Zuin. “Io Non Ho Paura” è una pietra preziosa nel panorama emergente.

Io Non Ho Paura” è l’EP del cantautore ZuiN che anticipa di qualche mese il long playing previsto per l’autunno. Quattro brani che sapranno certamente attirare attenzione ed apprezzamento di pubblico e (spero) critica.

Io Non Ho Paura è il titolo del primo EP partorito dal desiano ZuiN. La breve raccolta è già disponibile dal Maggio scorso per l’etichetta Volume!. L’opera anticipa di un paio di stagioni il long playing previsto per il prossimo autunno e segue (inglobandoli) i due singoli rilasciati fino ad ora: Fantasmi (Maggio 2017) e Oh Mio Dio! (Novembre 2017).

Per chi non conoscesse il buon Massimo ZuiN, vi anticipo solo che è un cantautore armato di chitarra acustica. Lo stile che ne deriva non è certamente innovativo, ma, credetemi, ascoltandolo sarete assorti da ben altre sensazioni.

Il disco traccia per traccia, ma stavolta andiamo a ritroso.

Può sembrare insolito imbastire un commento partendo dal fondo della produzione, ho i miei motivi, è questione di pathos. Credimi è la quarta ed ultima canzone dell’EP. Per affinità emotiva ho completamente condiviso il tema trattato, ovvero il sentirsi “nomade”, immerso mai completamente in diverse realtà. Essere letteralmente diviso tra più luoghi che, in modo altalenante, chiamiamo casa e che dopo un po’ forse non lo sono più. Non per forza interpretabile dal punto di vista materialistico, gli spunti spesso prendono strade che offrono risvolti più psicologici che fisici.

Alla numero tre troviamo Oh Mio Dio! Di cui è stato prodotto anche un video. Dalla forma a tratti scanzonata, ma dalla sostanza parecchio meno effimera, il brano è una riflessione sulle diverse condizioni di “fatica” (diremmo a Napoli). Per Zuie per l’Italia è “lavoro”. Un esame che sovente produce rivelazioni non previste, derivate algebriche di illogiche valutazioni. Nonostante tutto questo, esiste una chiave di volta che sostiene l’intera costruzione, solida e permanente. Il problema sono le sensazioni, più che le opposte opinioni. Tanto da sentirsi stretti addirittura in una realtà “enorme” quale il capoluogo lombardo.

Ad un solo gradino dal podio più alto si colloca Fantasmi. Anche per questa canzone è stato girato a complemento un video semplice ma evocativo. Un brano introspettivo sia fuori che dentro, per foggia e contenuti. L’ombra di qualcuno (o forse qualcosa) che ciclicamente si ripresenta, o che magari non è mai svanita del tutto. La condizione che ci pone davanti ad puzzle che cerca di completarsi, un sentimento non ancora compiuto.

Al primo posto c’è Io Non Ho Paura. La title track, direbbero gli anglofoni. Il brano racconta un particolare aspetto di un ipotetico (ma plausibile) percorso formativo personale, partendo dall’adolescenza, piena di sogni e contornata da una realtà quasi perfetta. L’idea “fantastica” di qualcosa che si infrange davanti alle difficoltà oggettive che prendono forma crescendo. Quando le tappe della vita si presentano, maleducate, e prima di ogni cosa chiedono il pagamento anticipato di prestazioni che nemmeno avremmo mai chiesto. Il messaggio è però chiaro: con la grinta di chi davvero non ha paura di affrontarle, consapevole dei mezzi e delle capacità di cui si dispone (non a caso figlie di quei sogni quasi fanciulleschi), gli ostacoli si possono praticamente demolire e raggiungere le proprie aspirazioni. Io ci aggiungerei, senza vergogna alcuna: “pezzone!”.

 L’importanza di una Takamine sunburst e chiosa finale.

Per i meno avvezzi la Takamine è una chitarra, mentre il “sunburst” è una particolare colorazione che va dal giallo verso il rosso intenso fino al nero. Ovviamente è lo strumento che imbraccia ZuiN.

L’opera è evidentemente un EP breve, ma sa prendersi i suoi spazi dilatandoli, ove possibile, oltre il concetto di tempo. In questo modo i tre minuti di Io Non Ho Paura si trasformano in ore, giorni, nel mio caso, settimane. Grazie ad una voce graffiata il giusto con quella punta di raucedine indefinita e senza motivazioni mediche che fa molto “vissuto”, la melodia si attacca violentemente alla corteccia cerebrale andando in play e re-play continuamente nella testa.

Io Non Ho Paura è una hit. Tuttavia non si può relegarla banalmente a questo unico ruolo. ZuiN supporta il brano con un significato intrinseco e il messaggio che veicola non può e non deve “morire” apprezzato solo per la sua forma musicale.

Con i tempi che corrono, orientati esclusivamente alla formula “orecchiabile-funziona-vende”, l’autore ha saputo dare grande peso anche alle parole, consapevole di disporre di un grande arrosto oltre il fumo (vi prego fermatemi, le metafore da due lire mi stanno mandando in pappa il cervello). Personalmente gli auguro di riuscire sempre a far viaggiare il “fattore umano” di pari passo a quello più marcio e incontrovertibile del sistema becero che domina il palcoscenico musicale italiano, come detto poco più su.

Non a caso il buon Massimo è riuscito a vincere uno dei tra posti messi in palio dal contest 1MNext per esibirsi al concerto dello scorso Primo Maggio a Roma.

Concludo con tre osservazioni completamente trascurabili che valgono zero.

La prima: caro ZuiN, appena hai cinque minuti, pensa ad aggiungere un bassista alla tua line-up dal vivo.

La seconda: nonostante a quest’ora il lavoro per l’LP sarà sicuramente concluso da un pezzo, spero con tutto il cuore che l’album abbia una certa dote di “varietà”. Sono certo di un ottimo risultato.

La terza: certe cose le dice un metallaro, ottuso e ignorante.

Mario Aiello

Zuin. “Io Non Ho Paura” è una pietra preziosa nel panorama emergente. ultima modifica: 2018-07-03T17:13:40+00:00 da Mario Aiello