L’uomo che uccise Don Chisciotte: al cinema il film che non s’aveva da fare

L’uomo che uccise Don Chisciotte è approdato, finalmente, nelle sale cinematografiche dopo ben otto tentativi di realizzazione nell’arco di quasi vent’anni.

Tra i più autorevoli ed influenti registi hollywoodiani, il nome di Terry Gilliam è legato anche ad alcuni fiaschi e fallimenti – ne è un esempio Le avventure del barone di Munchausen.

Ma la versione del Don Chisciotte di Cervantes è sempre stata una delle più travagliate produzioni cinematografiche.

L'uomo che uccise don Chisciotte

Don Chisciotte al Cinema:

Una maledizione che si rinnova

Mentre Gilliam è finalmente riuscito a portare a termine il suo L’uomo che uccise Don Chisciotte, non si può dire lo stesso per un altro grande regista, Orson Welles, per il quale diventò l’ossessione creativa.

L’autore del capolavoro Citizen Kane Quarto Potere nella traduzione italiana – iniziò le riprese del suo Don Quixote a metà degli anni ’50 senza una vera e propria produzione e con una sceneggiatura in continua evoluzione.

Pensato per la televisione, il progetto crebbe a dismisura durante la lavorazione. Accantonato e ripreso più volte lungo l’arco di 15 anni, Welles dovette abbandonare il suo Don Chisciotte.

Il film poi verrà rimontato ed assemblato postumo e presentato al Festival di Cannes nel 1992.

L'uomo che uccise Don Chisciotte

Lost in la Mancha ed i tentativi di Gilliam

Dopo aver tentato invano di sviluppare il progetto ad Hollywood, Terry Gilliam decise di produrre il film con fondi esclusivamente europei. Con un bugdet di soli 32 milioni di dollari – inferiore a quello che sarebbe servito per un film così ambizioso – L’uomo che uccise Don Chisciotte sarebbe stato tra i film più costosi prodotti in Europa.

Le riprese iniziarono nel settembre del 2000, e subito interrotte a causa di enormi problemi. La produzione venne cancellata poco dopo. Il fallimento di questo primo tentativo di realizzazione de L’uomo che uccise Don Chisciotte è stato documentato in Lost in La Mancha, da due collaboratori di Gilliam che già avevano realizzato le riprese del backstage de L’esercito delle 12 scimmie.

Uscito nel 2002, questo non-film documenta, come una sorta di diario di bordo quasi quotidiano, la nascita, i preparativi e il susseguirsi degli eventi che smantelleranno il film. Una messinscena di una disfatta e del lento sgretolarsi di una visione chiara e limpida.

Ci lavora da… due anni?”

Diciamo dieci”.

Va bene, da dieci anni. Quindi, dovrebbe sapere sapere quello che fa”.

Ecco come, 8 settimane prima della lavorazione, Terry Gilliam e il suo aiuto-regista Phil Patterson si presentarono al resto della squadra. Il cast scelto dal regista vedeva Johnny Depp nei panni di Toby Grosini, mentre la parte di Don Chisciotte venne affidata all’attore francese Jean Rochefort dopo un lungo corteggiamento e sette mesi di preparazione per imparare l’inglese. Il resto del cast non ha mai avuto modo di recitare.

Gli imprevisti

Già a poche settimane dall’inizio della produzione, uno degli investitori si ritira dal progetto. Dopodiché Rochefort perde il volo dopo aver avvertito un forte dolore alla prostata.

Con l’arrivo in ritardo del suo protagonista, le riprese di L’uomo che uccise Don Chisciotte iniziarono in una zona deserta a nord di Madrid, vicino ad una base militare. Qui la lavorazione del film inizia ad essere totalmente compromessa: prima dal passaggio di jet militari, che sorvolavano il set in continuazione, poi da un nubifragio che, oltre a rendere il terreno impraticabile, rovinò tutto l’equipaggiamento.

Mentre si discuteva con l’assicurazione sull’interpretazione di “cause di forza maggiore” entro le quali ricomprendere il nubifragio, Rochefort abbandonò il set, costretto a tornare a Parigi per un’infezione alla prostata. La produzione cercò di temporeggiare, in attesa del ritorno del protagonista, e ci si concentrò sulle scene che non lo coinvolgevano.

La cancellazione

Lo sconforto iniziò a prendere il sopravvento, gli investitori iniziarono a brontolare.

Alla fine del documentario, quando è chiaro che Rochefort non tornerà e dopo che la produzione ha deciso di cancellare L’uomo che uccise Don Chisciotte, troviamo un Terry Gilliam sconsolato ed abbattuto, che con tanta amarezza ammette di aver perso il film nella sua mente.

Ascolta il vento. È cominciato con un diluvio ed ora il vento forte lo sta spazzando via. Sta facendo volare via per sempre Don Chisciotte dalla Spagna. Sta gridando: È finita!”

L'uomo che uccise don Chisciotte Gilliam ci riprova

Negli anni, però, Gilliam ha cercato più volte di riacquistare i diritti e riprendere il progetto del suo Don Chisciotte. Appena sei mesi dopo l’abbandono del primo L’uomo che uccise Don Chisciotte, Gilliam cercò di ricomprare, con un nuovo finanziatore, la sua sceneggiatura dalla compagnia di assicurazione.

Ancora nel 2008, venne annunciato l’avvio di un preliminare sviluppo per un film completamente nuovo. Robert Duvall avrebbe interpretato Don Chisciotte, affiancato sempre da Johnny Depp per il suo attaccamento al progetto. I primi problemi si incontrarono con il calendario lavorativo di Depp, in quanto avrebbe dovuto prender parte ad altre due pellicole. Si pensò, allora, di sostituirlo con Collin Farrell.

Dopo l’annuncio di Ewan Mcgregor nel cast al posto di Depp, il film entrò in piena pre-produzione. Gilliam iniziò a lavorare ad una nuova sceneggiatura insieme a Tony Grisoni. Eppure, ancora una volta, il progetto venne abbandonato. Stavolta la mancanza di fondi non aveva permesso nemmeno l’inizio delle riprese.

I mulini della realtà diventavano sempre più forti.

L'uomo che uccise don Chisciotte

Don Chisciotte della Mancia non muore mai

 

E ora, dopo 25 anni di fare e disfare …”

(Incipit del film)

 

Un vero cavaliere non si dà mai per vinto.

Con orgoglio e tenacia, Terry Gilliam ha vinto i suoi mulini a vento ed è riuscito a realizzare quello che stava per diventare un incubo. L’uscita di L’uomo che uccise Don Chisciotte è il giusto lieto fine di una favola nera. È stata un’opera tanto voluta ed agognata che il solo vederla realizzata la rende unica.

Il Don Chisciotte nelle sale

Sono andato al cinema con l’immagine del Terry Gilliam abbattuto dopo la cancellazione del suo primo Don Chisciotte. Una volta spente le luci, sono stato travolto dall’emozione mista alla contentezza. E devo ammettere che ciò  ha fatto passare in secondo piano la riuscita o meno del film. Da sottolineare sicuramente le grandi interpretazioni di Jonathan Price – già protagonista in Brazil dello stesso Gilliam – e Adam Driver.

L’uomo che uccise Don Chisciotte ha un inizio folgorante e subito coinvolgente.

Toby è un regista di spot pubblicitari, che si trova in Spagna per girare una pubblicità di una vodka. Casualmente, a cena con i suoi colleghi, s’imbatte nel suo primissimo film, L’uomo che uccise Don Chisciotte, tramite un rivenditore abusivo di dvd.

Dopo averlo rivisto, abbandona il set per tornare nei luoghi dove aveva effettuato le riprese dieci anni prima. Incappa nel vecchio calzolaio che lui stesso aveva scelto per il ruolo del cavaliere errante, solo che adesso crede davvero di essere Don Chisciotte della Mancia e scambia Toby per il suo villano scuderio, Sancho Panza.

Hanno allora inizio le rocambolesche peripezie di questi due personaggi, che vanno però ad ingarbugliare gradualmente la vicenda. Alla fine l’intreccio narrativo è vago e prolisso, di cui però la spiccata vena ironica risulta riuscita. Ciononostante emerge chiaramente quanto ci sia di Gilliam in tutta la pellicola, e quanto sia un omaggio sentimentale più che altro dovuto.

L’uomo che uccise Don Chisciotte trascende il film in sé per sé. La sua semplice visione, per le vicende che ci sono dietro, lo rendono un momento di forti emozioni.

Semplicemente una creatura con il suo creatore.

 

 

Luciano Calandro

L’uomo che uccise Don Chisciotte: al cinema il film che non s’aveva da fare ultima modifica: 2018-09-29T12:54:25+00:00 da Luciano Calandro