Il confine umano di Patrizia Angelozzi, da non superare assolutamente

Il confine umano di Patrizia Angelozzi racconta di sette storie vere di rifugiati provenienti da Afghanistan, Pakistan, Libia, Somalia, Turchia, Libano e Siria. Un viaggio dentro vite in cerca di pace.

Patrizia è madre di tre figli, autrice e dedita a temi sociali. Dice di lei: “Amo i diritti e non i dritti …le persone solari e l’altruismo. Lotto come posso per abbattere barriere sia fisiche che legate al pregiudizio”.

TRAMA E PERSONAGGI

La trama in breve.

Il confine umano racconta di guerre, conflitti, persecuzioni vissute da uomini in pericolo. Tribù importanti in base alla quantità di armi possedute. La povertà e la paura. La speranza di vivere in un posto senza essere ricattati. Il bisogno di un domani possibile. La gratitudine verso noi italiani. Il desiderio di raggiungere posti che daranno loro asilo politico o semplice accoglienza. In un filo conduttore comune strettamente legato alla necessità di sopravvivere ogni vicenda  porta con sé riconoscenza e il ‘superamento’ che diventa esempio per noi che pur vivendo in un Paese libero, spesso ci arrendiamo di fronte a difficoltà banali.

Tra i personaggi narrati, a quale  ti senti più legata? 

All’interno dell’opera Il confine umano mi sento molto legata alla storia di un ragazzo. Lui aveva solo 15 anni quando fuggì dal Pakistan attraversando Paesi a piedi e su mezzi di fortuna.  Aveva una bellissima casa ed una famiglia. Le sue parole: “Non si può vivere dove non c’è pace. Si può stare senza cibo, senza ricchezza e molto altro. Ma senza pace, No. Cosa potevo fare? Morire ucciso come mio padre per aver rifiutato di diventare un terrorista o fuggire. Sono scappato. Da noi a 15 anni non sei più un bambino. Non puoi esserlo.”

PASSIONI

Rivelaci le tue passioni.

Libri, vite che circolano dentro pagine a ricordarci chi siamo e come vogliamo crescere. Cinema, musica, arte.

La passione più grande, essere in prima linea per i diritti umani.

e quella per la scrittura?

Nasce nell’osservare i comportamenti, le azioni. In un mondo delle emozioni che viene fuori attraverso le parole. Fin da ragazzina accadeva e continua oggi.
Sono cresciuta leggendo testi classici e favole, riconoscendomi nelle avventure per ragazzi e storie lontane da me. La mia famiglia è stata fondamentale negli esempi per trasmettermi il desiderio di comunicare ciò che è positivo attraverso la scrittura. 

L’INVITO ALLA LETTURA

Divertiti a pubblicizzare il tuo libro, invitando i lettori a leggerlo

Conoscere le vita degli altri prima di giudicare. Il dolore, la gioia, i desideri e le sconfitte prima di discriminare. Questo libro cancella i confini. Spiega cosa accade quando le persone rischiano la loro vita scappando da morte certa e cosa succede all’arrivo in Italia.  Un libro che fa chiarezza in un viaggio narrativo che ha dentro il bisogno di riscattare la propria vita. Un messaggio positivo che porta gli uni verso gli altri.

FOCUS SOCIALE

Affronti un tema molto delicato nelle tue pagine. Cosa vorresti far arrivare al lettore? Qual è il messaggio affidato al libro?

Uscire dalle false notizie. Aumentare lo spirito critico e comprendere la manipolazione della comunicazione che subiamo ogni giorno per tante tematiche.
Vivere guardandosi intorno. Imparare ad apprezzare quello che abbiamo e a lottare per raggiungere i nostri sogni, come per i protagonisti di questo libro. Riconoscere l’altro e vivere nella consapevolezza che l’altro siamo noi porta ad annullare conflitti e pregiudizi.

CITAZIONE

Volevo continuare gli studi, era questo il mio sogno. Avevo cominciato a frequentare la facoltà di giurisprudenza. A causa dei bombardamenti, ora non vedo più da un occhio, dentro ci sono schegge di bombe esplose e l’altro mi crea problemi. Sono contento di essere con voi, di essere vivo”.

Sono stata a raccogliere testimonianze. A tavola con i miei figli, parliamo della giornata trascorsa, i loro compiti, cosa hanno fatto a scuola, il cibo nei nostri piatti e di cosa faremo domani, mentre dalla tivù il telegiornale annuncia nuovi sbarchi, quattrocento migranti, forse di più. Solo una parte di loro è riuscita a salvarsi, gli altri non ce l’hanno fatta. Mi chiedono e racconto loro le persone,  le loro storie. Così tra domande e risposte, provo a spiegare loro cos’è la pace. Il confine umano è quella porta che se scegliamo di aprire ci permetterà di conoscere l’altro e no stessi…”.

 

Maura Messina

Il confine umano di Patrizia Angelozzi, da non superare assolutamente ultima modifica: 2018-04-28T11:29:15+00:00 da Maura Messina