Virtual Time | Animal Regression: un funk/hard rock di matrice seventies

Virtual Time

I Virtual Time sono un quartetto originario del vicentino, precisamente di Bassano del Grappa.

Formatisi nel 2012, hanno all’attivo un ep e un album, rispettivamente “Getting Twisted” del 2013 e “Long Distance” del 2016. Dal 2018 hanno intrapreso un progetto decisamente ambizioso: pubblicare 5 dischi in successione per dar vita ad una pentalogia.

Il capitolo d’esordio, From The Roots To A Folded Sky, uscito lo scorso maggio, si contraddistingueva per il suo genere composito che andava ad incastonare elementi prettamente folk – componente che aveva la prevalenza nel disco con altri moderni in chiave alternative rock.  

In questo breve approfondimento, invece, andremo ad occuparci del secondo lavoro, intitolato Animal Regression, in uscita il 30 Ottobre. 8 canzoni racchiuse in mezz’ora di ascolto.

Virtual Time - Animal Regression

Animal Regression

L’opener  Grain Of Existence si segnala per il timbro vocalico del Mocellin, ispirato notevolmente a Robert Plant. High Class Woman invece è un pezzo da disco anni ’70 per rimorchiare qualche bella signorina in pista, con l’aggiunta di una chitarra elettrica prepotente durante l’assolo. La successiva The Adventures Of Funky Boy ne segue la scia e rispecchia in pieno il genere contenuto nel titolo.

Heaving Is Asking ha un’andatura maggiormente moderna che si allontana dalle sonorità rétro onnipresenti in tutti gli altri brani; ciò si evince dalla differente impostazione vocalica. La titletrack Animal Regression si dimostra essere la canzone più heavy dell’album. O almeno, prima di aver ascoltato la successiva Rush Of Hair, altrettanto graffiante. Il riff di  I See The Moonlight forse è la miglior invenzione del disco, che termina con Fly Away, dalla ritmica funkeggiante e con l’assolo in fading sul finale.

Probabilmente la formula adottata dai Virtual Time per questo macro lavoro – suddiviso in 5 realease distanziate tra loro – sarà quella di esplorare tutte le sfumature del rock in auge durante i seventies. Se il precedente From The Roots To A Folded Sky era un agglomerato a tratti melodico di alternative e folk rock, Animal Regression prende una svolta inaspettata e viaggia su un percorso artistico differente, il quale ci trasporta senza tanti patemi verso un sound di matrice fin troppo zeppeliniana, apportando un tocco funky che è impossibile non riscontrare.

Insomma, un hard rock suonato metaforicamente con indosso i pantaloni a zampa d’elefante tipici del funk. Pezzi brevi e diretti per un lavoro scarno di tecnicismi o pretese specifiche. Le premesse sono buone. Attendiamo i restanti 3 capitoli per avere un quadro completo dell’opera ed esprimere un giudizio più articolato. 

Provando a fare una previsione: che il prossimo capitolo sia dedicato al progressive?

 

Francesco Forgione

Virtual Time | Animal Regression: un funk/hard rock di matrice seventies ultima modifica: 2018-10-29T19:02:29+00:00 da Francesco Forgione