Napoli Comicon 2018: Report e Gallery della terza giornata (30 Aprile)

Non c’erano dubbi sul fatto che il terzo giorno del Napoli Comicon sarebbe stato quello maggiormente invitante. Gli ospiti di caratura internazionale hanno rappresentato la portata principale della XX edizione, da molti ritenuta la migliore mai organizzata. Cos’è accaduto in questa memorabile giornata?

L’INCONTRO MANARA-MILLER

Ore 12.30. Tutti lo attendevano, tutti lo volevano, tutti erano in fomentazione per il secondo mitico incontro tra Milo Manara e Frank Miller, dopo quello avvenuto al Lucca Comics due anni orsono. Non c’è bisogno di presentazioni per queste due leggende viventi del fumetto. Ognuno l’ha interpretato a modo suo: chi rappresentando la violenza in età contemporanea, chi rappresentando il basico istinto per la seduzione.  Ma cosa si sono detti i due, in quel del Teatro Mediterraneo? A quali domande sono stati sottoposti?

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DOVE TUTTO EBBE INIZIO 

Le radici della loro mestiere sono il primo punto da analizzare. Così Manara ha spiegato di come avesse vissuto appieno il ’68 in quel di Venezia, lasciando la facoltà di architettura e optando per il fumetto. “L’arte borghese dell’epoca aveva fatto abbandonare il ruolo sociale dell’arte. Il fumetto recupera il ruolo sociale dell’arte e la fa rientrare nella cultura di massa. È un prodotto fruibile a tutti”. Manara ha scelto di divenire fumettista in seguito ad una ribellione al sistema apportata da una determinata epoca.

Lo stesso non può dirsi per Miller. Sorridendo sornione, l’autore statunitense ci rivela come sin da piccolo la sua massima aspirazione fosse stata quella di fare il fumettista. Jack Kirby, storico co-creatore dell’universo Marvel insieme a Stan Lee, fu il suo idolo indiscusso. Ed è proprio alla Marvel Comics che Miller mosse i primi passi in giovane età.

UNA CHIMICA ARTISTICA EVIDENTE 

La stima tra i due è ampiamente ricambiata ed è impossibile passi inosservata. Manara loda Miller per la sua ricerca delle fonti. Infatti, la “tradizione mediterranea” studiata dall’autore americano ha portato alla nascita del graphic novel 300, narrante le gesta degli Spartani alle Termopili. D’altro canto, Miller dice di apprezzare il collega per la sua spiccata abilità di inserire humor nelle proprie storie.

LE RICHIESTE RECIPROCHE ED… INASPETTATE

Il momento clou della conferenza si è raggiunto nel finale. Manara sin dall’inizio aveva confessato alla sala di avere una richiesta per il suo “complice”. Il dado è tratto: Milo chiede a Frank di poter utilizzare la sua Sin City come scenario di una storia. Una storia basata su un protagonista smarrito nella decadenza della società moderna, stile romanzo di Kerouac. Miller gli stringe la mano in segno di approvazione e rispetto.   

È un’ovazione che viene interrotta da una condizione insolita da parte di quest’ultimo: “…try to make the women attractive!” (prova a rendere attraenti  le donne del fumetto, ndr). Risate generali  e richiesta reciproca da parte di Miller: “vorrei porti 100 domande ma ne ho una in mente: quando potrò scrivere una storia per te?”. Non so se questi progetti si realizzeranno. Io però ho assistito ad una scena che resterà impressa negli annali del Napoli Comicon. E ne sono rimasto folgorato.

UN NINJA-PIPISTRELLO

Ho bisogno di riprendermi e rilassarmi dopo questa overdose di emozioni. Terminata la conferenza mi catapulto in un’altra sala dell’Auditorium. Avete presente Batman contro Jack lo Squartatore di cui vi ho parlato due giorni fa? Bene, dimenticatelo seduta stante. Perché è il tempo di un lungometraggio completamente differente: Batman Ninja.

Film d’animazione nipponico (comunemente detto OAV) proiettato in anteprima. Cosa vi devo narrare? Di un Cavaliere Oscuro che, per opera di un congegno temporale architettato dal malvagio Gorilla Grodd, si ritroverà indietro nel tempo, nel Giappone dell’epoca Tokugawa. Un palcoscenico perfetto per una guerra tra l’Uomo Pipistrello e tutti i suoi arci-nemici (anch’essi trasportati nel passato).

Una nazione in perenne conflitto senza nessuno a garantire l’armonia e la pace. Per forza di cose dovrà pensarci Batman, tra ninja, samurai e una versione del Joker  totalmente contestualizzata che riprende le caratteristiche degli spiriti maligni della mitologia del sol levante. Ebbene, il regista Junpei Mizusaki è riuscito nell’impresa titanica di portare un personaggio chiave dell’immaginario collettivo occidentale all’interno della cultura giapponese.  Chapeau!

IN ATTESA DELLA PRINCIPESSA GUERRIERA

Ed ora: l’evento cardine del terzo giorno che ha causato un sold-out mai visto prima al Teatro Mediterraneo. La fila alle ore 17 è immensa, quasi non se ne vede la coda. A breve si apriranno le porte per la regina dei sogni (erotici) di una generazione: Lucy Lawless.

L’attrice neozelandese classe 68’ è attesa al termine della proiezione dell’episodio finale di Ash vs Evil Dead, serieTv che la vede co-protagonista. Ideata da Sam Raimi, la serie è la diretta continuazione della saga horror de La Casa. Da piccolo ero letteralmente terrorizzato dal terzo film della trilogia: L’Armata delle Tenebre, pellicola in cui il protagonista, Ash Williams, sterminava demoni a ripetizione grazie all’ausilio del suo fedele motosega da braccio.

L’episodio scorre veloce, tra valanghe di sangue, comicità demenziale e figaggine pura. Seppur non abbia seguito la serie, l’episodio mi ha colpito particolarmente perché ha riaffiorato in me ricordi d’infanzia forse sopiti.

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Arriva Lucy

Medesimo effetto sortito dall’entrata in scena della Lawless . Apparsa in forma smagliante, la celebre eroina degli anni 90’ha mostrato al Napoli Comicon la sua incredibile ironia e spensieratezza proprio come quando comparì come guest star nei Simpson. E di come gli anni passino, ma non il suo straordinario sex-appeal.

L’attrice ha parlato del sodalizio che la lega a Raimi e a Bruce Campbell – interprete di Ash- e dei suoi progetti futuri. Con nonchalance ha dichiarato infatti che le piacerebbe indossare nuovamente i panni della principessa guerriera, ma in un film parodia ricco di sarcasmo.

Non sono mancati inoltre siparietti conditi da acclamazioni assordanti (“Il caffè napoletano dovrebbe essere patrimonio dell’umanità”, tanto per dirne uno). A ciò sono seguite le domande del pubblico. Purtroppo al sottoscritto è stato negato un quesito di natura storico-sessuale riguardante la serieTv  Spartacus , in cui la Lawless ha il ruolo di un’avvenente matrona romana. Con quel rifiuto si sono infrante le mie speranze di ambire al ruolo di suo toy-boy personale.

Mi emoziono però nell’istante in cui, prima di abbandonare il palco, si lascia andare allo storico urlo della sua Xena.  È la fine.

Arrivederci al Comicon 2019

Siamo arrivati all’epilogo. Tuttavia un’altra cosa, in questi 3 giorni di Napoli Comicon, non si è giammai infranta. Ovvero la mia alta aspettativa per la buona riuscita della manifestazione. Come sottolineato in apertura, probabilmente abbiamo preso parte alla migliore edizione mai organizzata. Sperando che la XXI edizione sia altrettanto formidabile, ci becchiamo tra circa un anno all’ingresso della Mostra D’Oltremare.

Il countdown per il Comicon 2019 è già iniziato!

 

Francesco Forgione

Fotografie a cura di Emanuele Grillo – © Copyright 2018 – Tutti i diritti riservati

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Napoli Comicon 2018: Report e Gallery della terza giornata (30 Aprile) ultima modifica: 2018-05-04T17:53:58+00:00 da Francesco Forgione