Viito: il disco d’esordio è davvero Troppoforte

Chi non ha sentito parlare di Giuseppe e Vito, ha sicuramente sentito parlare dei Viito ­– i giovanissimi autori di Troppoforte.

 Troppoforte è l’album d’esordio del duo, e raccoglie i successi su cui abbiamo ballato per mesi insieme a brani inediti. Le dieci canzoni si amalgamano perfettamente, rispettando l’identità che il gruppo ha dimostrato fino ad oggi e, benché si alternino pezzi lenti e meno lenti, la coerenza nei testi, nei temi e nel sound viene sempre rispettata.

 Troppo Forte apre il disco ed immediatamente inquadra la carica positiva che attraversa l’album. Esprime energicamente la scelta di uno stile di vita che spinge al limite, al massimo. “Voglio bere troppi cocktail | Chiamarti troppe volte | Amarti troppo forte”. Insomma, i Viito cantano di una vita vissuta fino in fondo, anche quando sembra sbagliato, perché a questa età spesso vivere troppo forte è la sola costa che vuoi fare.

Ma questa positività, questo senso di rivalsa si accompagna ad altri due temi, che mi sembra di aver ascoltato chiaramente nelle canzoni.

Il primo vettore che ho individuato nelle canzoni è la malinconia. Per esempio, nel brano che preferisco del disco, Una festa, la voce graffiante e le immagini descritte toccano le corde giuste.

Allo stesso modo, Mondiali è percorsa da un filo di melanconia che si unisce con la seconda tendenza, il carattere fortemente generazionale dei testi. Mondiali, appunto, che inizia con un fermo immagine in cui tutti ci riconosciamo: “Accendo Netflix e guardo serie americane | E non ti vedo almeno da due settimane”. e qualche verso successivo “Sono nato nel ’93 | Ma nel 2006 mi hai fatto piangere” riesce a far immedesimare con poche, semplici, parole noi che nel 2006, quando l’Italia ha vinto i Mondiali, avevamo poco più di dieci anni.

viito

Cosa penso del disco dei Viito? Che sono stati una bella sorpresa di questi mesi, e come tale si riconfermano con quest’album.

I Viito cantano nei loro pezzi la quotidianità dei ragazzi di vent’anni ed hanno trovato il modo giusto per parlare ad un pubblico di coetanei che cerca, fondamentalmente, d’identificarsi nella musica che ascolta.

Il rischio è quello di perdere un po’ di identità, perché oggi sono in diversi ad aver scoperto questa formula alchemica per il successo. Vedremo se riusciranno a non cadere nel tranello dell’omologazione, intanto con questo disco ci sono riusciti.

 

Francesca Tummolillo

Viito: il disco d’esordio è davvero Troppoforte ultima modifica: 2018-10-10T11:11:33+00:00 da Francesca Tummolillo