Ken il Guerriero | La leggenda di Hokuto: speciale al cinema per i 35 anni

Il 25 e il 26 Settembre verrà proiettato nelle sale italiane il film d’animazione giapponese Ken il guerriero – la leggenda di Hokuto, in onore dei 35 anni dalla prima pubblicazione del manga originale da cui è tratto, ovvero il celebre Hokuto No Ken a firma di Buronson e Tetsuo Hara.

Il film è un remastered in HD dell’omonima pellicola uscita nel 2008 in Italia.

Ken il Guerriero

Chi è Ken Il Guerriero?

Personaggio cruciale di qualunque italiano abbia vissuto la propria infanzia dagli anni 80 in poi.

Soffermandoci ad un livello puramente nostalgico e patriottico, è la miglior definizione che si possa affibbiare a Kenshiro Kasumi, 64° successore della millenaria Divina Scuola di Hokuto. Semmai ci fosse qualche neofita, ci troviamo sul finire del XX secolo: una guerra nucleare ha sconvolto l’umanità intera, rendendo il mondo una valle arida e desolata in cui gli stati nazionali sono caduti.

Gli esseri umani sono ridotti a poche migliaia di unità racchiuse in piccole comunità in mezzo ad un infinito deserto. Come se non bastasse,  imperversano bande di predoni agghindati da pseudo-punk a fare razzia del poco che resta di cibo ed acqua. Un futuro post-apocalittico governato dall’anarchia e dalla legge del più forte. Chi potrà emergere per salvare l’umanità dal caos? L’ultima speranza è racchiusa nei grandi maestri di arti marziali delle scuole di combattimento dell’Orsa Maggiore (Hokuto) e della Croce del Sud (Nanto).

Due tecniche, due filosofie opposte per porre fine alla vita dell’avversario: la prima distrugge il corpo dall’interno, la seconda dall’esterno. Il nostro Kenshiro si ergerà a protezione dei deboli e degli indifesi, divenendo il Salvatore tanto atteso in maniera tutt’altro che pacifica, facendo strage di malvagi, tra litri di sangue e violenza inaudita.

Questa, pressappoco, la trama di Ken il guerriero/Hokuto No Ken.

Ken il Guerriero | La leggenda di Hokuto

Eravamo rimasti a due serie animate circoscritte in 109 episodi e trasmesse dalle tv regionali dal 1987 in poi, quando nel 2006 venne annunciata una nuova pentalogia. 5 film inediti che andavano a riassumere ed ampliare ciò che era stato mostrato nell’anime. Rispettivamente: la leggenda di Hokuto, la leggenda di Julia, la leggenda di Raoul, la leggenda di Toki e la leggenda del vero salvatore.

Il racconto del capitolo d’esordio è incentrato intorno alle vicende delle puntate della prima serie che vanno dalla 58 alla 68. Souther, Sacro Imperatore di Nanto e maggiore esponente della scuola omonima, esercita il suo dominio sulle lande desolate col pugno di ferro. La sua tirannia è incontrastata, nessuno ha il coraggio di opporsi alla sua brama di potere, nemmeno il temibile Re di Hokuto, Raoul, fratello adottivo di Kenshiro e suo principale antagonista.

Ken il Guerriero

Dietro l’Imperatore si cela un segreto che lo rende invincibile. Ciò nonostante, la sua invincibilità in combattimento è paragonabile soltanto alla sua crudeltà, dal momento in cui schiavizzerà migliaia di bambini sottoponendoli ai lavori forzati per costruire il suo personale mausoleo del trionfo. L’intervento di Kenshiro sarà estremamente necessario per far  terminare i sogni di gloria e follia di Souther.  Lo scontro tra Nanto e Hokuto sarà inevitabile.

IL DESTINO È NELLE STELLE

Il turbinio di emozioni e di sentimenti raffigurati nell’opera è percettibile ai massimi livelli. La benevolenza e il senso del sacrificio sono le due virtù in cui si estrinseca il lungometraggio, colpendo nel profondo lo spettatore. Ed, inoltre, trasmettendo sul grande schermo una rivisitazione di alcuni valori fondamentali della cultura giapponese. Il destino di ogni uomo è contenuto nelle stelle, ognuno è tenuto ad affrontarlo affinché si compia.

Ken il Guerriero

E voi, siete destinati ad andare al cinema il 25 o il 26 settembre? Sempre che non vi restino soltanto 3 secondi di vita!

 

Francesco Forgione

Ken il Guerriero | La leggenda di Hokuto: speciale al cinema per i 35 anni ultima modifica: 2018-09-24T12:44:02+00:00 da Francesco Forgione