Freudbox | Leave It Behind : un pop-elettronico, malinconico ma non troppo

Alle spalle di Leave It Behind dei Freudbox c’è ricerca e si percepisce, quasi quanto il flusso di coscienza galoppante, vero motore creativo della produzione.

Leave It Behind è il secondo lavoro del duo campano Freudbox, al secolo Andrea Giglio e Valerio De Stefano. L’EP segue a distanza di due anni l’esordio di Us e ne ripercorre idealmente gli intenti, distaccandosi lievemente per forma e forse maggiormente per contenuto. Disponibile dal 12 Ottobre, per Dissonanze Records, la selezione è composta da quattro brani di stampo pop-elettronico, malinconico ma non troppo, sapientemente arricchita da campionamenti, drum machine oltre che un’indecifrabile sensazione di ‘ovatta’. No, non so spiegarmi meglio, tocca prestare orecchio.

Freudbox
Freudbox | Leave It Behind (copertina)

BANDO ALLE CIANCE, VEDIAMO DI CHE SI TRATTA

Apre If U, caratterizzata da poche note di chitarra sul rigo melodico, rumori a metà strada tra sottofondo di un vinile ormai ‘vintage’ e una TV senza segnale in analogico. La voce dei Freudbox è il collante che tiene assieme le variazioni sulla progressione del pezzo, mentre il basso è chiamato agli straordinari, non per virtuosismi ma proprio come tappabuchi di frequenze lasciate scoperte. Il minimalismo (strumentale) a cui si vota la produzione lo prevede quasi “da statuto” e il missaggio risolve tutto senza problemi di sorta.

Anche in Something About You si possono facilmente distinguere voci campionate – probabilmente di fanciulli – che creano atmosfera in complemento all’alternanza di obbligati stile “club” e la struttura scomposta in fasi distinte. Per opere del genere il testo non fa testo (e non mi si perdoni la ripetizione), perché è il contesto che genera e sviluppa la discriminante di maggior valore, il sound. Allitterazioni e frivolezze a parte, nessuno si aspettava l’aforisma della vita o il refrain a sensazione, di conseguenza prosegue il ruolo strutturale della voce.

In She’s Coming Back si inverte lievemente la tendenza con una fase ritmica più blanda a fronte di una sezione melodica sostenuta e piena. Sembra che in determinati punti della canzone abbiano preferito un approccio mirato all’accorgimento sonoro o musicale, piuttosto che alla visione d’insieme. Ovviamente non tutto il brano è così e sul finale l’impronta caratteristica dei Freudbox ritorna più consueta.

Capitolo quasi a parte lo fa Quel Che Ho Di Te. Unica traccia in italiano e sicuramente quella con maggiori velleità in termini di immediatezza e idea commerciale. Non sono banalità, come l’occhio vuole la sua parte, anche l’opportunità di ricordare facilmente un passaggio, un ritornello o qualsiasi altra cosa, in musica, ha un valore assoluto. Lo insegna la storia. Di sicuro il pezzo è il migliore per piglio e pulsione propriamente ‘pop’ (ma non vorrei sminuirlo). Stavolta, dato che la voce fa il lavoro a cui tutti siamo abituati, anche il basso riprende la funzione originale di tenere assieme melodia e ritmo.

Freudbox

MI SIA CONCESSO DI SCAGLIARE UNA LANCIA A SFAVORE

Come già detto, per questo secondo EP dei Freudbox, la vera discriminante la fa il contesto. Contesto che sa autodefinirsi minuziosamente in alcuni momenti della produzione ma, tuttavia, necessita che qualcosa dall’esterno gli indichi il posto in cui stare per trovare la perfetta quadratura del cerchio.

Musicalmente Leave It Behind avvolge l’ascoltatore che accetta senza condizioni il senso di ‘ovatta’ (ancora) che i quattro brani portano in dote. L’idea di sezionare le canzoni è vincente, desta l’interesse e sa farsi apprezzare nella relativa semplicità dell’offerta sonora. C’è ricerca e si percepisce, quasi quanto il flusso di coscienza galoppante, vero motore creativo.

Personalmente per produzioni simili preferirei voci impostate, accomodanti e con la giusta estensione. Di conseguenza non ho amato il timbro del cantante, tendente al nasale, ma probabilmente è il vero punto forte (e caratteristico) della raccolta.

Dopo due EP attendiamo il primo disco fatto e finito.

Salam Aleikum.

Mario Aiello

Freudbox | Leave It Behind : un pop-elettronico, malinconico ma non troppo ultima modifica: 2018-10-23T12:42:40+00:00 da Mario Aiello