Non ti preoccupare di Tutte le cose inutili. [Recensione]

 Tutte le cose inutili è un gruppo, un duo di giovani ragazzi pratesi, Leonardo e Francesco. Il loro nuovo album si intitola Non ti preoccupare, e mantiene il gusto da cantautorato punk che ha loro permesso di distinguersi sulla scena indie, di catturare l’attenzione e l’affetto degli ascoltatori.

Personalmente, li ho incontrati per la prima volta alcuni anni fa, credo fosse il 2015. Uno dei loro innumerevoli concerti si teneva nella mia città: non li avevo mai sentiti, non sapevo assolutamente che cosa aspettarmi.
La formazione mi incuriosì molto da subito: Leonardo alla voce e alla chitarra, Francesco alla batteria – da quel piccolissimo palco riempirono tutta la sala. Ricordo che alle canzoni alternavano delle sessioni di reading di brani tratti dal loro libro “Preghiere Underground”, che mi fecero commuovere a dirotto.

Ho seguito il loro percorso fino a questo nuovo lavoro, ho sfogliato il loro secondo libro Luce e notte fonda – che è, poi, anche il titolo della quarta traccia del disco – e adesso vi voglio parlare di questo Non ti preoccupare.

(Ascolta “Non ti preoccupare” di Tutte le cose inutili)

Nelle nove canzoni – per poco più di mezz’ora di ascolto – Tutte le cose inutili hanno riversato la loro identità più profonda, si avvertono il cuore ma anche la crescita, accumulata sui palchi di tutta Italia e nel periodo di riflessione della registrazione.

È riconoscibile il linguaggio intimo, onesto, incisivo. I testi sono, anche questa volta, specchio delle paure, delle (in)certezze, delle distanze – non solo fisiche, del cuore di questa generazione.

Millenovecentonovantotto è il brano che apre il disco, in ogni senso, dato che il primo verso recita proprio “Mi hanno detto – Dai, non ti preoccupare, da questa storia avrai una liquidazione”. Ben riuscita è l’unione tra sound punk e acustico, che lo rende il miglior incipit per capire cosa aspettarsi dai pezzi successivi.

Di seguito i brani si succedono coerenti tra loro, come se fossero pagine di una stessa lettera.

Va tutto bene è una nuova esperienza di reading, con la voce di Francesco e le parole tratte dal libro Luce e notte fonda. Ascoltandola/leggendola, ho pensato che per farvi capire di cosa veramente parli quest’album, fosse opportuno citarvi un passo di questa “lettura”:

Vorrei mettere tutto in chiaro, e dirti le quattro cose che so:
Uno, i fiori sono un imbroglio e più sono belli e prima seccano.
Due, quando ci guardiamo negli occhi non è per specchiarci e metterci a posto i capelli a vicenda.
Tre, hai gli occhi della frontiera, delle strade bagnate.
Quattro, è come se scendessi continuamente da una nave in partenza.

 

Vammi a fondo chiude il disco con dolcezza. Risulta una dedica sincera che accompagna l’ascoltatore e gli permette di abituarsi alla fine con naturalezza: mi è sembrato il congedo migliore per questa lettera in musica, un “con amore” subito prima di firmarsi.

In conclusione, ho sentito in Non ti preoccupare la giusta unione di poesia e concretezza, e posso dire che “va tutto bene, va davvero tutto bene”.

Francesca Tummolillo

Non ti preoccupare di Tutte le cose inutili. [Recensione] ultima modifica: 2018-05-25T16:00:13+00:00 da Francesca Tummolillo