The Generi: l’epopea cinematografica trash di Maccio Capatonda

The Generi è la nuova serieTv, in onda su Sky Atlantic ma già disponibile nella sua interezza su Sky Box Sets, targata Maccio Capatonda. Conosciuto all’anagrafe come Marcello Macchia, il comico abruzzese è noto al grande pubblico grazie alla sua partecipazione a quelli che furono i “Mai Dire…” , alla precedente serie “Mario”, che lo vedeva alla regia, e ai suoi due film “Italiano Medio” e “Omicidio All’Italiana”.                                                                   

Si tratta di 8 puntate da poco meno di mezz’ora ciascuna. Entriamo nei dettagli.

The Generi

L’ESODO DI GIANFELICE SPAGNAGATTI

Gianfelice Spagnagatti. Già dal nome si potrebbe intuire come possa trattarsi di un cialtrone, un inetto a vivere di sveviana memoria. Ed infatti così è. Il personaggio principale è un 40enne milanese che vive nella monotonia assoluta; qualsiasi aspetto della sua esistenza è legato alla prigionia circoscritta nel perimetro del suo appartamento e alla connessione ad internet.

In questo modo, Gianfelice ha  creato la sua comfort zone: lavora sul web come recensore di  film e serieTv, fa acquisti sul web, fa sesso virtuale sul web.  Ogni sua necessità è soddisfatta in un mondo al di fuori della realtà vissuta. Come direbbero in Trainspoitting, ha scelto di non scegliere la vita. L’unico contatto umano a cui è legato è la sua vicina di casa Luciana, alla quale non è mai riuscito a dichiarare il proprio amore. Ciò nonostante un incontro con lei all’inizio della puntata d’esordio lo travolgerà. Ma come?

The Generi

LA DEMENZIALITA’ DELLE PARODIE

Gianfelice si ritroverà catapultato in un universo parallelo in cui sarà il protagonista di svariati film, di volta in volta appartenenti ad un genere cinematografico diverso. Il ribaltamento ironico è servito: da spettatore apatico, Gianfelice dovrà assumere il ruolo di protagonista e passare all’azione. Western, horror,  fantasy, supereroi, noir e addirittura, udite bene, la commedia sexy all’italiana degli anni 70’, saranno i generi presi in esame.

La comicità demenziale di Maccio sarà l’ingrediente fondamentale del viaggio di Gianfelice attraverso il mondo dei generi. Cliché assurdi, momenti di puro non-sense e trash a non finire si susseguiranno imperterriti nelle prime cinque puntate. Probabilmente il picco di goliardia si raggiungerà col quarto episodio che annovera come guest star un arzillo e rinvigorito Alvaro Vitali. Serve aggiungere altro?

The Generi

UN PRODOTTO CHE CALA NEL FINALE

Proprio dalle guest star bisogna ripartire nella puntata numero 6. Precisamente da Nino Frassica, che indosserà le vesti di uno strambo conduttore di un quiz televisivo.  A sottoporsi come concorrente sarà lo stesso Spagnagatti, ritornato per un breve istante nei suoi panni dopo aver cambiato diverse identità a seconda del film di cui era protagonista. Dal pistolero Dick Macello nel western alla Sergio Leone a Danny nell’horror americano di serie C, da Bilbo Babbo nel fantasy stile Il Signore Degli Anelli a Pierluiginello nella commedia sexy, sino ad arrivare all’improbabile supereroe Mimmo nella parodia di un cinecomics. 

Tuttavia gli ultimi 3 capitoli di The Generi non sembrano raggiungere il livello acustico scaturito dalla sonorità delle risate prodotte dai primi 5. Soprattutto l’ultima puntata, minestrone insapore di diverse pellicole cult sconnesse fra di loro, lascia molto a desiderare. Ce ne faremo una ragione se la fine del viaggio non è stata entusiasmante come l’inizio.

TUTTO SOMMATO…

Seguo Maccio dal suo esordio e posso affermare che gli anni non hanno scalfito la sua verve comica. The Generi è un prodotto che rispecchia fedelmente le caratteristica che rende Maccio Capatonda inconfondibile. Ovvero, parodizzare l’impossibile senza prendersi troppo sul serio.  E lui ci riesce sempre alla perfezione.  

Un solo rammarico: con ogni probabilità non vi sarà una seconda stagione. Peccato.

 

Francesco Forgione

The Generi: l’epopea cinematografica trash di Maccio Capatonda ultima modifica: 2018-07-18T13:35:45+00:00 da Francesco Forgione