Home Festival 2018: Reportage live della quarta giornata

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HOME FESTIVAL 2018 | GIORNO 4: FAMILY DAY

Dopo due giorni di pioggia, il sole splende su Home Festival. Siamo arrivati alla quarta giornata e l’area Dogana si popola di bambini, ché, come da tradizione, la domenica del festival è dedicata alle famiglie. C’è ancora tanta musica da ascoltare, da raccontare. Questo ultimo giorno si conclude con il meglio della produzione made in Italy. A portare in alto la bandiera della nostra musica ci ha pensato Caparezza, ovvero uno dei migliori artisti in assoluto dell’intero festival. Ma andiamo con ordine.

HOME FESTIVAL 2018 | LA “NUOVA” MUSICA ITALIANA

La domenica del family day comincia nel primo pomeriggio presso l’Art Stage, dove si balla con la musica del “Holi – il festival dei colori”. Alle 15 e 15 il primo artista ad esibirsi è il giovane rapper casertano Masamasa. I primi a salire a salire sul Clipper Stage sono Gionnyscandal e Mr.Rain, che presenta il suo ultimo album “Butterfly Effect”. Ma prima di Mr.Rain, nel tendone del SUN68 Stage si è assistito ad un divertentissimo concerto degli Eugenio In Via Di Gioia.

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Alle ore 18:00, sempre sullo stesso palco, tocca a Joan Thiele che torna con il suo nuovo album “Tango”. Ascolto qualche canzone e mi dirigo poi al Jack Daniel’s Stage per il live di Riccardo Zanotti, leader dei Pinguini Tattici Nucleari. Sempre sul palco Clipper, la talentuosa Francesca Michielin conclude il suo tour estivo, con un live abbastanza coinvolgente. Alle 19 e 30 ritorno sotto il tendone da circo e la cantautrice Maria Antonietta ci propone molte canzoni tratte dal suo ultimo album.

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Giusto il tempo di far rifornimento mangiando qualcosa, e alle 20 e 15 corro verso il palco principale dove Lo Stato Sociale inizia con “Mi sono rotto il cazzo“. Un’ora di live e divertimento, dai classici Sono così indie, La musica non è una cosa seria, Amarsi male, fino al grande successo “Una vita in vacanza“, reduce dal secondo posto all’ultima edizione del festival di Sanremo. Bellissima la versione piano di “Niente di speciale“, intonata da Carota. Menzione speciale per l’associazione Dilis, che ha permesso a chi è sordo di poter ascoltare le canzoni, traducendo in diretta tramite la lingua dei segni.

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Sono le 21:15, al Firestone Stage c’è Generic Animal, ascolto qualche canzone del suo album omonimo, disco che ho trovato molto interessante. Ma allo stesso tempo nel tendone circense sta suonando il cantautore pisano, Motta. Prima di intonare le note di “Sei bella davvero“, canzone dedicata ad una transgender, il buon Francesco prega a chiunque fosse razzista di accomodarsi fuori. Motta, anche in meno di un’ora, riesce a convincere.

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HOME FESTIVAL 2018 | CAPAREZZA : UN CONCEPT CONCERT

Definiamolo pure un “concept” il concerto di Caparezza. Un concerto che tratta il tema della libertà e mette in mostra un vero e proprio viaggio, attraverso una scenografia spettacolare e una performance di altissimo livello.

Alle 22 in punto il palco principale di Casa diventa uno scenario futuristico popolato da androidi, le voci robotiche preannunciano “L’infinto” e Michele Salvemini, in arte Caparezza, entra in scena. È il momento dell’headliner.

Spara strofe a raffica. Siamo prigionieri in un futuro distopico. “Prisoner 709” trasmette la grinta necessaria per liberarci, ma le chitarre metal che seguono su “Argenti Vive” ci trasportano nell’inferno dantesco, con un Caparezza a cavallo del cane a tre teste, Cerbero. Ci spiega come questo concerto fosse il sequel del primo tour invernale nei palazzeti. Dall’inferno ed i peccati, ecco il primo classico che viene eseguito, “La mia parte intollerante“.

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<<Credevano che fossi matto, volevano portarmi dentro >> ci si può privare della musica a causa di un disturbo? sicuramente non per Caparezza, sarebbe stata anche un’ingiustizia. Ed ecco “Larsen“, tratta dal suo ultimo album “Prisoner 709“. Eresia e libertà dalle religioni con “Sono il tuo sogno eretico” e “Confusianesimo“. Non potevano ovviamente mancare due dei più grandi successi di sempre: “Vengo dalla luna” e “Dalla parte del toro“.

Dopo essersi scatenati, il geniale artista pugliese da una barchetta di carta ci concede qualche minuto di quiete con una lettera d’amore per la scrittura “China Town” e “Una chiave“, la stessa con cui Michele ha ritrovato la felicità …<< No, non è vero, che non sei capace, che non c’è una chiave>>. “

Prosopagno sia!” dà spazio alle voci delle due talentuose coriste. Si viaggia indietro nel tempo, quando Jimi Hendrix infiammava la chitarra a Woodstock, liberi di praticare pace e amore con “La rivoluzione del sessintutto“. Ribellatosi all’abuso di potere de “L’uomo che premette“, segue “Goodbye malinconia“.

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Caparezza ci fa intuire che è il momento di saltar e ballare a suon di folk popolare con l’ormai classica “Vieni a ballare in Puglia” e “Non me lo posso permettere“. Insieme a Diego Perrone si trasformano in alette da flipper e parte il synth in bit della bellissima “Abiura di me“. Su uno sfondo anni ’80, Caparezza canta “Ti fa stare bene“, volando in aria su una scopa . << Devi fare ciò che ti fa stare bene>> è forse tra le strofe simbolo di Prisoner 709.

Sono quasi volate due ore ma ancora non è finita. Viene eseguita un’altra canzone tratta dall’ultimo disco, la veloce e virtuosissima “Il testo che avrei voluto scrivere“. Durante la pausa viene presentata la band e l’intera crew, formata da molteplici persone, e Michele introduce il suo grande singolo, senza il quale  non sarebbe arrivato così in alto: “Fuori dal tunnel“.

Manca davvero poco alla fine del viaggio, l’ultima tappa è verso la libertà artistica che ci porta da Vincent van Gogh. Un artista che è sempre stato ai confini della sanità mentale, rinchiuso nella sua gabbia ma comunque libero di esprimersi al meglio e senza censure. Vincent stava bene nel suo essere. “Mica van Gogh” è la chiusura perfetta di questo bellissimo viaggio. Due ore davvero intense con il buon Capa che ci saluterà per un bel po’, confermandosi ancora una volta uno dei migliori artisti italiani di sempre.

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Prima di ritornare nella mia dimora, mi reco al palco del Jack Daniel’s dove a sorpresa trovo Asia Ghergo con qualche cover e inedito; Una dolce chiusura. 

Si conclude così l’intensa esperienza che è stata Home Festival 2018. Dopo il triste episodio della scorsa edizione, provocato da una tempesta che aveva anche messo in dubbio l’organizzazione di quest’anno, Home si è rialzato e l’ha fatto nelle migliori condizioni possibili. Si può sistemare qualche piccola sbavatura, certo, ma per il resto nulla da ridire. È stato uno dei migliori eventi di questo 2018, e nemmeno la pioggia abbattutasi su Treviso è stata in grado di fermare. Ve lo consiglio, se non siete mai stati in questa Casa regalatevi una esperienza che in Italia non ha eguali

Da parte mia e di “Scè – Spettacoli Cultura Eventi” vorrei ringraziare Home e tutto lo staff per averci dato possibilità di poter trascrivere nero su bianco tutte le emozioni vissute in questi giorni, e per aver potuto vivere ed osservare con maggior attenzione l’intero festival.
Grazie Home, al prossimo anno!

 

Leggi anche i report di: Home Festival Day 0 e Day 1Home Festival Day 2 e Day 3

 

Emanuele Grillo

Home Festival 2018: Reportage live della quarta giornata ultima modifica: 2018-09-05T07:35:12+00:00 da Emanuele Grillo