X Factor 2018: Live deludenti ed esordio un po’ blando per Lodo Guenzi

X FACTOR 2018: Non buona la Prima! LODO non convince

Si inizia a fare sul serio con quel che è il fulcro principale di X Factor, ovvero il Live.
Nel racconto della scorsa puntata ci siamo domandati come si sarebbe ambientato  Lodo Guenzi e che impatto avrebbe avuto sui gruppi orfani di Asia Argento. Il risultato non è stato del tutto convincente: Lodo si dilungava un po’ troppo nei suoi interventi, e le assegnazioni non si sono rivelate proprio adatte. Ma questo dettaglio vale anche per gli altri concorrenti.

In questa prima giornata le esibizioni si sono svolte in due tranche da 6 artisti, ed al termine di ognuna è stato individuato il meno votato che è finito al ballottaggio finale.

x factor 2018 lodo guenzi

Nella prima metà di gara i Red Bricks Foundation rischiano l’uscita

I primi a salire sul palco sono i Seveso Casino Palace, che rompono il ghiaccio con “Giovane Fuoriclasse” di Capo Plaza. Ben coesi, ma per Agnelli c’è tanto da lavorare sul sound. Personalmente, sono d’accordo con Fedez che non avrebbe fatto coverizzare un’altra canzone trap. Ad X Factor sarà anche una novità, ma suonare trap in versione metal è qualcosa di già replicato.

Il secondo è il figlio d’arte Leo Gassmann, molto bravo ad intonare “Broken Strings” di James Morrison. Il giovane artista però è ancora troppo impostato, deve sciogliersi di più.

La piccola Luna, invece, si muove sul palco già come una grande pop star, e quando parte con il flow è esplosiva. “E.T.” di Kanye West e Katy Perry viene eseguita egregiamente in entrambe le parti vocali. Nonostante ciò, ai giudici è parsa meno “aggressiva” rispetto alle sue precedenti esibizioni.

Renza Castelli canta “Raggamuffin” di Selah Sue. Non male ma un po’ piatta. Solita esibizione voce sottile e chitarra acustica, l’ennesima.

Tocca poi ad un altro gruppo della squadra di Lodo: i Red Bricks Foundation. La cover di “New Rules” (Dua Lipa) musicalmente è arrangiata in maniera perfetta, ma il cantante urla e stona dove non dovrebbe. Nulla da ridire sul piano tecnico strumentale: rispetto ai Seveso Casino Palace hanno un sound definito, ma  dovrebbero essere più veri e meno “clichettosi”, proprio come afferma Manuel Agnelli.

I primi meritatissimi applausi sono per Anastasio, e se li guadagna con la riscrittura di “C’è tempo” di Ivano Fossati. Anastasio riesce a trasportare la sua poesia in un capolavoro della musica italiana. Non da tutti. Chapeau!

Dopo questa prima manche, si va al televoto ed i Red Bricks Foundation finiscono al ballottaggio.

X Factor 2018 Lodo Guenzi

Nella seconda metà c’è il ritorno a casa dei Maneskin

Prima dell’inizio della seconda metà di gara, i Maneskin tornano in quella che è stata la loro casa, stavolta per presentare il loro primo album in uscita “Il ballo della vita“. I Maneskin sono, probabilmente, l’unico prodotto musicale che è riuscito veramente a sfondare una volta usciti da X Factor.

Si riparte, il settimo concorrente è la virtuosa Naomi Rivieccio che riesce a rendere semplice anche una canzone complicata come “Love On Top” di Beyoncé. Bomba atomica.

I Bowland stravolgono la melodia di “Sweet Dreams“, rimanendo comunque coerenti alle loro atmosfere e con una delicatezza mai vista prima ad X Factor. Solo complimenti per loro, ma nel prosieguo dovranno essere bravi a non ripetersi ulteriormente.

Manuel Agnelli vuole tirar Sherol fuori dai canoni classici, e per questo le fa sperimentare un pezzo di “The Weeknd” (Can’t Feel My Face). L’esibizione non convince pienamente e lei risulta un po’ frenata.

Mara Maionchi assegna ad Emanuele Bertelli uno dei pezzi più blasonati dei talent show, “Impassible” di James Arthur. Che dire: molto bravo, come sempre, e una voce dal tono così caldo che ricorda vagamente Dave Gahan.

Matteo Costanzo autoproduce un mash-up di Kanye West con 21st Century Schizoid Man dei King Crimson, scrivendo inoltre la strofa iniziale. Non inizia bene ma si riprende proprio sulla parte di Kanye West. Una scelta coraggiosa ma compiuta discretamente.

A Martina Attilli Manuel assegna “Castle in the Snow“degli svizzeri Kadebostany. Si rivela ancora una volta eccellente e tra le migliori.

X Factor 2018 Lodo Guenzi

Prima della sfida finale, il secondo ospite a calcare il palco del Mediolanum Forum è la cantante britannica, Rita Ora.

Al ballottaggio finisce Matteo, costretto a scontrarsi con i Red Bricks Foundation.

 

Matteo Costanzo vs Red Bricks Foundation

Matteo se la gioca con “La descrizione di un attimo” dei Tiromancino, mentre i Red Bricks Foundation virano nuovamente sulle note di “Sono un ragazzo di strada” (I Corvi). Nonostante il primo convinca di più, i giudici decidono che è lui a dover lasciare X Factor. Il tipo di attitudine punk dei Red Bricks, da band locale, è una novità per il programma e, forse, i ragazzi hanno ancora qualcosa da mostrare.

Quest’anno il livello di X Factor è davvero alto, però, proprio per questo motivo, sembra che i partecipanti abbianoo già dato il massimo alle audizioni. Occorre quindi alzare di gran lunga l’asticella se si vuol essere ricordati. A mio avviso, inoltre, le assegnazioni da parte dei giudici non sono state molto convincenti.

Come dicevano Tozzi, Morandi e Ruggeri: si può (e si deve) dare (molto) di più.

 

Emanuele Grillo

X Factor 2018: Live deludenti ed esordio un po’ blando per Lodo Guenzi ultima modifica: 2018-10-27T17:45:55+00:00 da Emanuele Grillo