Fast Animals and Slow Kids: Forse non è la felicità/ma un esodo per raggiungerla

2 Marzo, Fast Animals and Slow Kids Live @ SMAV

Fast Animals and Slow Kids

OK, la frase originale di una delle canzoni maggiormente conosciute dei perugini Fast Animals And Slow Kids è “forse non è la felicità ciò che voglio/ma un percorso per raggiungerla“. Credetemi, però, se vi dico che lo storpiamento di quel verso è dannatamente necessario per descrivere l’esperienza passata.

Partiamo da un presupposto: mai in vita mia ho vissuto un concerto così sfortunato a livello puramente “logistico”.

Descriverò in breve la situazione affrontata.

Ore 22.15: a circa 500 metri dallo Smav, in dirittura d’arrivo, sentiamo un rumore poco confortante provenire dagli pneumatici. Accostiamo e deduciamo subito le amare conclusioni: non una, ben due ruote bucate. Cazzo! Il concerto potrà mai saltare? Non sia mai!

Carri attrezzi contattati 2, disponibili ad aiutarci 0. Con un pizzico di fortuna, nella sfortuna, ci raggiunge un parente misterioso che, considerata l’incapacità di ben 5 disadattati a cambiare una ruota, svolgerà lui l’arduo compito. Nel mentre, il destino si fa beffa di noi: attendendo che tale parente X venga in nostro soccorso, cerchiamo un cric della salvezza all’interno dell’autovettura, trovando di tutto tra cui… una cipolla.

Non chiedetemi cosa ci faccia in quel contesto. I vari eventi tragicomici terminano verso la mezzanotte, orario in cui ci arrendiamo e, non avendo la seconda ruota di scorta, siam costretti ad abbandonare la macchina a sé stessa in un tetro parcheggio di una pizzeria adiacente.

Fast Animals and Slow Kids
Fast Animals and Slow Kids

Il nostro salvatore (il parente X) ci accompagna allo Smav come se fossimo dei deportati. L’orologio segna mezzanotte e un quarto. L’esodo per raggiungere la felicità è durato 120 minuti. Dopotutto, però, ne è valsa la pena.

I FASK si confermano uno dei migliori live act della scena rock italiana. Il coinvolgimento del pubblico è all’estremo: lo Smav è stracolmo e il bordello assordante ne è la conseguenza. Il nostro arrivo coincide con la fine di Montana e la successiva Asteroide, tratte dall’ultimo album intitolato per l’appunto “Forse non è la felicità“. Segue “Canzone per un abete parte II” in cui non c’è nulla di eclatante da segnalare, fino al delirio raggiunto con “Copernico“.

Un Aimone imbizzarrito annuncia una canzone a cui i FASK sono particolarmente legati e proveniente dalla loro prima fatica discografica, “Cavalli” (2011), tra l’altro suonata esclusivamente in questo tour. Neanche il tempo di terminare la canzone che parte il riff di “Fammi Domande“. Il caos vero e proprio, tuttavia, sopraggiunge alla seguente “Coperta“: coro trascinante del pubblico nel ritornello, pogo distruttivo e urla scatenate di un Aimone che dimostra di essere in forma smagliante.

Fast Animals and Slow Kids
Fast Animals and Slow Kids

Appena dopo, “Maria Antonietta” sembra rimarcare un rito ripetuto svariate volte: lo stage diving da parte di Aimone nell’intermezzo della canzone. Un insolito suono di campane preannuncia una versione inedita di “Troia“, riarrangiata come una ballad che ricorda molto “Il vincente“. Vedere accendini al cielo luccicare per una canzone scritta e dedicata ad una donna di facili costumi, è alquanto strano, ma noi ci adattiamo con piacere.

Apparentemente il concerto dovrebbe essere terminato, se non fosse che dopo una “mini-pausa” partano tutte d’un fiato “Come reagire al presente“, “A cosa ci serve” e la più volte citata Forse non è la felicità“, brano di chiusura di questo tour che finirà il 17 Marzo nella loro Perugia. Durante il penultimo pezzo, inno della band, c’è un susseguirsi di fan saliti sul palco per tuffarsi poi in mezzo ai loro simili. L’atmosfera è rock ‘n’ roll al 100%.

Fast Animals and Slow Kids

Fast Animals and Slow Kids

Tirando le somme – e riferimenti ai Griffin a parte, o almeno così pensa il sottoscritto – i FASK ci hanno offerto uno spettacolo composto da adrenalina pura restando abili a livello prettamente tecnico; d’altronde il sound dello Smav si conferma una garanzia su cui poter fare cieco affidamento. Ottima acustica, e ottima risposta da parte del pubblico, considerato il sold-out raggiunto senza problemi. C’è il rammarico per aver perso i primi 6-7 pezzi in scaletta, causa avvenimenti indipendenti dalla nostra volontà; il percorso è rimasto lo stesso ma la felicità alla fine di esso sarebbe raddoppiata.
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Francesco Forgione

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Fotografie a cura di Gianluca Mennitto – © Copyright 2018 – Tutti i diritti riservati

Fast Animals and Slow Kids: Forse non è la felicità/ma un esodo per raggiungerla ultima modifica: 2018-03-04T00:42:11+00:00 da Francesco Forgione