Gli Incredibili 2: il gusto retrò del presente

Quattordici anni sono passati dal primo capitolo de Gli Incredibili. Quattordici anni di attese, quattordici anni di annunci, ritiri e nuovi annunci. Due oscar e innumerevoli premi, successo di pubblico e di critica. Il primo film ha saputo, soprattutto, ritagliarsi un posto importante nel cuore dei fan.

La famiglia supereroica targata Disney-Pixar sembrava aver esaurito la sua corsa con il primo film. Come ogni buon nerd sa, però, è difficile che un Supereroe rimanga fuori dai giochi per troppo tempo.

Gli Incredibili

Gli Incredibili | Un nuovo capitolo

Gli Incredibili 2 comincia, letteralmente, laddove finiva il primo. Fin da subito lo spettatore si ritrova in un luogo familiare, amato, in cui ha sperato di ritornare per quattordici anni.

La famiglia Parr, dunque, dopo aver salvato la città dalle pericolose macchine di Syndrome, si ritrova alla prese con l’orrendo Minatore. Quest’ultimo riesce a fuggire dopo una rocambolesca e distruttiva fuga, lasciando la famiglia de Gli Incredibili a dover fare i conti con le autorità. Lo ricordiamo, i “super” sono banditi e la famiglia Parr è costretta alla fuga in Motel.

Ma ci sono forze in azione per dare la possibilità, a tutti coloro dotati di superpoteri, di tornare ad essere un faro di giustizia per il mondo. 

Brad Bird, regista anche de Gli Incredibili, riesce a costruire un sequel dalla grande coerenza narrativa e grafica con il primo capitolo. L’atmosfera che si respira è quella da spy story anni ’60, forse più che nel primo, mista ad un amore reverenziale per il mondo dei comics supereroici e le sue dinamiche.

Da qui anche la scelta di un plot twist (di cui non faremo certo spoiler!) forse un pò troppo prevedibile, ma che con coerenza richiama ai fumetti della silver age americana.

Ma non è un mero sequel dall’impronta nostalgico-retrò.  Gli Incredibili 2 sfrutta alcune questioni molto vicine al suo contemporaneo. Il ruolo sociale della donna in un mondo ancora improntato su un maschilismo latente ma ben camuffato (memore degli anni ’50 americani). La questione di una “globalità” intesa come accrescimento e comunanza. L’immortale questione del “diverso” emarginato che, purtroppo, ancora oggi sembra non essere facilmente abbandonabile. Ma anche l’attestazione di una sovrabbondanza mediatica di informazioni pilotate o, quantomeno, di una vita “rimontata e adattata”.

Gli Incredibili

Gli Incredibili 2, dunque, si erge a ponte generazionale – molti dei ragazzi che andarono a vedere il primo capitolo oggi sono adulti – e lo fa palesando tale volontà al proprio interno.

L’adolescenza che si scontra con il mondo dei grandi, poco attento alle esigenze dei primi. La perdita del mito infantile del genitore “eroe”, anche quando è “super”. I sensi di colpa dei genitori per il loro sentirsi inadatti a tale ruolo. Questioni che emergono senza stucchevolezza, retorica o banalità, e che fanno da sfondo alla trama da action supereroico, riuscendo, dunque a rendere “normale” una famiglia che non lo è.

Gli Incredibili 2 è un film destinato a tutti. Non c’è un limite d’età, solo un limite di ironia.

Divertirsi (davvero) è diventato difficile. Abbandonatevi ad un film che, al di là delle logiche mercantili, nasce per far divertite lo spettatore.

Ed è il regalo più “incredibile” che possiate farvi.

 

Leonardo Cantone

Gli Incredibili 2: il gusto retrò del presente ultima modifica: 2018-09-21T12:08:22+00:00 da Leonardo Cantone