Gazzelle: Megasuperbattito all’Atlantico, tra Martelli e coriandoli

Io e Gazzelle abbiamo in comune le felpe dell’adidas e il parka verde. Su questo non ci sono dubbi. Ieri sera ho partecipato alla prima data, delle due previste a Roma all’Atlantico, del “Megasuperbattito” tour, per scoprire se c’è altro che ci accomuna. Mi sono proposta, inoltre, di fare un esperimento sociale e studiare con massima serietà il suo pubblico. Tutto questo ve lo racconto qui, quindi…reggetevi forte!

Ad accogliere Flavio in scena, oltre al suo pubblico, c’era un quartetto d’archi. Con questi presupposti non poteva che essere Meglio Così la prima canzone in scaletta. Il palco presentava una scenografia minimale, potrei dire spoglia, con i soli musicisti ed alcune immagini sullo sfondo.

Sarà stato perché Gazzelle giocava in casa, ma i suoi fan erano scatenatissimi e non si sono fermati fino al termine del concerto, circa un’ora dopo. Sinceramente non mi aspettavo tutto questo fomento. Immaginavo il classico live in cui le quattordicenni piangono con il cellulare in mano. E invece mi sono ritrovata a saltare, urlando con circa altre mille persone “Oggi mi sparo in testa”, sulle note di Martelli.

Gazzelle

Gazzelle: Megasuperbattito all’Atlantico

Il fatto che mi ha stupito maggiormente è stato il pogo su Zucchero Filato. Dalle ultime file, insieme alla mia compagnia ci siamo magicamente ritrovate in seconda fila. Che questo sia successo ad un concerto di Gazzelle è davvero incredibile.

Tra salti, sudore, urla e due bis, un’oretta è passata velocemente. Il palco è stato  lasciato all’ospite d’onore: Gabry Ponte. Considerando l’età media (bassa), La Danza delle streghe & Blue probabilmente non hanno risvegliato particolari ricordi nella maggior parte del pubblico. Ciononostante, alcuni si sono distinti ed il trash di inizio 2000 ha vinto ancora una volta.

Ammetto che i risultati del mio esperimento sociale sono notevoli (so’ modesta, lo so). Se Gazzelle ha fatto sold out in così tante date, ed ha racimolato così tanti seguaci in un solo anno, un motivo c’è. Che piaccia o meno, Flavio racconta la generazione odierna.

Stare sempre a lamentarsi di quanto ciò che ascoltano gli altri sia di dubbia qualità lascia il tempo che trova. Quello che oggi c’è in giro può o non può piacere, ma resta comunque la  fotografia di un fenomeno in evoluzione. Non fermatevi solamente ad osservare, vivete il momento e magari divertitevi, senza prendervi troppo sul serio. Oggi si vive di musica live. Che sia con questo genere o meno, non è importante. Se proprio non ce la fate, pazienza. Meglio così.

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Assunta Urbano

 

Fotografia: Roberto Panucci per Vivo Concerti

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Gazzelle: Megasuperbattito all’Atlantico, tra Martelli e coriandoli ultima modifica: 2018-03-17T13:46:12+00:00 da Assunta Urbano