October is coming: l’omaggio degli Entropia alla rivoluzione d’ottobre.

“October is coming” è l’ultima opera dei romani Entropia. Un concept intelligentemente strutturato che riporta lo sguardo verso est e la memoria indietro di un secolo.

A cento anni esatti dall’instaurazione del governo rivoluzionario bolscevico in Russia, gli Entropia, per l’etichetta Eclectic Productions, lanciano il loro October is coming.

Un concept album di musica elettronica ricca di campionamenti “d’autore” e richiami ad un passato mai troppo lontano. Non manca una marcata vena industrial, facilmente identificabile tra le innumerevoli decodificazioni sonore sottoposte all’attenzione di chi ascolta.

Il disco è composto da quattro lunghe tracce, tutte fornite di un contributo video a complemento: The great war (11:29), Revolution in February (07:20), The April these (10:41), The winter palace in October (09:07).

I titoli, da soli, riescono immediatamente ad introdurre senza alcuna possibilità di errore, o fraintendimento, il momento storico e la conseguente atmosfera che caratterizza la produzione.

Si respira aria di inizio novecento, sebbene l’uso di strumentazioni moderne, come il synth, suggeriscano una resa evidentemente diversa rispetto a tromboni e tamburi bellici dell’immaginario ante guerra.

Il lavoro degli Entropia è chiaramente il riflesso condizionato di una profonda ricerca, anche storiografica, arricchita con campionamenti di opere, suoni e voci dell’epoca. Per niente scontato.

Purtroppo, in casi come questo, è oltremodo complesso riuscire a tradurre in parole ciò che viene percepito dalle orecchie. Oserei dire impossibile. Nessun tentativo è vano.

Entropia

Bisogna assolutamente procurarsi almeno l’album per riuscire ad inquadrare il concetto proposto. Dico “almeno” in quanto la struttura “squisitamente sonora” (esplosioni, spari, grida, etc.), rappresenta un blocco dell’opera con lampante peso specifico non trascurabile.

L’aspetto più armonico o “musicale” si presenta, nonostante il tappeto sia comunque presente senza pause, senza particolari connotazioni identificative.

In conseguenza a quanto detto, non può essere sottovalutato il “complemento” di cui si parlava poco più su, ovvero la forma visiva. Per un’immersione a trecentosessanta gradi non si può prescindere dalle immagini.

Il contesto, in tal caso, raggiunge una completezza più alta e forse anche meno soggettiva in termini interpretativi. Una sorta di binario guida non impositivo che, per certi versi, ci impedisce di viaggiare troppo con la fantasia. Mio modesto parere: aiuta non poco a restare concentrati.

October is coming non è un concept per il cuore: mancano testi e ritornelli orecchiabili su cui fare leva. Non può essere definito un disco “per i piedi”: non ci sono sessioni ritmiche specifiche e/o prolungate sulle quali potersi dimenare. È, altresì, approfondimento di una memoria storica in chiave musicale, alternativa, delineata in un percorso cronologico ben definito.

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Mario Aiello

October is coming: l’omaggio degli Entropia alla rivoluzione d’ottobre. ultima modifica: 2018-04-03T13:15:18+00:00 da Mario Aiello