X Factor 2018 | Bootcamp: straordinari Anastasio e Bowland

X FACTOR 2018: BOOTCAMP 2ª Puntata

 

Nella prima puntata del Bootcamp di X Factor 2018 siamo stati ammaliati dalle esibizioni di Sherol e Naomi. In questa seconda puntata, al Mediolanum Forum di Milano si assegnano le categorie rimaste in gara: Under uomini e Gruppi. La prima viene attribuita a Mara Maionchi, che dà anche il via allo show, mentre la seconda spetta a Asia Argento.  5 come al solito le sedie da riempire per le due giudici di X Factor.

 

Bootcamp | 2ª Parte: Under Uomini

Il primo a metter piede sullo stage di X Factor è Pietro Salvatore, che alle audizioni aveva intonato la magnifica “Sign of the Times” di Harry Styles. Si presenta e convince Mara con “Runnin'” di Beyoncé. La prima sedia è sua. Tocca a Riccardo Mercogliano, sedicenne napoletano che, nonostante la buona performance, non riesce a  sedersi perché considerato ancora acerbo. Il secondo ad aggiudicarsi una sedia è  Matteo Arua Novembre, con una cover, tra il grottesco e l’interessante, di “Trinità” (Gué Pequeno). 

Leonardo Parmeggiani, da Bologna, ha dalla sua un bellissimo timbro ma è carente nell’estensione. Tuttavia ci si può comunque lavorare e quindi anche lui si accomoda. Gilles con “Papaoutai” di Stromae va completamente fuori nota, e dunque se ne torna a casa.  Arriva il momento di un figlio d’arte, Leo Gassmann – figlio di Alessandro e nipote del grande Vittorio. Esegue “Kurt Cobain” di Brunori SAS e riceve la prima e  meritata standing ovation della serata, assicurandosi di conseguenza la quarta sedia. Buon sangue non mente, direbbe qualcuno.

Segue Alessio Selvaggio, molto bravo e intonato, ma la severa Mara dichiara che non intende portare con sé questo tipo di proposta musicale. Dal pubblico partono i primi fischi. Federico Orecchia, aka Boro Boro, diverte con il suo inedito “Trapper” ma è una proposta simile a tante altre di quel genere, oltreché ristretta alla sola trap. Fuori anche lui.

Pierfrancesco Criscitiello (P Jero) forza l’interpretazione di “Father and Son” (Cat Stevens), attribuendole una drammaticità che invece alla canzone manca. Però possiede una bella voce e  questo gli consente di accomodarsi sull’ultima sedia vuota. Si accende la luce rossa degli switch.

Il penultimo a salire sul palco è Marco Anastasio, in arte Anastasio, che reinterpreta “Generale” di De Gregori, con un testo strepitoso che vale la pena ascoltare.

Anastasio si conferma un ottimo autore, a mio parere tra i migliori di questo Bootcamp. Seconda standing ovation. Le sedie sono tutte occupate e a lasciargli posto è Matteo Arua. Peccato. L’ultimo ad esibirsi è Emanuele Bertelli. Ovazione anche per lui. Mara fa lo switch con Pietro Salvatore. La squadra degli under uomini è al completo.

Bootcamp | 2ª Parte: Gruppi

La prima band ad esibirsi sono i Dequivers. Temerari cantano un pezzo degli Skunk Anansie con discreti risultati, ma non basta. Il duo Akira Manera diverte con “Coccodrilli” di Samuele Bersani, la prima sedia è la loro. I Red Bricks Foundation strumentalmente eseguono alla perfezione “Someday” degli Strokes, ma è la voce a convincere di meno. Sono peculiari, ci si può lavorare, e Asia li fa sedere.

La prima ovazione parte per gli In The Loop, che riarrangiano “Black Hole Sun” dei Soundgarden. Un’altra sedia viene subito occupata. I quarti ad accomodarsi sono i Kafka Sui Pattini. Le band sono talentuose, senza dubbio, e per Asia Argento non è stato difficile sistemarli.

Tocca poi ai Carousel 47, Moinè e Bagel and Wine che però non riescono a guadagnarsi l’ultimo posto libero. Se lo aggiudicano invece i Seveso Casino Palace. La singer ha una voce graffiante, e la cover di I miss the misery degli Halestorm risulta molto gradevole. Dopo una scatenante esibizione, tocca agli Inquietude, band rap con il violino che esegue “Anna” di Lucio Battisti. Asia fa il cambio con gli Akira Manera.

Si continua sulla scia della musica più dura. I Moka Stone riscrivono la strofa di “Renegades of Funk dei Rage Against the Machine. Il risultato è eccellente, ma forse fin troppo simile allo stile di Salmo, soprattutto vocalmente. Bravi comunque, si guadagnando lo switch con i Kafka sui Pattini.

Gli ultimi ad esibirsi sono i Bowland, confermandosi nuovamente degli artisti da un animo straordinario. La cover “Maybe Tomorrow” degli Stereophonics è persuasiva e in un certo senso erotica. Nulla da dire, sedia meritatissima, allo switch vengono sacrificati gli In The Loop. 

 

X Factor 2018 | La strada verso gli home visit

Ancora più degli anni precedenti, ad XF12 abbiamo assistito ad una carrellata di ottimi talenti, tra artisti e band. Ciò ha reso soddisfacente lo spettacolo ed alto il tenore delle proposte. Non tutti e 5 gli artisti di ogni squadra potranno accedere ai live, ci sarà spazio solo per solo alcuni di loro.  Per sapere come andrà, non ci resta che aspettare giovedì.

 

Emanuele Grillo

X Factor 2018 | Bootcamp: straordinari Anastasio e Bowland ultima modifica: 2018-10-12T23:05:24+00:00 da Emanuele Grillo