77 Gianky Project – Non Mi Fermerò Mai (2018)

77 Gianky Project – Non Mi Fermerò Mai

L’esordio solista di Giancarlo Capicotto, chitarrista dei Meat For Dogs, è un tuffo nel passato più o meno recente di un genere, il Punk-Rock (melodico), che non desta meraviglia ma sa farsi ampiamente apprezzare.

Non Mi Fermerò Mai, in uscita il 10/03/2018 per Overdrive Records, Scatti Vorticosi Records e Duff Records, è composto da sette tracce più o meno brevi. All’appello sei inediti ed una cover degli Impact.

77 Gianky Project è costituito da voce, chitarra, basso e batteria. Sorvolando su quella che può essere la bellezza o la bruttezza del cosiddetto “gruppo a tre”, le cui “proprietà organolettiche” sono disprezzate praticamente da chiunque, tranne forse da chi ne fa uso, per me vale sempre la pena (o la gioia) di prestarci attenzione. Su google si possono trovare decine e decine di interpreti che con questo tipo di formazione hanno fatto la storia della musica. Con le dovute cautele, adoro i gruppi a tre.

77 Gianky Project

In questo caso specifico, anche se di chitarre ne contiamo sempre almeno due, il discorso ha un suo perché ben consolidato. Non Mi Fermerò Mai è di forte impatto sonoro, pur mitigato da toni non aggressivi o particolarmente accesi. Anche i testi risultano diretti, coincisi e dal coinvolgimento immediato. Non temete, oh voi ascoltatori, c’è spazio per una quasi criminale licenza poetica che in alcuni momenti vi lascerà perplessi.

Apre le danze Quello che non c’è, un grido composto contro qualcosa che ostruisce il flusso naturale della vita. I classici “bastoni tra le ruote” (ma andrebbero usate delle parolacce per esprimere pienamente il concetto), messi lì da qualcuno, che sono il problema di tutti. E allora basta! A fancuore la “gente inutile”.

Segue Congratulazioni, una critica sui generis che si allaccia al tema dei compromessi. Il gioco dei favori dati e ricevuti, la “stanza dei bottoni” dove qualcosa di sporco e senza merito viene deciso, spesso da chi promuove un’immagine pulita di sé. A costoro diciamo “congratulazioni”.

Il terzo brano è Semplice sfortuna. Ah… le donne e i problemi. Qui si potrebbero aprire due filoni: quello femminista (a cui appartengo) e un altro scemo-idealista (su cui taccio). Mi dispiace aver generalizzato così, tuttavia la chiave di lettura è sempre in mano all’ascoltatore, per (s)fortuna.

77 Gianky Project

Personalmente in Provo a distinguermi ho dovuto combattere con l’ossimoro che si è generato seguendo il testo. Se si muove un appunto verso il contenuto “della società” (paroloni messi a caso da me), è quantomeno singolare puntare ad una distinzione facendo leva sul proprio essere in quanto tale, al fine di venire fuori dal contenitore per ciò che si è, appunto, con lo slogan “provo a distinguermi”. Dato che il brano accenna fugacemente alla filosofia, magari era interessante sottolinearlo.

Nessuna verità è una cover degli Impact (Tutto Tace, 1990). Aria di storia poco nota. Viene resa più moderna spostando/reinterpretando leggermente qualche piccolo intervento di chitarra, riproposti per restare incollati al tema principe del disco (che, non a caso, prende il nome da un verso del brano in questione).

Alla numero sei c’è Tutto può cambiare. Un augurio che taglia in più pezzi una realtà appiattita da troppe premure, seppur legittime. L’immaginazione come trampolino per lanciarsi da non-si-sa-cosa, verso non-si-sa-cosa. E tutto questo, paradossalmente, ha un senso.

In coda troviamo Neve. Il tandem tra una chitarra acustica ed una in accentuato overdrive non diversifica la proposta che resta invariata nella formula in tutte e sette le tracce di questo LP. Mi è piaciuta molto l’armonizzazione a più voci nel ritornello.

77 Gianky Project

In definitiva il 77 Gianky Project non sconvolge dal punto di vista musicale. Una determinata e determinabile linearità, tipica del genere, non aiuta a venire certo fuori per i contenuti. Le schitarrate, il ritmo vivace, le linee vocali molto orecchiabili e dal facile ricordo, sono caratteristiche che entusiasmano poco ma sanno trascinare. Non è poco, anzi. Dal mix avrei fatto emergere un po’ di voce in più rispetto agli strumenti. Il profumo del disco è piacevolmente retrodatato ma siamo comunque alle soglie della seconda decade del nuovo millennio e mi aspettavo di percepire meglio il canto.

Dall’altra parte, i pregi di questa opera si possono riassumere in un’immagine: metti una festa in qualche giardino, prato o cose del genere. Metti fiumi di birra, tanta gente e allegria a fiotti. Metti su Non mi fermerò mai, oppure chiama la band e falli esibire dal vivo, e hai vinto tutto!

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Mario Aiello

77 Gianky Project – Non Mi Fermerò Mai (2018) ultima modifica: 2018-03-09T16:49:42+00:00 da Mario Aiello