IVAS: un esordio che sa già di conferma

L’omonimo Ep degli IVAS, si contraddistingue per ricercatezza di espressione ed una voce carismatica. Quattro canzoni che, nel loro contesto, sono prova di piena comunicazione.

Oggi parliamo degli IVAS, una band “soft” rock con spiccate venature alternative-psychedelic. I ragazzi compongono un vero e proprio collettivo: voce, due chitarre, basso, batteria, tastiere e sassofono; vengono tutti dal versante sud/est del Cilento (Campania, provincia di Salerno). Per questo già mi stanno simpatici. Solo per avermi fatto riaffiorare il ricordo delle scampagnate al Vallo di Diano o dei viaggi in moto guardando i fiumi, a ridosso delle colline verso gli appennini. Se non conoscete, armatevi e partite, ne vale la pena.

Premetto che sarò breve stavolta. Probabilmente, quando mi piace qualcosa, tendo ad essere di poche parole.

Tornando a noi, L’omonimo EP, è stato pubblicato lo scorso Marzo per l’etichetta Fuffa Recordz. Quattro tracce di durata medio-alta che, come le stagioni, condividono un solo intento ma dimostrano proprietà distintive tra loro. Non proprio enormi differenze in questo lavoro degli IVAS ma “dettagli diversificati”.

IVAS, traccia per traccia

La prima canzone si intitola Globe. Sulle prime ha tutte le caratteristiche di una “ambient”. Come ad esempio il piano che con poche note, assieme ai suoni che riprendono il concetto pinkfloydiano di psichedelia, restituiscono un risultato consistente ma più scarno. Il tema è quello di una simbiosi tra animo e natura. Tradotto in musica è un lento cantato in inglese che apre piano, senza affanno, intelligente. Via via il ritmo sale e ci accompagna in un mix tra reggae e rock (dolce), dove tutti noteranno la particolare voce femminile che interpreta il testo.

Segue Riflusso, in italiano, un pezzo melodico ma con gusto e ricercatezza, specialmente per il testo. Dalla canzone si evince che, nonostante questo sia un esordio per gli IVAS, la band manifesta una non trascurabile consapevolezza. Soprattutto in fase compositiva, pur tenendosi sul semplice, vengono fuori strutture articolate e il connubio musica e voce, a mio parere, ne rappresenta la ciliegina sulla torta.

Scopro che In The Sandman’s Realm è liberamente ispirata ad una graphic novel di Neil Gaiman. In tutta onestà, non conoscendo l’opera né l’autore ho chiesto ad un amico che, testuale, ha risposto: “Stiamo nella fase finale della champions league dei fumetti per inceppati. Bellissimo, di altri tempi. Non è cosa per bambini, non è roba per te che sei uno sfigato a cui piace Hulk”. Crediamogli sulla parola.

Le sonorità di questo brano sono evocative e con un’impostazione ritmica più pronunciata. Gli obbligati, su cui si districa buona parte della fase centrale della canzone, fanno anche da preludio per una breve sintesi strumentale. Considerando che non c’è un vero e proprio refrain sul quale fare leva, la voce ricopre comunque un ruolo predominante, assieme ai fugaci assoli di chitarra.

Siamo giunti al termine con Feathers. Cito: “ (…) I dreamed of being free, and now I feel as light as a feather. I let go (…)”. Non aggiungo altro, vi rimando alla loro pagina.

Mario Aiello

IVAS: un esordio che sa già di conferma ultima modifica: 2018-05-19T13:15:23+00:00 da Mario Aiello