Napoli Comicon: Le 3 principali categorie di pubblico partecipante

Sapete, nella nostra seconda giornata alla ventesima edizione del Napoli Comicon non c’erano tante attrattive su cui potercela giostrare per la scrittura di un successivo trafiletto ad esso dedicato.

Quindi ho ben pensato di rallegrarvi l’esistenza con un articolo di carattere critico e vagamente provocatorio che spero non destabilizzerà i pareri dei benpensanti. Sono qui per proporvi una descrizione dettagliata delle tre principali categorie di partecipanti presenti alla manifestazione. Una sagace etichettatura senza alcuno scrupolo a cui sono potuto giungere dopo aver osservato attentamente la fauna sociale vagante per la Mostra D’Oltremare.

La lettura è altamente sconsigliata ai politically correct.

Bando alle ciance, veniamo al dunque.

NUMERO 1: IL COSPLAYER

Cos’è un cosplayer? Il cosplayer è colui che, in occasione di una fiera, si traveste da personaggio di un comic book, manga, serieTv, film, videogames e chi più ne ha più ne metta. Egli attua la pratica del cosplay, neologismo anglosassone creato dall’unione dei vocaboli  costume (costume) e play (gioco o interpretazione). Il fenomeno è ampiamente diffuso in terra orientale. Il Giappone ne è la patria.

Il cosplayer italiano medio presenta manie di protagonismo acute; ha l’ossessione di voler essere sempre al centro dell’attenzione. Oltre a ciò, è estremamente  permaloso ed assai suscettibile, soprattutto nel caso un individuo si permetta di criticare la sua “arte”. Le caratteristiche sinora elencate sono accentuate nelle esponenti di sesso femminile. Anzi, diciamola tutta: sono presenti  quasi esclusivamente solo nelle ragazze. L’ostentazione è il  loro marchio di fabbrica, il pane quotidiano che non può assolutamente mancare sulle loro tavole.

Prova concreta a sostegno della tesi: basta farsi un giro sui vari gruppi di discussione in rete dedicati al Napoli Comicon per constatare come siano stati letteralmente monopolizzati da post a riguardo e ad opera di cosplayer. Piccola info: il Comicon non appartiene solo a voi. Non siete l’attrazione primaria.

 NUMERO 2: LO SPENDACCIONE

Qui non occorre fornire ulteriori spiegazioni di base. Lo spendaccione è il soggetto che consuma l’intero arco del tempo che ha a disposizione per girovagare all’interno dei padiglioni degli espositori. E lo fa per dilaniare un patrimonio in albi, gadget o altri accessori. A lui non interessa partecipare alle proiezioni, ai concerti o alle conferenze offerte dal Napoli Comicon. L’ unico imperativo categorico è evacuare il contenuto del portafoglio come se non ci fosse un domani. Anche una volta appresi i prezzi pazzi di un cospicuo numero di rivenditori che approfittano furbamente della sua presenza.

Prova concreta a sostegno della tesi: i miei occhi hanno visto gente svuotare le tasche imperterrita di fronte ad alcune richieste esorbitanti da parte di negozianti con un basso tasso di onestà professionale. Una statuina Marvel di Hulk della grandezza di 10cm venduta a 40euro? Bene, lasciala a prendere polvere. Perché è quella la fine che farà.

NUMERO 3: IL BIG FAN

Purtroppo o per fortuna (a seconda dell’occorrenza) una somma  consistente di partecipanti al Napoli Comicon è costituita dai fanatici. Coloro che sarebbero disposti a vendere la madre pur di aver a che fare con il loro idolo. Coloro che fanno susseguire atti di riverenza nei confronti dello stesso fino a farti salire la nausea per la loro prostrazione.

Prova concreta a sostegno della tesi: dalle 17 alle 19 al padiglione 4 Frank Miller ha tenuto una sessione di autografi destinata a 150 fortunati (la metà dei suoi mitici 300 Spartani) che si erano prenotati. Dov’è il problema? Il problema sta nel fatto che i cancelli siano stati aperti  alle 10 e le prenotazioni siano terminate un quarto d’ora dopo. Non vogliamo giocare al complotto pensando fossero 150 “privilegiati”. Piuttosto, voci accreditate e confermate narrano di persone in fila all’uscita dalle prime luci dell’alba. Cos’è questo, se non fanatismo?

BONUS TRACK: IL CUOZZO

Per chi stesse leggendo non essendo originario della Campania, il cuozzo è il caratteristico tamarro. Spesso è un ragazzino all’inizio della sua fase adolescenziale. Maleducato, rozzo, vestito sgargiante e poco tendente a parlare in italiano, il cuozzo è l’incubo della manifestazione da molti anni a questa parte. Offende, infastidisce ed importuna. Ancora non si è capito cosa ci faccia in una fiera del fumetto, totalmente al di fuori di qualsiasi contesto ad essa inerente. Ed ancora non si è capito perché la sicurezza non proceda con un’espulsione di massa, visti e considerati i diversi episodi documentati in cui si comprende come la loro utilità sia prossima allo 0.

Prova concreta a sostegno della tesi: nessuna. Partecipate al prossimo Napoli Comicon e lo capirete da soli.

Non prendete con eccessiva serietà le mie parole. In fondo, forse qualcosa di concreto lo abbiamo fatto nel secondo giorno.  Vi rimando alla recensione de “L’Isola dei cani” di Wes Anderson, proiettato in anteprima all’Auditorium Caartona. Intanto, vi do nuovamente appuntamento alla  terza ed ultima puntata dei nostri report sul Napoli Comicon, in uscita l’indomani.

See you soon!

Leggi anche:

Il report della prima giornata || Report della terza giornata || L’isola dei Cani

 

 

Francesco Forgione

Napoli Comicon: Le 3 principali categorie di pubblico partecipante ultima modifica: 2018-05-03T18:38:17+00:00 da Francesco Forgione