Hangarvain | Roots and Returns: un omaggio moderno al rock anni ’70

Gli Hangarvain sono un gruppo originario di Napoli, artisticamente nato a cavallo tra il 2013 e il 2014. Nei primi tre anni di vita si sono fatti conoscere da subito e per le pubblicazioni e per il numero di live, in Italia ed all’estero. Con due album ed un ep all’attivo, ed una serie di date già chiuse, nel dicembre 2016 arriva la notizia di uno stop dalle attività.  Un bel colpo da digerire.

Fortunatamente l’inizio di questo 2018 ci ha regalato il ritorno sulla scena con un nuovo lavoro, Roots And ReturnsAttualmente sono forse una delle poche compagini rock rimaste nella realtà partenopea, sempre più a secco di artisti validi in quel ramo della musica. 

Pareri personali a parte, veniamo al dunque.

Roots And Returns – Il disco

Uscito nei negozi fisici e digitali giustappunto un mese fa (il 25 maggio), Roots and Returns è il quarto lavoro in studio degli Hangarvain. Un mini-album di 6 pezzi di taglio Hard/Alternative Rock, genere di tendenza da circa un decennio a questa parte e che ha portato alla ribalta mainstream gente come Alter Bridge, Black Stone Cherry e Wolfmother.

Roots And Returns“, la titletrack che fa da opener e per la quale è stato realizzato un video, presenta un coro orecchiabile ai limiti del pop unito ad una chitarra decisamente 70’s. Un inizio direi gradevole. Il riff blueseggiante di “Apple Body” ci dimostra perché la band si autodefinisca anche southern rock, tra le altre cose.

La batteria scandisce l’inizio di “Love Is Calling Out” dove il riff richiama sin troppo i Led Zeppelin, per poi proseguire con un semplice e diretto rock ‘n’ roll composto per scatenarsi. “Give Me An Answer”, invece, è il pezzo pesante del disco, peccato sia rovinato da un chorus che tenta invano di condurre verso atmosfere grunge, senza riuscirci. L’ottimo assolo prova ad aggiustare tutto, però.

The River” prosegue sulla strada avviata dal brano precedente: distorsione e let’s rock. Una cover riarrangiata in chiave hard ‘n’ heavy di “I Heard It Through The Grapevine” di Marvin Gaye è un modo divertente di chiudere i giochi senza particolari eccessi. 

In sostanza, un album che ricalca la scia di uno stile caratterizzante degli anni 70, registrato con tecniche moderne e all’avanguardia. A mio avviso, si potrebbe tentare qualcosa di maggiormente innovativo e personale. È questo il consiglio che mi sento di dare ai ritrovati Hangarvain per il proseguimento della loro carriera.

Intanto, rock on !

Francesco Forgione

Hangarvain | Roots and Returns: un omaggio moderno al rock anni ’70 ultima modifica: 2018-06-26T23:30:45+00:00 da Francesco Forgione