Stereo Gazette | Nel Tempo di Ogni Cosa [Recensione]

Nel tempo di ogni cosa è il disco di esordio degli Stereo Gazette, band piacentina composta da Alessandro Gazzola (voce), Raffaele Boledi (basso), Filippo Schiavi (pianoforte, tastiere e synth), Roberto Selvatici (chitarre) e Riccardo Dallagiovanna (batterie).

Un titolo suggestivo, da tenere a mente come un monito. Il tempo, una  forza sfuggente e misteriosa: il suo corso inarrestabile, e unidirezionale, può spaventare, ma non bisogna mai contrariarlo. Ogni cosa ha il suo tempo e questo album ne è la dimostrazione pratica: tre gli anni impieganti dal gruppo per realizzarlo. Una genesi lunga, minuziosa, che ha portato ad un risultato finale davvero pregevole.

Gli Stereo Gazette si erano fatti conoscere già nel 2015 con l’EP rock/pop Il lato sbagliato, nel quale predominavano il senso di ribellione e di euforia tipici della giovinezza.

Nel tempo di ogni cosa, uscito il 13 aprile per l’etichetta discografica Orzorock Music, si presenta invece come un lavoro più maturo e completo. Gli acerbi temi adolescenziali lasciano spazio a profonde riflessioni.

Le otto ballate pop/rock che lo compongono sono fotografie di vissuto, considerazioni concrete della realità circostante e dei rapporti interpersonali. La ribellione si trasforma in rabbia, una rabbia che però non è fine a sé stessa. Le incomprensioni fanno parte della vita. C’è un tempo per essere furiosi con il mondo interno, un tempo per riflettere e riconsiderare le proprie azioni. C’è poi un tempo per riconciliarsi e ritrovare la serenità.

Il cambiamento di rotta che differenza l’ep dal full lenght è dovuto soprattutto alla maturazione anagrafica degli Stereo Gazette. I componenti della band hanno infatti raggiunto la soglia dei 30 anni. Nel tempo di ogni cosa riflette, di conseguenza, le inquietudini e le problematiche relative a quest’età.

Traccia dopo traccia

Le otto tracce di Nel Tempo Di Ogni Cosa sono legate tra loro da un sottile filo rosso: la malinconia.

Il disco si apre con Canzone per me, primo singolo estratto.

Il brano parla del rapporto figli-genitori e di quei consigli inascoltati, che, raggiunta una certa età, vengono infine compresi. Il sound è ricco di elementi elettronici, il ritornello è molto pop, efficace.

Il video realizzato per questa canzone è molto toccante: un padre dimentica di andare a prendere il figlio a scuola. Questo evento porterà l’uomo a riflettere sulla sua negligenza e lo renderà un genitore migliore.

Naufragio che vede il featuring con il duo rap Other Brother è una canzone di impressionante attualità. Il naufragio al quale assistiamo è quello dell’Italia.  Il testo, nel quale è presente una citazione di “Va, pensiero”, è critico e allo stesso tempo nostalgico, in contrasto al sound che è leggero e orecchiabile.

In Settembre, che si apre con un riff di chitarra molto rock, si affronta invece quella particolare sensazione che si prova a fine estate. Settembre è un mese malinconico perché il suo arrivo segna il momento in cui bisogna salutare la bella stagione e ritornare alla propria routine quotidiana. Allo stesso tempo questo è però il mese in cui “il vento scompiglia i desideri” e si ha voglia di mettere a posto la propria vita.

Stereo Gazette

Un viaggio nell’anima

La riflessione sulla propria esistenza diventa sempre più profonda e trova il suo apice in Plutone, una canzone dall’atmosfera magnetica. Un momento di evasione, esplorazione, ricerca. Plutone, così freddo e lontano dal Sole, rappresenta metaforicamente la discesa nelle parti più remote del nostro Io. Il brano termina con una coinvolgente parte strumentale di piano e chitarra.

Segue Mercurio, una canzone da considerare quasi come un continuo di Plutone. Dopo aver trovato sé stessi arriva infatti il momento di aprirsi al confronto con gli altri. Questo brano, in cui non sono presenti parte elettroniche ma chitarre acustiche e percussioni, è limpido, fiducioso.

Dopo Plutone e Mercurio, che sono due tracce molto intime, il registro cambia.  Con L’odore di nuovo sembra ascoltare gli Stereo Gazette prima maniera. Il brano, con un sound rock e adrenalinico, parla del senso di disagio che si prova quando si va a fare compere nei centri commerciali.

Così come per Mercurio e Plutone, anche il brano che segue L’odore di nuovo, La differenza, è da considerare come una conseguenza di quanto raccontato nella canzone precedente. La traccia, molto elettronica, evidenzia come il nostro interesse per i beni materiali ci stia allontanando sempre di più da ciò che conta veramente. Siamo così presi dalle cose futili che dimentichiamo quale sia la nostra vera essenza, ovvero quei 21 grammi che formano l’anima.

Chiude l’album Un’ottima annata, un brano fiducioso, dall’atmosfera serena e rilassata. Questa canzone è un augurio che il gruppo fa a chi ascolta e anche a sé stesso: “Sorridi e respira il tempo di ogni cosa”.

Con Nel Tempo Di Ogni Cosa i membri del gruppo piacentino dimostrano di aver raggiunto consapevolezza sia in quanto singoli individui che in quanto band.

Se “ad ogni cosa un tempo”, questo è di certo il tempo per il successo degli Stereo Gazette.

                                                                                                                                          Alessia Diano

Stereo Gazette | Nel Tempo di Ogni Cosa [Recensione] ultima modifica: 2018-07-14T08:00:30+00:00 da Alessia Diano