Algo vuol dire qualcosa ci porta Altrove.

 Algo vuol dire qualcosa è un progetto che nasce a Città di Castello (Perugia) e vede come protagonisti due artisti: Marco Mencarelli alla voce e sinth – che ricordiamo anche come cantante e paroliere del gruppo Moleskin, e Filippo Poderini alle chitarre, basso e batteria – con un’esperienza ventennale nel mondo della musica, tra Tick-E, No Money Band, Ljuba De Angelis e Amarchor Duo.

 

Altrove è l’album di esordio del duo, uscito lo scorso Marzo e composto da dodici tracce che vengono perfettamente definite così:


Dodici episodi narrativi illustrano un percorso che si snoda tra luoghi fisici e metafisici, tra rapporti umani in essere ed in divenire e che partendo dall’esilio, volgendo lo sguardo al passato, configurano un nuovo ed inatteso ritorno.
 

Altrove è un disco di attese, di rimpianti, di progressive e violente prese di coscienza. Altrove è alienazione da se stessi, è ricerca di nuovi punti di osservazione, esterni, che restituiscano una visione limpida ed incorruttibile dell’esistenza.

 

Il tono evocativo è percepibile sin dai titoli delle canzoni, a partire da Universi che ci introduce nel mondo onirico del disco, nell’Altrove dove Marco e Filippo vogliono portare l’ascoltatore. Da questa prima traccia diventa subito chiara la cifra stilistica dell’intero disco: la raffinatezza.

L’eleganza trova posto negli arrangiamenti, nella scelta delle parole, nella voce di Marco che culla e accompagna per mano verso dopo verso, canzone dopo canzone.

Sonscurie è la traccia che preferisco del disco. Il ritmo stesso richiama il movimento delle onde, quell’andare e tornare di un mare che “oggi non sa dove riposare”.

Emmanuel è una morbida cantilena, un brano che arriva in profondità ed è, forse, il più intimo dell’intero album. Quando, negli ultimi secondi, i cori si sovrappongono, ad occhi chiusi è quasi possibile immaginare la forma delle voci e delle note.

Respiro gioca con la dicotomia tra corporeità e spiritualità.
L’amore è diviso in queste due nature e provoca una dipendenza in quanto respiro: senza di esso non si vuole e soprattutto può vivere.

Finalfly è una dedica che sceglie la forma acustica: voce e chitarra.
L’immagine di un amore che si prepara all’epilogo: la decisione di farsi ghiaccio per lasciarsi sciogliere dall’amato. Semplicemente bellissimo.

Al termine dell’ascolto, Altrove mi ha lasciato un senso di malinconia, ispirato dalla densità di emozioni e dall’eleganza con cui vengono espresse, traccia dopo traccia. Per descriverlo al meglio, ho deciso di riciclare una citazione che amo particolarmente: ascoltandolo “mi sono fatta autunno”.

 

Francesca Tummolillo

Algo vuol dire qualcosa ci porta Altrove. ultima modifica: 2018-07-17T13:00:15+00:00 da Francesca Tummolillo