La “Notte in bianco” di Letizia Vicidomini

“Notte in bianco” di Letizia Vicidomini racconta di due protagonisti: “il commissario in pensione Andrea Martino e la vittima, la tabaccaia Viola Carraturo, assassinata nelle prime pagine, più viva che mai in tutto il romanzo”. Incalza l’autrice.

“Mi piace definirmi una comunicatrice: scrivo, recito, faccio la radio da più di vent’anni. Ogni pretesto è buono per cercare l’empatia ed il contatto con gli altri, per essere in sintonia con il mondo. E soprattutto per vivere più vite, oltre la mia”.

PASSIONI

Quali sono le tue passioni?

Le mie passioni sono molteplici e sfaccettate, ma si riconducono tutte al buon vivere di cui sopra: leggere, recitare, andare a teatro e al cinema, passeggiare in città piene di storia.

Dopo Napoli la mia meta preferita è Parigi, dove ho ambientato una parte del mio romanzo precedente, e spero di tornarci presto. Infine adoro cucinare e mangiare, perché penso che sia un altro modo d’amare.

La lettura è stata un’abitudine nata molto presto e cresciuta con me.

Leggevo De Filippo e le sue commedie immortali, Pirandello e Marquez già molto giovane, sulla scia di mia madre. La premessa è necessaria per dire che, quando leggi cose meravigliose e ti senti cambiato, se ti piace scrivere sei spinto a farlo, ad emulare.

Ecco, la mia passione è nata quando si è affacciata alla mente questa domanda: “Sarei in grado anch’io di regalare emozioni come fanno loro con me?”. Spero di riuscirci.

FOCUS TRA LE PAGINE

Ti piace recitare. Se fossi su un palco, come presenteresti al pubblico in sala “Notte in bianco”?

Siore e siori, venghino a me! Vi condurrò nella Napoli di Viola Carraturo, la tabaccaia di Materdei brutalmente uccisa nella sua bottega. Vorrei che incontraste Andrea Martino, commissario in pensione, per accompagnarlo nel disvelamento della vita di Viola, attraverso gli sguardi di un uomo di legge che non smetterà questi panni. Mi piacerebbe farvi parlare con i condomini della palazzina che affaccia sul giardino della tabaccaia, farvi conoscere i nipoti e, infine, regalarvi la verità.

Quale messaggio vorresti comunicare con “Notte in bianco”?

La narrazione, per quanto mi riguarda, deve porsi come obiettivo principalmente il coinvolgimento del lettore, la sua gioia, l’appagamento. Se poi si riesce a far passare anche altri messaggi più o meno importanti è una piacevole conseguenza. Nel mio romanzo si parla essenzialmente della necessità di guardare oltre le apparenze, oltre ciò che si vede. Mentre scrivevo mi è venuto in mente un detto degli indiani d’America: “per conoscere una persona devi camminare sette giorni nei suoi mocassini”, e credo fortemente sia questo il filo conduttore di “Notte in bianco”. Tra le righe, poi, ho parlato di maternità nelle sue sfaccettature più varie, e, come sempre, d’amore.

TRAMA E PERSONAGGI

Quale personaggio preferisci e perché

Mi dicono spesso che le mie storie sono affollate di personaggi, tutti caratterizzati da una vita che si intuisce oltre il bordo delle pagine. Mi fa felice questa considerazione, perché credo che sia importante raccontare un mondo intero che ruota intorno ai protagonisti e li avvolge. Sono legata a questo mondo nella sua totalità, ma alcuni personaggi mi toccano più profondamente di altri. Adoro Andrea, un uomo caratterizzato da una grande empatia con le persone, e capace di praticare la misericordia, assumendo su di sé il dolore altrui, provando a lenirlo. Sono anche legata a Cristina, la bibliotecaria dell’ultimo piano, alla quale ho prestato alcune mie sensazioni e difficoltà legate all’immobilità forzata dopo un intervento al ginocchio. Gli scrittori rubano, anche a se stessi!

Svelaci la trama

“Notte in bianco” è un thriller psicologico, un noir che prende a pretesto un fatto criminoso per rimestare nelle anime e tra le pieghe delle vite. Viola Carraturo, tabaccaia nel quartiere Materdei, viene trovata morta nel suo esercizio di Sali e tabacchi, con la testa fracassata. È una donna che nessuno sembra amare, neppure i due nipoti che le sono stati affidati dopo la morte dei genitori, diventati ludopatici e anaffettivi. Le indagini sono affidate a Michele Loffredo, che chiede supporto al suo ex capo ormai in pensione, Andrea Martino, strappandolo alla cura delle piante e al terrazzo sui tetti di Napoli. È lui che con la consueta sensibilità riuscirà a comprendere chi fosse veramente quella donna, attraverso ricordi e pettegolezzi dei condomini della palazzina affacciata sul giardino incolto. È un viaggio profondo nella psiche delle persone, e inevitabilmente anche nella nostra anima.

CITAZIONE

Adesso godiamoci uno stralcio de “Notte in bianco” di Letizia Vicidomini

“Un trentennio di lavoro ma soprattutto di storie, gente, passioni e dolori che Martino portava incollati addosso, come un abito che cominciava a stargli stretto, cedendo nelle cuciture. Aveva portato a casa con sé tutte quelle emozioni ogni giorno della sua vita, accettando che interferissero nelle faccende quotidiane, che si mischiassero alle gioie del matrimonio e della paternità, alle incomprensioni, alle piccole felicità che fanno bella un’esistenza normale. Durante tutto quel tempo quante volte aveva desiderato che terminasse la processione di morti ammazzati, il corteo di gente infelice che arrivava a chiedere giustizia davanti alla sua scrivania. Un compito improbo, che non avrebbe avuto mai fine. Nel contempo, però non immaginava altro destino possibile per sé. Nessun mestiere avrebbe saziato quella voglia di rimettere equilibrio tra le cose, la brama costante di dare risposte a un quesito ripetuto mille e mille volte: perché?”

La “Notte in bianco” di Letizia Vicidomini ultima modifica: 2018-06-14T18:24:09+00:00 da Maura Messina