Avengers: Infinity War – “Vendicatori, Uniti!”. La Recensione

Avengers: Infinity War

“Vendicatori, Uniti!”, ci siamo lasciati con questa citazione nel recap  in cui ho riassunto la nascita del Marvel Cinematic Universe. Ora ci troviamo qui, alla resa dei conti. 10 anni, la diciannovesima opera cinematografica MCU, dove ogni pezzo di questo largo mosaico finalmente si compone.

Ore 01:30, sono appena tornato a casa dalla visione di “Avengers: Infinity War“. Il film mi è piaciuto, convince e soddisfa appieno il tanto sofferto hype di questi mesi? Ve la farò breve: sì, sì e sì. È una recensione a caldo, quindi cercherò di essere il più lucido e oggettivo possibile, senza lasciar prendere il sopravvento all’entusiasmo, perché sappiate che in questo film c’è molta, moltissima roba. Probabilmente andrò a visionarlo una seconda volta per realizzare più dettagliatamente ciò che ho visto.

LA TRAMA: SEMPLICE MA NON BANALE.

Dopo gli eventi di “Captain America: Civil War” i nostri eroi si sono divisi e saranno costretti a unire nuovamente le loro forze a causa di un nemico potentissimo e mai affrontato finora: Thanos. Un tiranno deciso a conquistare l’universo, per un preciso motivo, attraverso il magico potere delle 6 Gemme dell’Infinito.

ANTHONY E JOE RUSSO: DUE FRATELLI PER UNA GRANDE REGIA.

La percentuale di inciampare era molto alta dato l’ampio numero di personaggi da contenere in 2 ore e 35 minuti. Una sfida rischiosa e non semplice, ma non un problema per i fratelli statunitensi (di origine italiana) Anthony e Joe Russo.

Una pellicola ottimamente calibrata dove i dialoghi sono di sicuro uno dei punti di forza. 

2 ore e mezza di puro intrattenimento. Sin dal primo minuto non si ha tregua anche se non mancano i siparietti comici –  un lato della Marvel non sempre apprezzato. Stavolta quasi necessario per stemperare la tensione e prendere una boccata di ossigeno.

Con gli Avengers si sale su un rollercoaster di spettacolarità ed emozioni. Ma cos’è che rende spettacolare e speciale questo terzo capitolo?

La politica adattata dai Marvel Studios quasi sempre è stata quella di presentarci degli antagonisti discreti o piatti per non oscurare l’eroe. In Avengers: Infinity War, invece, i fratelli Russo trasportano sul grande schermo un mastodontico villain con una propria personalità.  Un cattivo dalle  diverse sfaccettature che diventa il vero protagonista, proprio come nei fumetti del suo creatore Jim Starlin.

LA PERSONIFICAZIONE DELLA MORTE.

Thanos deriva dal greco Thánatos e significa appunto “Morte”. Nonostante sia un’entità intergalattica infida e brutale, le azioni che lo portano a volere sterminare metà dell’universo non sono stereotipate. Riusciamo a capirle, dal suo punto di vista, arrivando addirittura a empatizzare con lui.

Dietro questo temibile essere si nasconde un “uomo” dall’animo dilaniato ma con una mente estremamente razionale. La caratterizzazione è scritturata come non si vedeva da tempo in un cinecomics, per un’altrettanto esemplare interpretazione di Josh Brolin, che, grazie anche alla eccellente lavorazione del motion capture, buca ancora di più lo schermo.

Avengers: Infinity War

IL RISULTATO DI UN PROGETTO CINEMATOGRAFICO SENZA PRECEDENTI.

Se è la caratterizzazione di Thanos a spiccare, il merito è sicuramente dovuto alla sceneggiatura, tra l’altro ben ritmata, che segue la linea dell’epica nella narrazione, aumentando con il passare dei minuti la drammaticità. Il tutto è valorizzato da una fotografia leggermente patinata, per rendere maggiore il tono serioso, e apocalittica in una fase in particolare della narrazione.

Menzione speciale va anche a James Gunn, regista dei due “I Guardiani della Galassia“, chiamato alla collaborazione per lavorare al meglio con i “suoi” soggetti senza snaturarli. Divertente vedere gli Avengers e i Guardiani della Galassia interagire. Hanno condiviso l’universo nel corso degli anni e si conoscono solo adesso.

Tony Stark, Doctor Strange, Peter Quill. Tre personalità eccentriche che si trovano a discutere, regalandoci tutto sommato delle risate. 

Com’è dunque Avengers: Infinity War?

Insomma, ne ho parlato così bene e non ha sbavature? no, certamente non è esente da difetti, qualcuno anche abbozzato. Rimane nel complesso comunque una bellissima pellicola, unica nel suo genere. Tempo fa, se mi avessero parlato di un progetto simile, con un crossover cinematografico di tale epicità, realizzato con quei supereroi che hanno fatto innamorare milioni di persone al mondo dei fumetti, non ci avrei mai creduto.

Ci sono pellicole che hanno segnato generazioni, come “Star Wars V – L’impero colpisce ancora“, nel 1980,  e “Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re“, nel 2003. Il 25 aprile 2018 è uscito “Avengers: Infinity War“. Come i due storici blockbuster, a mio giudizio, questo capitolo è destinato a diventare un kolossal nella storia della settima arte.

Se non l’avete ancora visto preparate i fazzoletti, non siete pronti per il finale. Anzi, non siete pronti e basta. 

Vi consiglio la visione del film in IMAX, un sistema di proiezione capace di mostrare le immagini ad una grandezza e risoluzione superiore rispetto ad una proiezione standard. Sarà una stupenda esperienza visiva.

voto: 9 +

 

Emanuele Grillo

Avengers: Infinity War – “Vendicatori, Uniti!”. La Recensione ultima modifica: 2018-04-27T12:27:40+00:00 da Emanuele Grillo