La Colpa | Controumano: un album rock come pochi

La Colpa – voce, due chitarre, basso e batteria – in dieci brani tirano fuori un disco, Controumano, analitico quanto basta e rock come pochi

Lo scorso 18 Ottobre i milanesi La Colpa hanno dato alla luce il loro secondo lavoro full-lenght. L’album, intitolato Controumano, è composto da dieci brani rock (assai)-alternative (assai meno). Da non sottovalutare, inoltre, la componente melodica propedeutica alla composizione e l’uso dell’italiano che fa un po’ contemporaneo e un po’ retrò (ormai, ci affacciamo agli anni venti del nuovo millennio). Tutto questo sotto l’egida piemontese della cara INRI. “Mica pizza e fichi”, direbbe il figlio di Gianni Morandi.

La Colpa Controumano
La Colpa | Controumano

 LE ATTITUDINI MALSANE DELL’UOMO CONTEMPORANEO

Le tematiche principali dell’opera sono tutte strettamente collegate alla funzione sociale, sia intima che universale, dell’antropos che oggi conosciamo. Qualche piccola e fugace digressione politica, altrettante sonde tangenti mirate all’io recondito, ma sostanzialmente Controumano racconta le devianze spesso irrazionali dell’uomo contemporaneo.

 BANDO ALLE CIANCE, SENTIAMO COME SUONA IL DISCO

Partiamo da due presupposti non trascurabili: Uno. Ho un’otite devastante; Due. Non ho mai ascoltato nulla de La Colpa. Pigiamo play.

Mi Piace Pensare è ben strutturato, pochi strumenti in scena ma “collocati” spazialmente con criterio. Mi riferisco in particolar modo alle chitarre, che sono anche le attrici predisposte ai maggiori cambi d’abito. Il basso c’è e si sente, “cromatico” e martellante, mentre il comparto ritmico si assesta sul “fare con intelligenza”, che è cosa buona e giusta. La voce è graffiata a puntino, grintosa, senza grossi picchi ma coerente al contesto, spesso su linee melodiche, eppur di effetto. Infarinatura che, grossomodo, caratterizzerà tutta la produzione. Per quanto riguarda il testo, complice uno stato emotivo ballerino in totale hyperthinking, ho tra le righe scorto una luce che punta sul conflitto in Palestina. Prima di essere preso a pernacchie, anticipo che la mente che muove la penna de La Colpa possiede una spiccata propensione all’ermetismo (moderno. Niente Mallarmé o gente simile).

L’Alternativa è caratterizzata da obbligati parecchio interessanti ed accenti fuori che, assieme al riff persistente, la rende godibilissima già al primo ascolto. La parte arpeggiata, con cori armonizzati, la definirei quasi soave: un ottimo tappo prima che la grinta riprenda il sopravvento. Ritornello semplice ed immediato. Il tema riconduce all’eterno scazzo causato da una globalità monolitica, sempre uguale a sé stessa, che impone regolamenti e modus vivendi. Il desiderio di evasione è una naturale conseguenza per chi non può soffrire tali condizionamenti e l’alternativa è L’Alternativa. È stato girato anche un bel video a corredo.

Reticenza ha subito preso un posto speciale nel mio cuore. A parte la paranoia, vera o presunta, di sentire una voce che non è quella percepita fino a qui (ma anche più in là nell’album), il riff “rock malamente” fa tutto da solo. Il basso distorto quasi quanto le chitarre – qui e adesso – funziona alla grande. Amore totale sul crescendo finale che incalza fino allo spasmo conclusivo di un pezzo che, nei suoi limiti, è un pungo in pieno volto. Però evitiamo analogie figurative con la copertina di Vulgar Display Of Power dei Pantera. Fancuore il testo, si gode uguale.

La Colpa,con Prendimi Le Mani,introducono una discretamente lunga e altalenante fase di quiete e calma (apparente). Il basso finalmente sveste i panni di una finta terza chitarra ed interpreta il brano nel modo canonico mentre le sei corde vanno di accordi “classici” e piglio alla Red Hot Chili Peppers, giusto per intenderci, assoletto incluso. Purtroppo mi sono incautamente arenato sulla codifica del testo: non so perché ma mi ritornava davanti agli occhi la tragedia del ponte Morandi a Genova.

L’Inizio è Il Confine. Canzone elettro-acustica, se può realmente esistere nell’immaginario collettivo una definizione simile. Sento un ukulele, non soprano, ma non riesco ad essere sicuro. Se è una castroneria, fustigatemi. Si definisce una caratteristica molto usata in tutto Controumano, l’uso di pause strumentali con la sola voce a farsi spazio. Oltre a questo, l’ermetismo prende piede ed è a volte avvilente, inconcludente, eppure pregevole. Tanto pregevole da conferire comunque al brano quel qualcosa in più, oltre alla velata profondità del messaggio. Abracadabra!

L’ALTRA META’ DELL’UOMO CONTRO

Perdere Tempo è compitamente allegra, forse scanzonata e finalmente sento una chitarra a destra. Si parla di magagne perpetrate per compiacere la civiltà che ci circonda ed ingloba. Alla fine, però, il risultato è sempre il medesimo: meglio essere sé stessi in tutto e per tutto, investendo tempo ed energie verso qualcosa che abbia una certa utilità. Perché, parafrasando, un’ora non basta a raddrizzare nulla. Meglio averci pensato prima, molto prima. Evviva l’assolo con la punta di wah-wah.

Dopo La Fine è l’ennesimo spot sulla falsariga quiete/tempesta (?). Stavolta sale in cattedra la storia e la forma è puro hard rock anni settanta, almeno al pronti via. Piacevole, ancora una volta, il tratto melodico della voce che esprime carica e forza anche mantenendosi su linee poco entusiasmanti. I Riff obbligati riempiono ciò che manca. È questa un’analisi concettuale ultima circa il vivere dell’uomo moderno? La domanda è lecita e della risposta credo non importi a nessuno. Chissà, ma almeno lo dice gridandocelo in faccia e va bene così.

Morti. Parte a razzo su un giro armonico che non fa gridare al miracolo . Critica sulla convenzione sociale odierna, generatrice di cadaveri e omicida della morale collettiva. Condizione dove ognuno vive su un binario prestabilito, privo di qualsivoglia emozione o coinvolgimento. “(…) Morti (…) e lo sono anch’io.”

Le Cose Che Non Servono è secondo me croce e delizia (per alcuni palati) dell’intero disco de La Colpa. Giunti alle battute finali della produzione, forse qualcosina si poteva osare ed hanno osato, ma nella direzione “sbagliata”. Il pezzo è pacato, orientato quasi interamente sugli arpeggi. All’interno del sistema “album” ha senso, ma è l’unica canzone che costringerà qualcuno a pigiare “skip” sul proprio lettore multimediale.

Conclude l’esperienza il buon Humberto. Piccola digressione, sfumatura socio-politica. I perché di questo brano sono direttamente evidenziati nel pezzo. Diretto ed esplicativo, anche quando la forma cambia totalmente trasformandosi in tema latino. Sono giorni che penso al nome esatto del genere dell’omaggio e non mi sovviene. Aiutatemi.

La colpa

 “POI DICONO CHE SIAMO PROVINCIALI, SIAMO TIRATI” (Cit.)

Dunque, sarò limpido e coinciso: la colpa mia è non averli sentiti prima, i La Colpa. Controumano m’è piaciuto, lasciandomi ignobilmente in un commento che va oltre il consentito parere personale, quindi “abbondiamo”. Se avete problemi contattate la redazione perché io me ne lavo le mani. Ah, l’LP è registrato in presa diretta, tutti assieme appassionatamente e senza metronomo, “mica pizza e fichi”.

Mario Aiello

La Colpa | Controumano: un album rock come pochi ultima modifica: 2018-11-15T13:50:04+00:00 da Mario Aiello