Predator – Life And Death: L’Aliens Universe continua a mietere vittime.

Che Predator sia uno dei più iconici e famosi “mostri” del cinema è palese. Lo dimostra il nuovo capitolo cinematografico che testimonia la volontà di far tornare ciclicamente il personaggio.

La ragione è altrettanto palese. Il Predator (il nome della razza aliena è Yatuja) incarna la ferinità, la forza primordiale della natura bestiale, ma anche la paura per l’ignoto, ciò che è “alieno” (per l’appunto) dall’umano. L’immortale scontro natura-uomo è il fil rouge che lega le avventure multimediali di Predator.

predator

La Saldapress, attraverso l’Alien Universe, sta finalmente portando in Italia – in maniera ben strutturata – la  mole di prodotti fumettistici legati allo xenomorfo. In questo universo orbita, a ragione, anche la razza degli Yatuja. Con il film Predator 2 (1990), quello che doveva essere solo un easter egg, un omaggio – nella navicella dei predator, tra i trofei, campeggia un teschio di uno xenomorfo – è diventato la proposta nerd per mettere in piedi i vari crossover.

Realizzata dalla Dark Horse Comics – e pubblicata in Italia l’anno scorso dalla Saldapress – la miniserie di successo Fire And Stone ha posto le basi dell’Alien Universe. La saga di Alien, di Prometheus, di Predator e di Alien vs Predator hanno trovato un comune terreno narrativo.

Life and Death (mini in 4 parti), ne è il seguito e avvia le danze proprio con Predator.

predator

Il planetoide LV-797 è stato “laboratorio” genetico per gli Ingegneri: malcapitati esseri umani e (anche loro) malcapitati Yatuja, hanno dovuto fare i conti con gli xenomorfi. Un anno è trascorso da quegli eventi e nulla è cambiato. La malvagia multinazionale Weyland-Yutani – motore di ogni genocidio umano dei vari prodotti a marchio Aliens – continua a mandare sacrificabili Marine Coloniali per i loro scopi. L’obiettivo della missione è fermare una compagnia avversaria che sta estraendo materiali dal pianeta di loro “proprietà”.

Ma sul pianeta giace il relitto di una delle navi degli Ingegneri e anche gli Yutaja sono interessati a recuperarne i pezzi. Lo scontro è, ovviamente, inevitabile.

Dan Abnett alla sceneggiatura e Brian Albert Thies ai disegni, offrono al lettore proprio ciò che si aspetta. Se si parla di Predator sono inevitabili scontri furibondi. Interessante è il taglio narrativo. Memori del primo, seminale, film con Arnold Schwarzenegger del 1987, gli autori, nonostante il pianeta alieno, impostano l’atmosfera come se il set fosse una giungla sudamericana. La natura impervia – ancora più impervia perché aliena – fa da sfondo agli agguati dei Predator. Familiarità e sapore di novità si uniscono in un ibrido intrigante. Il disegno “sporco” e nervoso di Thies, inoltre, non disdegna grandi scene action dal grande impatto visivo, riuscendo ad inserirvi le icone pose del Predator.

predator

Per i fan dell’Alien Universe, Life And Death è un tassello indispensabile. Il punto di forza sta proprio nell’aver unito elementi familiari provenienti dalle diverse saghe, costruendo, però, un ciclo narrativo inedito.

Non resta che attendere la seconda parte (dedicata a Prometheus) per veder spuntare il cranio lucido degli xenomorfi. Ci sarà una nuova mattanza di Predator e Marine Coloniali?

 

Leonardo Cantone

Predator – Life And Death: L’Aliens Universe continua a mietere vittime. ultima modifica: 2018-11-09T00:04:38+00:00 da Leonardo Cantone