Solo: A Star Wars Story – Ritorno alla Galassia Lontana

STAR WARS: SI RITORNA NELLO GALASSIA LONTANA LONTANA

Rieccoci con il solito appuntamento con Star Wars, che ogni anno, puntualmente, ci attende nei cinema di tutto il mondo. Decimo film, secondo spin-off, stavolta incentrato su quella “simpatica canaglia” di Han SoloCaro Han, dopo la morte nel settimo capitolo pensavi di sfuggire, vero? Non puoi, vogliamo ancora sapere di te e del tuo passato da giovincello.

Da “starwarsiano”, Disney ti ringrazio per questa programmazione annuale. Devo dire quasi non ci credevo più al film, dato le non poche difficoltà nella realizzazione. Un anno fa, nel giugno del 2017, i registi Phil Lord e Christopher Miller sono stati sostituiti da Ron Howard. Sì esatto, Richie Cunningham di Happy Days, che ha rigirato buona parte delle scene, mentre la campagna promozionale è stata diffusa solamente un mese prima dall’uscita nelle sale. 

Ma dopotutto a noi cosa cambia? l’importante sia valsa la sudata attesa.

E com’è il risultato di “Solo: A Star Wars Story” ? Buono, né un capolavoro né orrendo.

Ma andiamo con ordine.

            LA TRAMA: ON THE ROAD GALATTICO

Tanto tempo fa, in una galassia lontana“, fin dalla fondazione dell’Impero, gli abitanti poveri di Corellia cercano di sopravvivere. Tra questi, un giovane Han Solo (Alden Ehrenreich) ambisce ad una vita come migliore pilota della galassia, al di fuori dei bassifondi in cui vive. Per poter coronare il suo sogno dovrà ottenere del coassio, una risorsa molto ricercata e preziosa. Dopo essere diventato un soldato imperiale, conoscerà nell’esercito il capitano Tobias Beckett (Woody Harrelson) – in realtà un criminale – e lo seguirà per effettuare un colpo grosso proprio per rubare questo minerale.

I PERSONAGGI: HARRISON FORD JR. (?)

Star Wars

<< Diventerò un pilota, il migliore della galassia >>

Probabilmente la cosa che più interessava era vedere all’opera la prova attoriale di Alden Ehrenreich. Han Solo,  oltre ad essere il mio personaggio preferito, è una delle icone della storia del cinema. Con il volto di Harrison Ford era perfetto. Insomma, non una sfida semplice dover onorare tale ruolo. È stato all’altezza? sì, Ehrenreich si è rivelato un degno erede. Certo, non è Harrison Ford, ma d’altronde solo Harrison Ford è Harrison Ford.

Il sorrisetto beffardo, la posa, le espressioni del viso, ci ricordano proprio la buona vecchia canaglia. Qui però troviamo l’Han dei primi tempi, ancora un po’ ingenuo e buonista rispetto al contrabbandiere cinico e impertinente della trilogia classica.

Sorprendentemente c’è qualcuno che riesce a rubargli la scena, ovvero Lando Calrissian interpretato da Donald Glover – esteticamente e caratterialmente identico, peccato sia stato utilizzato poco. Mentre ho trovato fastidiosa l’amica droide di Calrissian, L3-37, utile ciononostante ai fini della trama.

Woody Harrelson è eccezionale come sempre, bello il suo ruolo da mentore che sarà fondamentale per la crescita di Solo, altrettanto ottima la recitazione di Paul Bettany nelle vesti dell’antagonista Dryden Vos. Discreta anche la prova di Emilia Clarke nel ruolo di Qi’ra. No, non ho dimenticato quel buffo e forzuto di un Wookie, cioè Chewbacca. Chewbe (il nome abbreviato datogli da Han) è il solito, l’amico che gli sta sempre accanto, e la scena del primo incontro tra i due ci riscalda il cuore.

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E ALLA REGIA… RON HOWARD!

Ron Howard, regista dal vastissimo curriculum, è stata una scelta più che idonea. Svolge in modo egregio il suo lavoro, le scene d’azione sono chiarissime e ci regala sequenze di grande impatto, come l’assalto al treno e la fuga da Corellia. Nulla da dire, Howard sa come fare buon cinema; affiancato dagli sceneggiatori Jon e Lawrence Kasdan, riesce a trasmetterci pienamente lo spirito dei primi  episodi di Guerre Stellari, a tinte di road movie.

PRO E CONTRO

Il film purtroppo risente del cambio di regia, dalla prima alla seconda parte il ritmo non è costante. Con il passare dei minuti la storia si fa sempre più avvincente ma a tratti ci sono situazioni prevedibili. Il design come sempre è molto curato, dalle creature ai costumi, specialmente in questo lavoro possiamo notare dettagliatamente lo sporco dei motori, stile Mad Max per intenderci.

C’è da dire che è stato un compito più difficile da gestire rispetto al precedente spin-off, perché “Rogue One” presentava dei personaggi totalmente nuovi. A molti, le novità in “Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi” non sono per nulla piaciute. Qui, invece. si respira a pieni polmoni l’atmosfera classica della saga, quindi potreste apprezzarlo in positivo. Come detto in precedenza, è tutto sommato una buona pellicola d’intrattenimento. Il finale non conclusivo fa presupporre un sequel, e tornare sul Millennium Falcon non mi dispiacerebbe affatto.

 

Emanuele Grillo

                                                          

Solo: A Star Wars Story – Ritorno alla Galassia Lontana ultima modifica: 2018-05-26T11:54:19+00:00 da Emanuele Grillo