“Sarebbe Bello” intervistare Dario Ciffo

Abbandonare il certo per l’incerto è sempre una bella sfida. E si sa, le sfide sono fatte per le persone coraggiose. Ci vuole audacia anche per dedicarsi  al pop-elettronico, dopo aver suonato rock per decenni.

Ho chiesto a Dario Ciffo, ex membro degli Afterhours e dei Lombroso, un po’ di cose ed ecco cosa ne è venuto fuori.

Ciao, Dario. Partiamo subito parlando della tua esperienza da solista: come è iniziare un percorso da soli, senza avere più accanto gli storici compagni d’avventura?

Più che iniziare un percorso da soli, si tratta di un’esperienza differente con accanto un nuovo compagno di avventure sonore in realtà. È un ep nato per gioco e divertimento realizzato assieme a Giovanni Calella. È un modo per mettere in luce un altro aspetto musicale di me stesso ma che viaggia in parallelo con il mondo dei Lombroso.

In realtà poi, allontanandosi momentaneamente dal duo rock, anche un modo per volerci tornare con ancora più voglia di prima, tipo una “scappatella”.

Una nuova esperienza sotto più aspetti, in quanto c’è anche di un cambio di genere. Quanto è importante, secondo te, per un artista rinnovarsi?

Rinnovarsi è fondamentale ma nel mio animo coesistono più sfumature musicali. All’interno di un disco poi coinvolgi solo un genere o un mood, altrimenti uscirebbe un lavoro troppo confuso.

In questo caso mi sono solo divertito con delle batterie elettroniche ma la scrittura penso che alla fine sia sempre affine al mio modo di comporre.

Sarebbe Bello

“Sarebbe Bello” è il titolo di questo tuo EP uscito lo scorso dicembre. Prima di addentrarci nelle canzoni, raccontaci come nascono i tuoi brani.

I brani non so come nascano, quasi per caso, più ci pensi e meno escono, dunque è fondamentale il fatto di preservare la spontaneità.

Inevitabile chiederti anche, cosa realmente “Sarebbe Bello” per te?

“Sarebbe bello” semplificarsi la vita, avere le idee più chiare ma non a livello musicale, nella vita di tutti i giorni.

Nel brano “Non è un caso” rifletti sul fatto che sei nato a Milano e c’è un confronto con chi, nascendo in paesi molto meno agiati, non ha avuto la stessa fortuna. Come si inserisce il tema Italia in questo contesto e che periodo stiamo vivendo?

In realtà hai trovato in “Non è un caso” questa connessione, io in maniera più semplice pensavo al non essere nato in America. Un’America più lustrini, cinema, musica, l’America che abbiamo visto nei telefilm anni ’70 in tv. Ovviamente sì, sono nato in una città sicuramente più fortunata di tante altre in cui c’è la guerra e non è una cosa da poco.

Dario Ciffo

Sulla copertina di “Sarebbe Bello” c’è il titolo dell’omonima canzone con l’immagine del pesce “Brotula”, altro brano presente nell’EP. C’è una connessione tra i due pezzi?

Beh sì la connessione c’è. Volevo puntare sul fatto del brano all’interno dell’EP, cioè “Brotula”, ma nello stesso tempo volevo chiamare l’ EP “Sarebbe Bello”, dunque l’unico modo per realizzare questo discorso è stato unirli.

 “Brotula” è anche la mia preferita tra le quattro. Da dove proviene l’idea di questa canzone?

L’idea della canzone nasce da un fatto di vita pratica molto semplice e reale…io che vado in pescheria a comprare del pesce e mi rifilano la “allora” sconosciuta Brotula, da qui l’avvio per un testo nonsense ironico.

Chiudiamo con la classica domanda di rito sui progetti per il futuro. Ci sarà un secondo atto di questa prova in solo? cosa ci attende quest’estate?

Stasera (6 luglio) saro al Riva Fest a Trevignano Romano, poi, cosa mi riserva il futuro neanche non lo so. Viaggio abbastanza sul “giorno per giorno”. L’idea di portarlo avanti nei live comunque c’è. Presto inizierò a condividerlo con altri musicisti. L’aspetto live è quello che mi spinge a suonare, non certo l’aspetto economico.

 

Dario, è stato un piacere. Noi ci salutiamo qui e ti auguriamo un grandi cose. Alla prossima.

Assunta Urbano

Foto di copertina: Spaghetti Unplugged

“Sarebbe Bello” intervistare Dario Ciffo ultima modifica: 2018-07-06T13:03:42+00:00 da Assunta Urbano