Gennaro Rollo e “Il serraglio”: il potere di svelare Napoli

Il serraglio di Gennaro Rollo è ispirato ad una serie di storie vere, raccolte nel tempo attraverso interviste più o meno formali. Non un romanzo storico (poiché ambientato a partire dal 1949), non un romanzo di formazione (per l’evoluzione dei personaggi), ma un romanzo sociale, a tutti gli effetti. È risultato vincitore della VII edizione del Premio Nanà ed è da poco uscita una nuova edizione arricchita da una prefazione prestigiosa e foto d’epoca dell’Albergo e dei suoi ospiti.

Il serraglio

Il protagonista è Gaetano Cacciapuoti, scugnizzo napoletano mandato dalla madre nel Real Albergo dei Poveri di Napoli. Anche se, forse, il vero protagonista di tutto il romanzo è l’edificio: il serraglio.

TRAMA E PERSONAGGI

Napoli 1949, la vedova di guerra Carmela Bene, impossibilitata dalla povertà, è costretta a mandare la sua prole al Real Albergo dei Poveri. Tra questi ci sono Gaetano e Pasquale Cacciapuoti che vengono messi nello stesso dormitorio. Per contrastare un gruppo di bulli che si fa chiamare i Vandali, i fratelli Cacciapuoti decidono di formare, con altri due bambini, la banda dei Monelli. Tra angherie e atti di violenza, emergono le figure del freddo Direttore Senese e di due brutali guardie, Bruno e Donato. Di contro, si presenta il custode Nicola, cieco dalla nascita, che prenderà a cuore i due fratelli Cacciapuoti. Tra atti di violenza e angherie, soprusi e crudeltà, impareranno il senso dell’amicizia e dell’unione scoprendo che, nonostante tutto, il Serraglio può dare loro una speranza.

Quale personaggio preferisci e perché

Il mio personaggio preferito è Nicola, il custode cieco dell’Albergo. Questo personaggio incarna due persone reali: il fu Nicola, il vero custode del Real Albergo e il Maestro di arti marziali Peppe Marmo, custode spirituale dello stesso, che oggi potete trovare nella palestra Kodokan proprio nell’Albergo dei Poveri. Nicola, il personaggio del romanzo, conosce a menadito ogni anfratto dell’edificio, scansa ostacoli come li vedesse e adora soffermarsi con fratelli Cacciapuoti a raccontare le origini del Serraglio. Nicola assume così la sembianza simbolica del custode della storia, colui che difende la memoria del Real Albergo dei Poveri.

PASSIONI

Quali sono le tue passioni?

Indovina? Mi piace scrivere. Ironia a parte, suono la chitarra, ogni tanto compongo canzoni; mi piace leggere. Questo dovrebbe essere ovvio, ma ho scoperto con somma sorpresa che c’è anche chi scrive senza leggere, quando sarebbe senz’altro molto meglio leggere senza scrivere o almeno senza pubblicare, visti alcuni risultati. Sono andato fuori traccia, lo so.

Come nasce la passione per la scrittura?

Sono sempre stato attratto dalle arti in genere, come ho già detto suono la chitarra, ho imparato da autodidatta. Per quanto la risposta di sopra possa sembrare un po’ presuntuosa, antipatica, credo che si debba avere forte rispetto per la letteratura e per chi legge; bisogna studiare, molto. Scrivere mi permette di raccontare il mio tempo e, visto che mi piace osservare, mi piace poi anche descrivere.   

AUTORITRATTO IN POCHE PAROLE

Hai a disposizione tre righi per presentarti

Tre righi sono davvero troppi. A dispetto della mia indole di narratore, sono poco incline a parlare direttamente di me, ma di certo posso dirvi che sono laureato in chimica, faccio il ricercatore nell’ambito dei materiali polimerici.

FOCUS SOCIALE

Attraverso la tua opera affronti due tematiche importanti: l’incuria del patrimonio umano e materiale. Quali messaggi vorresti arrivassero al lettore?

Ci sono due grandi messaggi che ho voluto inserire ne Il Serraglio. Il primo, palese a partire dal titolo, riguarda la volontà di riqualificare un monumento patrimonio UNESCO ingiustamente dimenticato, restituirlo alla città e farlo tornare il grande polo d’eccellenza che era fino agli anni ’80 del secolo scorso. Il secondo messaggio, che viene fuori dalle vicende narrate, riguarda il senso di unione e amicizia che oggi è stato quasi del tutto divorato da una forma brutale di egoismo e individualismo. Il romanzo è un inno contro ogni forma di violenza, non a caso è stato scelto come libro simbolo contro il bullismo.

CITAZIONE

Adesso godiamoci uno stralcio de “Il serraglio” di Gennaro Rollo

“’E piccerelle vanno ‘a ccà”, disse quello con il berretto che aveva guidato il gruppo, indicando il lato sinistro. Con l’aiuto del suo collega iniziarono a raggruppare le bambine.

Concettina strinse ancora più forte la mano del fratello, Gaetano provò a tenerla stretta quando arrivò la guardia. Sotto la pressione dell’adulto le due mani cedettero all’istante, per Gaetano fu come se gli portassero via un pezzo di stomaco. Si sentì svuotato e inutile. Accompagnò con lo sguardo la sorella che spariva oltre la porta su cui capeggiava la scritta:

PRO FEMINIS ET PVELLIS.

Fu spinto senza troppe maniere verso l’ingresso a destra. Era ancora con i suoi fratelli, stretti tra i tanti corpi che pressavano per entrare. Una volta la mamma gli aveva raccontato dell’inferno. Gaetano ebbe la sensazione di averne appena varcato la porta.

 

Maura Messina

Gennaro Rollo e “Il serraglio”: il potere di svelare Napoli ultima modifica: 2018-05-12T12:37:00+00:00 da Maura Messina