Deezer rivela che l’intelligenza artificiale comprende le emozioni umane

Deezer punta sempre più sull’high-tech. Un’intelligenza artificiale sarà in grado di valutare il mood di una canzone e proporrà all’utente musica adeguata al suo stato d’animo.

 

Le frontiere della tecnologia non smettono mai di stupire. Dal commercio all’industria, dalla comunicazione all’istruzione: la tecnologia ha fatto dei passi da gigante nell’ultimo decennio ed ha modificato inevitabilmente il nostro modo di vivere. L’avanzamento tecnologico ha radicalmente cambiato anche il nostro modo di fruire la musica. Lo sanno bene i ricercatori di Deezer che stanno mettendo a punto un progetto quasi futuristico.

Ascoltiamo ancora la radio, compriamo ancora dischi, ma diciamocela tutta, la musica, oggigiorno, viaggia principalmente grazie ai servizi di musica on demand.  Addio lettori MP3 e IPod. Lo smartphone è diventato una sorta di jukebox portatile.

Con i loro sofisticati algoritmi, Deezer e le altre piattaforme di musica in streaming sono in grado di offrire ai loro utenti milioni di brani. I cataloghi, vasti e diversificati, includono quelli di grandi case discografiche ma anche di piccole etichette indipendenti. Le playlist diventano giorno dopo giorno sempre più accurate e personalizzabili. A farla da padrone, le cosiddette “playlist umorali”. Esistono playlist malinconiche, playlist per trovare la giusta carica, playlist per allenarsi in palestra. La correlazione tra stato d’animo e musica è un campo di ricerca attivo ormai da diversi anni.

Ma Deezer vuole fare di più. Sta sviluppando un sistema che, utilizzando un’intelligenza artificiale, riesce a capire il mood di una canzone, ancor prima che questa venga ascoltata da un umano.

Potrà dunque una macchina capire le emozioni? Sembrerebbe proprio di sì.

Deep Learning – la rivoluzione

L’originale progetto della compagnia francese, sfruttando il Deep Learning su una rete neurale, analizza non solo l’audio, ma anche le parole delle canzoni. In questo modo l’intelligenza artificiale è in grado di capire che tipo di sensazione il brano trasmette all’ascoltatore ed anche con quale intensità. Una novità assoluta. Fino ad oggi, l’intelligenza artificiale era in grado di riconoscere semplicemente il genere musicale di un brano, ma non il tipo di emozione che il suo ascolto evocava.

Ma in cosa consiste il Deep Learing? Esso è sostanzialmente un sistema di apprendimento. Nell’indagine Deezer, intitolata Music mood detection based on audio and lyrics with deep neural net  il team di esperti spiega di aver alimentato degli input audio in una rete neurale. Per far in modo che l’intelligenza artificiale potesse poi attribuire un valore emotivo ai suoni ascoltati ha avuto bisogno, almeno all’inizio, di un feedback umano.

Per sviluppare il progetto, il gruppo di lavoro ha usufruito di un database di musica, MSD (Million Song Datatest) che è una raccolta di oltre un milione di metadati. I ricercatori, associando il database MSD alla libreria Deezer, hanno ottenuto una lista di 18.644 brani ed hanno ricostruito il contesto linguistico di ogni brano con il set dati di Last.fm, avvalendosi dei tag utilizzati dall’uomo per descrivere una specifica canzone. In questo modo, la rete neurale, dopo il periodo di apprendimento, è stata in grado di attribuire valore positivo o negativo anche a nuovi brani e, di conseguenza, ha scelto la categoria emotiva di appartenenza.

Cosa ci riserva il futuro?

Grazie all’utilizzo di questo sistema, Deezer potrebbe offrire in futuro delle playlist automatiche sempre più adeguate allo stato emotivo dei suoi utenti.

L’idea che una macchina possa capire le emozioni umane potrebbe non solo far storcere il naso a qualcuno ma anche inquietare. È proprio la nostra capacità di provare e riconoscere le emozioni a distinguerci dalle macchine. Questa nostra certezza potrebbe essere messa in dubbio. Deezer sta dimostrando che l’intelligenza artificiale conosce l’essere umano più di quanto lui possa immaginare.

Alessia Diano

Deezer rivela che l’intelligenza artificiale comprende le emozioni umane ultima modifica: 2018-10-24T11:48:38+00:00 da Alessia Diano