Slash | Living The Dream: Il Rock ‘N’ Roll come unica fede

E chi avrebbe previsto l’ennesimo album di Slash nel 2018? Il sottoscritto sicuramente no. L’eccentrico chitarrista aveva recentemente raggiunto la pace con Axl Rose, portando alla ricostituzione i Guns ‘n’ Roses. Dopo circa vent’anni d’attesa le aspettative erano focalizzate completamente su un nuovo lavoro in studio della storica compagine losangelina. E invece, ecco tutto d’un tratto la quarta fatica discografica da solista del guitar hero originario di Stoke On Trent, naturalizzato statunitense. Dietro il microfono, come sempre, il caro amico Myles Kennedy, frontman degli Alter Bridge.

Slash

Living The Dream è uscito il 21 Settembre per la Roadrunner: si tratta del primo disco prodotto da una grande casa di distribuzione. 12 tracce per 52 minuti.

The Call Of The Wild è la perfetta traccia d’apertura: Myles Kennedy dà prova delle sue abilità vocaliche e il coro è del tutto coinvolgente. Il riff di Serve You Right è attraente nella sua semplicità. My Antidote ci ricorda che l’uomo col cilindro ha in parte un’anima heavy metal: assolo pazzesco. Della stessa pasta è Mind Your Manners.

Lost Inside The Girl invece è una ballata troppo scontata, salvata in extremis dalle note alte raggiunte da Myles e da un assolo ricco di melodia. Read Between The Lines è rock ‘n’ roll al 100%. L’intro di Slow Grind è riconoscibilissima all’interno del disco. The One You Loved Is Gone è la ballad semi-acustica ricolma di sentimento.

Driving Rain è uno dei pezzi pesanti dell’album,  con un pizzico di blues al suo interno. Sugar Cane con ogni probabilità è la canzone maggiormente riuscita di Living The Dream, a pari merito con la successiva The Great Pretender, melodica e struggente. A siglare il finale c’è Boulevard Of Broken Hearts, una dedica a chi crede ancora nelle potenzialità della musica rock di vecchio stampo.

È proprio questo il punto: Slash sembra aver giurato fedeltà a sonorità che difficilmente vengono riproposte nel XXI secolo. D’altronde, l’atteggiamento strafottente non ha sempre contraddistinto il suo personaggio?  

Con Living The Dream, dall’alto del suo caratteristico copricapo, Saul Hudson grida per l’ennesima volta la sua fede imperitura nel rock ‘n’ roll. A discapito del fatto che sia antimoderno, datato e fuori dagli schemi musicali dei giorni nostri, l’hard rock, se composto e suonato bene, continua a spaccare. Ancora di più se alla voce c’è un virtuoso come Myles Kennedy. La ricetta è sempre la stessa: riff fascinosi, assoli mostruosi e chorus accattivanti.

L’ingrediente segreto? Un leggendario chitarrista che ha scritto la storia del genere.

In finale, Living The Dream è un ottimo antipasto per quella nuova release dei Guns ‘n’ Roses che tanto stiamo attendendo. O almeno si spera.

 

Francesco Forgione

Slash | Living The Dream: Il Rock ‘N’ Roll come unica fede ultima modifica: 2018-10-03T13:23:41+00:00 da Francesco Forgione