Eminem a Milano: Lo storico concerto italiano di Marshall Bruce Mathers III

Attendevo questo concerto da almeno 13 anni. La mia profonda passione per la musica, prima che dal rock, viene  dal rap, precisamente da Marshall Bruce Mathers III, meglio conosciuto come Eminem.

Qualche mese fa, all’annuncio del concerto a Milano sono stato totalmente preso dal panico. Non ci ho pensato su due volte ad acquistare il biglietto, nonostante ci fossero altri eventi molto interessanti. Il mio cuore sussurrava solo un nome: “EMINEM“. Anche perché è il suo primo vero e proprio live in Italia, essendo stato solo ospite a Sanremo nel 2001 (ahimé, non memorabile) ed agli MTV EMA 2004 a Roma.

Due settimane fa, inoltre, si è aggiunto lo show dei Prophets of Rage in scaletta. Alla notizia sono andato in fibrillazione. Tom Morello e co. avrebbero dovuto suonare il giorno dopo al Fabrique ed io non avrei avuto possibilità di andare. La data poi è stata annullata ed il loro concerto inserito prima di Eminem. Permettetemi: che…colpo di fortuna!

IL PRIMO LIVE IN ITALIA DI EMINEM: I WAS THERE

Il grande giorno è arrivato. A Milano c’è un caldo asfissiante, ma per fortuna l’Area Expo è provvista di macchinari a vapore acqueo – saranno la mia salvezza per combattere i 33 gradi. Di certo non ci si è annoiati durante la giornata. Ho trascorso il pomeriggio piacevolmente in zona “Radio 105”, con alcuni artisti a rappresentare il nostro rap tricolore, ovvero: Nitro, Ensi, Shade, Tormento e altri che hanno intrattenuto con del violento freestyle.

Eminem

Sono le 19.30 ed a far gesticolare le mani in pieno rap style ci pensa Royce da 5’9″, anche lui di Detroit come Eminem. Royce interagisce molto bene il pubblico. Dopo una mezz’ora tocca ai Prophets of Rage farci scatenare. I Prophets sono nient’altro che i Rage Against The Machine ma con le voci di Chuck D (Public Enemy) e B-Real (Cypress Hill).

Se conoscete i Rage Against the Machine, saprete benissimo l’adrenalina pazzesca che riescono a trasmettere. Brad Wilk, Tim Commerford e Tom Morello sono una perfetta macchina ritmica. Oltre le nuove canzoni, hanno eseguito alcuni dei classici dei RATM “Guerrilla Radio, Sleep Now in the Fire, Bulls on Parade, Killing in the Name”. Spazio anche per il classico momento dove sul palco rimangono solo Chuck D, B-Real e DJ Lord per un medley di pezzi storici: Insane in the Brain, Bring The Noise, Jump Around (House of Pain).

Il buon Tom Morello ci ringrazia in italiano. Purtroppo il minutaggio è durato solo un’ora scarsa, ma va bene così, è stata già una fortuna poter ascoltare anche loro.

<<Potrei avere la vostra attenzione per favore, può il vero Slim Shady alzarsi in piedi?>>

Eminem – The Real Slim Shady

Ok, sono le 21.00, tutti fremono, mancano solo pochi minuti ma sembrano infiniti.

Un telo bianco copre lo stage, passano altri 30 minuti circa ed eccolo, è lui, dagli schermi laterali un Marshall Mathers in versione gigantesca cammina per le strade di una città, iniziando improvvisamente a distruggere tutto, fino a “rompere” lo schermo.

Eminem

Cala il telone ed appare  Eminem in carne ed ossa, sulle note di Medicine Man (cover di Dr. Dre). Slim Shady è accompagnato da Denaun Porter (membro dei D12) e da una talentuosa band con tanto di mini orchestra d’archi, spostandosi da una parte all’altra, in una fabbrica che con lo scorrere dei minuti e delle canzoni si disintegra sempre più. Al centro, sopra una torre radiofonica, si può notare il numero “313”, le prime stazioni della sua Detroit che gli diedero spazio.

Ben 28 le canzoni in scaletta, anche se alcune di queste, soprattutto le più vecchie, sono state eseguite in medley. Si viaggia dal passato di “The Slim Shady LP” ai tempi più recenti. Square Dance/Kill You/White America ci riportano proprio ai primi anni 2000. Mi sono sempre chiesto se riuscisse a cantare così velocemente anche dal vivo. Bene, la mia risposta l’ho avuta da “Rap God” e la sua raffica di parole. Certo, è aiutato dal ricambio di flow di Porter, ma sarebbe umanamente impossibile non rifiatare.

Con Sing for the Moment e Like Toy Soldiers  si sprigionano emozioni fortissime. Sul palco sale Skylar Grey, cantante statunitense con cui Eminem spesso collabora, per il momento soft: Walk on Water, Stan, Love the Way You Live. Skylar regge benissimo il confronto con le voci delle colleghe presenti nelle versioni in studio (Beyoncé, Dido, Rihanna).

Dopo questo morbido trio, si ritorna ad accelerare i bpm con il crossover “Berzerk“, pezzo in pieno stile Beastie Boys. Si ripresenta sul palco Royce da 5′9″ per eseguire Fast Lane dei Bad Meets Evil, collaborazione nata nel 1996 e formata proprio dai due. Le pause sono poche, ma in quegli attimi di interazione con gli oltre 80.000 presenti, Eminem e Porter scherzano e si divertono.

Il boato del pubblico sovrasta la voce di Ed Sheeran in “River” (Ed ma un giro su quel palco non potevi farlo?), e dopo “Monster” Marshall ci domanda se vogliamo tornare a quei tempi dove era ancora più “pazzo” di oggi. La risposta è immediata. Un altro medley delle sue più grandi hit (My Name Is/ The Real Slim Shady/Without Me) manda in delirio l’intera platea.

Non so voi, ma su Without Me ho avuto la sensazione di vivere nel suo divertentissimo video, iniziando a muovere la testa proprio come fa Eminem vestito da Robin. Ci vien dedicata “Not Afraid” e lo schermo viene ricoperto da milioni di stelle.

Il tempo di una breve pausa ed ecco il gran finale. Parte l’intro di pianoforte di “Lose Yourself“, <<Look, if you had one shot, one opportunity>>. Al pronunciare di quelle parole, nella mia mente scorrono ricordi della mia adolescenza, di quel grande film sulla cultura hip hop che è “8 Mile“.

È tutto vero, davanti a me c’è “Rabbit” ad intonare a colpi di flow una delle pietre miliari della musica rap. È Marshall Bruce Mathers III, l’unico ragazzo bianco che si è fatto strada nel Midwest tra l’hip hop degli afroamericani, fino a divenire uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Dopo molti anni, dalla 8 Mile Road è passato anche qui da noi, per un concerto epocale. Con molta emozione posso dire: io c’ero!

eminem

Setlist:

Medicine Man | Won’t Back Down | 3 a.m. | Square Dance | Kill You | White America | Rap God | Sing for the Moment | Like Toy Soldiers | Forever | Just Don’t Give a Fuck | Framed | Criminal | The Way I Am | Walk on Water | Stan | Love the Way You Lie | Berzerk | ‘Till I Collapse | Cinderella Man | Fast Lane | River | The Monster | My Name Is | The Real Slim Shady | Without Me | Not Afraid | BIS: Lose Yourself

 

Emanuele Grillo

 

 

Nb: Le foto presenti in questo articolo sono state realizzate da Fabio Izzo per Indipendente Concerti

Eminem a Milano: Lo storico concerto italiano di Marshall Bruce Mathers III ultima modifica: 2018-07-10T20:39:15+00:00 da Emanuele Grillo