Tiziana Palmieri, la Musicologa al timone del Sound Music Club

Ho incontrato e scambiato due chiacchiere con Tiziana Palmieri, musicologa, proprietaria e direttrice artistica del Sound Music Club di Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Tra una battuta e l’altra, Tiziana, con toni molto pacati, mi ha raccontato come è nata la sua passione per la musica e come si sia ritrovata al timone di uno dei club più forti attualmente in Campania.

Tiziana Palmieri

Vorrei dare inizio a questa intervista partendo da te: Tiziana Palmieri, proprietaria e direttrice artistica del Sound Music Club.

È così, anche se non amo definirmi la “proprietaria” o con altri termini altisonanti. Sono semplicemente una musicologa che si occupa del Sound Music Club.

Come si diventa Musicologa?

Musicologa si diventa attraverso un percorso di studi universitario mirato (Corso di Laurea Specialistica in Musicologia e Beni musicali) che ti porta poi a fare quel che faccio qui.

Perdona la battuta, quindi non è un modo elegante per dire che con la Musica hai un rapporto speciale?

Assolutamente no, non godo di privilegi o doti particolari, la mia professione mi porta a conoscere la Musica sotto molteplici aspetti. In buona sostanza vuol dire avere un quadro storico e sistematico ben delineato, con informazioni, idee, obiettivi e modalità attraverso le quali svilupparle. Una delle funzioni del musicologo è quella concernente proprio l’organizzazione di eventi, nei teatri e nei locali.

Non ci si improvvisa, insomma. Tu come hai cominciato?

Prima di quest’esperienza, ho vissuto 10 anni tra Roma, Milano e Massa Carrara, dove ho intrapreso la carriera da musicologa nei teatri e negli auditorium. Mi occupavo di eventi; poi, per ragioni di carattere personale, sono rientrata. Doveva essere un breve periodo ed invece sono restata, anche se qui in Campania, per diversi motivi, il musicologo è una figura utopica che non ha ragion d’essere. Andando un po’ a ritroso negli anni, posso dirti che la musica mi accompagna sin dall’infanzia. Ho iniziato a suonare il basso da ragazzina, poi sono passata al pianoforte. Scrivo, canto, e credo che questo rapporto così forte sia qualcosa che vada al di là della semplice passione. Sognavo di fare ciò che faccio, ho studiato per farlo.

Come hai trovato Napoli e la Campania al rientro?

Quando sono andata via ho lasciato una città che stava risalendo la china. Al rientro l’ho trovata impoverita, notavo che a fatica ce la faceva. Aprire uno spazio per valorizzare questa terra è stato un bisogno che ho colto, un’esigenza che non ho potuto più rimandare.

Tiziana Palmieri

Cosa rappresenta per te il Sound?

Casa.

È casa mia.

Casa tua, da realtà di provincia, nel giro di un paio d’anni (questa è la terza stagione), è diventata uno degli spazi più importanti dove ascoltare musica live su Napoli. Anzi, ti dirò di più: il Sound rientra a pieno titolo tra i primi cinque Club che abbiamo in Regione. Come si arriva a questi livelli?

La tua affermazione mi lusinga tantissimo. Posso dirti che dal canto mio ci metto tutto l’impegno possibile. Sono molto precisa, meticolosa, e ritengo che la cura dei dettagli sia un elemento fondamentale. Lavoro, lavoro tanto, e forse è questo l’ingrediente che sta garantendo al Sound determinati risultati.

Sei una Direttrice a 360 gradi, non solo per quanto concerne le scelte artistiche.

Assolutamente sì. Prima delle scelte artistiche viene l’organizzazione del lavoro, il gruppo di collaboratori che ti seguono giorno dopo giorno. Volevo che il Sound avesse una squadra tecnica molto forte, fonici di un certo spessore, una sala strutturata in un certo modo studiata da ingegneri fonometrici. E forse la cosa che spicca di più è proprio questa. Sin dal principio ci siamo concentrati sulle migliorie tecniche da apportare di volta in volta per garantire la migliore esperienza possibile.

Sei molto attenta al tuo pubblico, hai orecchie presenti ed occhi vigili su ciò che avviene intorno a te.

Confermo, ma il motivo è presto detto: sono stata e sono tuttora una fruitrice di musica dal vivo, e quindi ho piacere quando, frequentando un luogo, quel luogo si interessa a me. Sono delle attenzioni necessarie in quanto il destinatario finale di tutta la giostra è l’utente, non lo si fa per autocompiacimento.

Per gli artisti che si sono esibiti qui qual è stato l’impatto con il Sound? Come si trovano a suonare a Frattamaggiore?

Bene, finora ho ricevuto moltissimi feedback positivi. La sensazione più frequente che mi è stata riportata riguarda la dimensione europea del club. Secondo alcuni, il Sound ha l’impatto visivo di una Berlino o di una Londra. E non ti nascondo che era nelle mie intenzioni ricreare un’atmosfera forte e marcata, tipica di alcuni paesi europei. Per il resto, ricevo tanti complimenti per l’accoglienza e per la squadra di collaboratori di cui mi avvalgo.

Tiziana Palmieri

Chi riproporresti volentieri?

Xabier Iriondo, subito. È una persona squisita con la quale è nata una stupenda amicizia. Ci sentiamo spesso e non escludo possa ritornare. Quando è stato qui in concerto, insieme a Pierpaolo Capovilla e i Buñuel, durante le prove ci fu un problema tecnico che sembrava irrisolvibile. Grazie ai nostri tecnici e alla mia voglia di trovare una soluzione riuscimmo a fare un piccolo miracolo. Questo episodio mi ha fatto guadagnare la sua stima professionale e soprattutto personale.

Prima ci hai detto che al tuo rientro hai trovato una regione culturalmente impoverita. Che futuro vedi in questo settore e che consigli ti senti di dare a chi volesse intraprendere la tua strada?

Il primo consiglio è sicuramente di essere forti, perché si naviga in un mare di squali. Ci sono molte persone che tentano di approfittarsene o che danno così poco peso alla Musica che pare non lavorino con essa. È un lavoro ed è normale che non sempre la passione debba prevalere, ma devi confrontarti con soggetti che ragionano esclusivamente sotto il profilo economico: “Chiamo quel nome perché so che tira, ha un certo pubblico, funziona”. L’artista viene considerato alla stregua di un prodotto da supermarket. Il fatto che possa essere interessante sotto il profilo culturale diventa un fattore irrilevante. In questo modo lavori, è vero, ma non crei un seguito attento e curioso aperto alle novità e capace di interessarsene. A quel punto un’attività vale l’altra, perché l’interesse preminente non è la Musica. Anzi, aggiungo che per molti è semplice intrattenimento. Sono quelli che poi fanno anche altre professioni. Per cui altro consiglio, non meno importante, è di essere certi di volerlo fare.

In questi mesi ci sono state tante attività e sono passati da qui numerosi artisti nazionali ed internazionali. Cosa dobbiamo aspettarci per questa seconda parte di stagione?

Ci sono delle date già fissate ed alcune ancora da annunciare, però non vi anticipo nulla. Seguite gli aggiornamenti sulla pagina e passate a trovarci al Sound. Vi aspetto!

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Salvatore D’Ambrosio

 

Tiziana Palmieri, la Musicologa al timone del Sound Music Club ultima modifica: 2018-02-24T18:59:19+00:00 da Salvatore D Ambrosio