità. 

Patrizio Fiore

Sette righi per il messaggio che vorresti tramettere attraverso la tua opera 

A Napoli ogni persona racconta una storia, la propria storia. Con questo libro ho cercato di raccontarne alcune e offrire così ai lettori lo spunto perché, a loro volta, ne scoprano altre guardando in faccia chi c’è attorno, dimenticando telefonini, smartphone e quant’altro ci isola. Scopriremo così che in una città tanto frastagliata non esiste il bianco bianco, né il nero nero: c’è, invece, un grigio grigio, cioè una inscindibile miscela esplosiva di bene e
male, di buono e cattivo che rende eccezionale chi vive normalmente nella nostra città. A solo titolo di esempio voglio citare personaggi come il gallerista Aristide Secchi, l’avvocato Eugenio Marretta ed il poliziotto Sossio Corona.

Patrizio Fiore

Otto righi per svelare a quale personaggio ti senti più legato e perché 

In Dieci piccoli indigeni vi è una presenza ricorrente che rappresenta anche il trait d’union con il precedente Il ricamo Mortale. É Attico, al secolo Geremia Tolino, il giornalista già protagonista del precedente libro che ritorna in tre di questi giallini. In questa raccolta, in attesa del sequel delle sue atipiche, ma al tempo stesso efficienti, indagini, ho voluto figurarmi in rapida successione tre fasi della sua evoluzione professionale, dai primi insegnamenti del suo maestro Stefano Capece fino al vero e proprio battesimo in campo con un fil rouge in cui ad un capo, in stretta connessione con Il Ricamo Mortale,troviamo la genesi del suo documentatissimo archivio e dall’altro, in anticipazione sul sequel, fa la sua comparsa l’antipatico ma strumentale commissario Antonelli.

Patrizio Fiore

Nove righi da dedicare alla trama

Dieci piccoli indigeni si pone idealmente in continuità con il più celebre Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Il centrotavola da cui, di volta in volta, viene divelto un piccolo indiano in ceramica si ricompone, in un caleidoscopico ritratto partenopeo, grazie alla sostituzione con personaggi di una verosimile realtà nostrana. C’è l’ingegnere che approfitta di una Pianura in via di edificazione, un giovane medico che riceve un pericoloso regalo di laurea, un direttore d’orchestra alle prese con uno spartito molto particolare, un giornalista che scopre che il suo cane è un strano postino, il gallerista che nasconde un inconfessabile segreto, il vecchio avvocato che aiuta il figlio poliziotto a risolvere due delitti con metodi sbrigativi ma efficaci, dark ladies in grado di decidere le sorti dei propri amanti ed anche un borseggiatore che aiuta a sventare un omicidio. 

Patrizio Fiore

Dieci righi per citare uno stralcio della tua opera 

Dinanzi alla stanza del sovrintendente Sogliano sostavano almeno una decina di persone. Geremia, appena arrivato, le aveva contate, poi, preso dai suoi pensieri, non ci si era soffermato oltre. Era preoccupato. Era passata già una delle due settimane che Capece gli aveva dato per le sue ricerche ed il risultato era fallimentare. Nonostante, con tutta la discrezione del caso, avesse battuto tutte le strade possibili, nessuno gli aveva saputo suggerire un motivo alternativo per spiegare la morte di Pironi. Pochissime le cose certe che aveva appurato. Innanzitutto, davvero nessuno era al corrente della volontà del commerciante di vendere e raggiungere il figlio a Genova. In secondo luogo,
Pironi non aveva debiti: tutti gli usurai di Porta Nolana non lo avevano mai avuto tra i propri clienti. Anche la sua vita privata non lasciava spazio a dubbi. Sposato con la signora Fortuna, di molto più giovane, Pironi, per evitare voci e maldicenze, aveva sempre evitato di assumere cassiere o commesse.

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Maura Messina

Intervista a Patrizio Fiore, autore de “Dieci piccoli indigeni” ultima modifica: 2018-02-09T11:41:02+00:00 da Maura Messina