Aliens Universe: Aliens Dead Orbit di James Stroke

Gli Xenomorfi di Aliens Dead Orbit arricchiscono la serie a fumetti dell’Aliens Universe.

La figura dello Xenomorfo creata dall’artista surrealista svedese Hans Giger, dal suo debutto cinematografico in Alien del 1979 di Ridley Scott, è diventata un’icona. La silhouette ossuta e lucida, il cranio oblungo che termina con una dentata bocca che cola bava, ma non solo.

Infatti, l’inquietante aracnoide facehugger che insemina i poveri malcapitati astronauti dopo essere usciti da grandi uova viscide, i neonati alien che si affacciano al mondo dal torace della vittima, sono tutti elementi riconoscibili, ormai appartenenti all’immaginario mondiale.

Aliens Dead Orbit

Aliens Universe

Come accaduto per il “canone” di Star Wars, anche per Alien il mondo dei film è troppo stretto. Il cosiddetto Alien Universe è costituito dai quattro Alien movie: Alien, Aliens, Alien 3, Alien la Clonazione. Non mancano due prequel (Prometheus e Alien Covenant) e due spin-off (Alien vs Predator e Alien vs Predator 2). Senza dimenticare la saga di Predator (per ora in tre film).

Vanno aggiunti numerosi videogiochi e le serie a fumetti che, dagli anni ’90, a cadenze irregolari, hanno arricchito ed esplorato l’universo fantaorrorifico dello Xenomorfo.  Pubblicazioni diventate poi regolari con la mini Alien Defiance del maggio 2016.

Com’è prevedibile, non tutti i fumetti dedicati alla progenie aliena hanno la medesima qualità artistica o il medesimo successo di pubblico. E non tutte – fortunatamente – sono ancorate alla saga cinematografica. L’approccio multimediale, transmediale e plurinarrativo all’Aliens Universe non si costruisce necessariamente su un prodotto principale – come può essere quello cinematografico – da cui si diramano le altre storie. E qui si inscrive la miniserie del 2017 Aliens Dead Orbit realizzata da James Stroke.

Aliens Dead Orbit

Aliens Dead Orbit

Autore unico della miniserie in quattro parti, James Stroke, riesce nel complicato intento di recuperare l’atmosfera degli Alien Films, senza necessariamente incastrare il proprio racconto in quello cinematografico. Con un coinvolgente inizio in medias res, Stroke pone al centro della vicenda la Stazione Sfacteria che incrocia, orbitando attorno al pianeta Pylos, una nave cargo non identificata.

I guai con gli ospiti alieni sono, ovviamente, dietro l’angolo. Infatti, una nave in avaria a vagare nello spazio e uomini addormentati in infermeria, sono gli ingredienti grazie ai quali il lettore già sa che manca poco all’ingresso dello xenomorfo. Tutto questo, però, non toglie la possibilità all’autore di realizzare una storia dal plot avvincente e dalle accattivanti messinscene.

Il disegno è una profusione di dettagli, tratteggiati da chine sottili, che rafforzano l’impatto scenografico delle tavole, avvicinandole alle solenni riprese cinematografiche a cui la saga filmica ha abituato. Colpi di scena, tempi di snervante attesa, spregiudicate prospettive dei corridoi della navicella spaziale, offrono lo spunto per scene d’azione dal grande impatto visivo e dall’ottima narrazione.

Per tutti gli appassionati dell’Aliens Universe, la miniserie pubblicata in Italia dalla Saldapress – sul numero 10 e 11 della serie mensile Aliens – è un’obbligata lettura e un necessario recupero.

 

Leonardo Cantone

Aliens Universe: Aliens Dead Orbit di James Stroke ultima modifica: 2018-04-20T18:28:38+00:00 da Leonardo Cantone