Intervista a Sara Magnoli, autrice di “Se il freddo fa rumore”

#LEGGITAVILLO

MAURA MESSINA

INTERVISTA L’AUTRICE Di “Se il freddo fa rumore”

Sara Magnoli

 

Hai massimo… Un rigo per il titolo del libro

Se il freddo fa rumore.

Due righi per rivelarci il nome del protagonista e qualche curiosità sul personaggio

Lorenza Maj, giornalista più che quarantenne eterna Peter Pan in cerca di se stessa, e il vicequestore Luciano Mauri, un uomo bruttino ma affascinante: e non sono due innamorati!

Tre righi per presentarti

Giornalista professionista, laureata in lingue e letterature straniere moderne, da bambina volevo fare la serial killer e dunque scrivo gialli perché uccidere sulla carta è meno rischioso. Sposata, un figlio e una figlia, due gatti, vivo nel cinema ristrutturato che era dei miei nonni.

Quattro righi per le tue passioni

Amo il mare. La pastiera. Gli spaghetti al dente. Le crescentine e ciò che vi assomiglia. Il Lambrusco. La musica, con una particolare predilezione per Renato Zero. Il cinema, il teatro, l’arte nelle sue sfaccettature più ampie. Amo cantare ma sono stonatissima. E amo leggere, se un libro mi prende dimentico tutto il resto e lo divoro in poche ore.

Cinque righi per dirci come nasce la tua passione per la scrittura

Ho sempre amato scrivere, ho imparato a scrivere e leggere che ero piccolissima e non ho mai smesso. Scrivere per me è un bisogno fisico, un modo per dare voce anche a chi non l’ha, anche se in senso figurato; è esternare energia, è come fare una corsa a perdifiato e poi essere anche stanca, ma felicissima. Ed è un viaggio. So da dove parto, so il percorso e l’arrivo, ma a volte compaiono strade nuove, che chiedono di essere percorse. 

Sei righi per divertiti a pubblicizzare il volume rivolgendoti direttamente al pubblico

Come non essere curiosi di leggere il romanzo di colei che un grande scrittore come Maurizio de Giovanni ha definito “una nuova, straordinaria voce nel romanzo nero italiano”? Storie che si intrecciano, si incontrano e si scontrano, dominate dal freddo atmosferico e dell’anima.

E poi la foto della quarta di copertina, del mitico Daniele Belosio, è bellissima: l’autrice non sembra neppure lei, ma una modella: non credo che capiti spesso che Sara Magnoli dia questa impressione… anzi, non capita quasi mai!

Sette righi per il messaggio che vorresti tramettere attraverso la tua opera

Non fermarsi mai alle apparenze, non dare mai nulla per scontato, saper ascoltare anche i più giovani, saper accettare le differenze, capire l’importanza del dialogo e dell’ascolto, imparare il rispetto e la tolleranza. E non chiudersi in se stessi, aprirsi, confrontarsi, non avere paura, ma trovare in noi stessi il coraggio per affrontare anche ciò che ci sembra difficile da superare. Riflettere su come parole e atteggiamenti possano fare male. Non voglio lanciare un messaggio vero e proprio con quello che scrivo, non mi reputo così importante da lanciare messaggi. Ma vorrei invitare a riflettere su cose che possono accadere nella quotidianità e che spesso non ascoltiamo.

Otto righi per svelare a quale personaggio ti senti più legata/o e perché

Sono molto legata al vicequestore Luciano Mauri, un uomo che ha come unico fine la giustizia, ritenendola diversa talvolta, e comunque sempre superiore, anche alla legalità. Nel senso che ci possono essere leggi e norme che possono essere sbagliate. Ma la giustizia non lo è mai. Un uomo che appare quasi burbero sul lavoro, ma che è in realtà profondamente sensibile e umano.

E poi sono molto legata anche a Stiefelin, la gatta pezzata di Lorenza: perché adoro i gatti, innanzitutto, e perché questa è una vera detective! Non le sfugge niente. E, come accade con i gatti, dietro all’aria menefreghista c’è una grande sensibilità e la capacità di starti vicino quando sei triste. Stiefelin sa quando Lorenza ha bisogno di lei. E non si tira mai indietro.

Nove righi da dedicare alla trama

Due ragazzine, Sofia di 13 anni e Najeeba di 17, che non si conoscono, scompaiono improvvisamente e misteriosamente dalla stessa cittadina di provincia nelle stesse ore, una sera. Nessuno le ha viste, nessuno dà notizie. Una corsa contro il tempo per ritrovarle, tra le indagini ufficiali della polizia e quelle giornalistiche di Lorenza Maj e del suo collega Fulvo Gianconti.

Attorno, il freddo del mese di novembre in un territorio lombardo, con la pioggia che è fine ma insistente, ma anche il freddo delle cose non dette. Un freddo che, come dice il titolo, fa rumore, che ti penetra nelle ossa e non ti lascia più. Un incedere lento, ma incessante verso una tragedia che davvero non poteva non solo non essere annunciata, ma neppure lontanamente immaginata. E sullo sfondo storie di violenza psicologica su chi è più debole e non riesce a farsi ascoltare.

Dieci righi per citare uno stralcio della tua opera

Meglio di un orgasmo.

Il pigiama gonfio di sudore. L’aveva sognata. […]
E nel sogno ricordava. Riviveva quanto accaduto solo poche ore prima. Quando lei si era piegata sotto i suoi colpi come un panetto di burro. Che piacere aveva provato. Si era sbriciolata come un friabile biscottino da tè.
Non pensava potesse essere così appagante uccidere qualcuno e sentirlo morire sovrastandolo con le proprie mani.  […]
Storse la bocca in quello che voleva essere un sorriso di soddisfazione. Risentì tra le mani il panetto di burro fondersi, il biscottino da tè sbriciolarsi.
Non sapeva ancora di aver ucciso la persona sbagliata.

foto di Claudio Guerra

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Maura Messina

Intervista a Sara Magnoli, autrice di “Se il freddo fa rumore” ultima modifica: 2018-03-31T13:03:38+00:00 da Maura Messina