È morto Stan Lee: la fine di un’epoca per il fumetto americano

Stan Lee si è spento in data 12 Novembre alla veneranda età di 95 anni.  All’anagrafe Stanley Martin Lieber, l’autore e sceneggiatore newyorkese può essere considerato uno dei maggiori fumettisti della storia, se non addirittura il padrino del fumetto americano, il tradizionale comic book basato sulle avventure dei supereroi.

Stan lee

CHIEF EDITOR DELLA MARVEL COMICS

Genio imprenditoriale oltre che mente sopraffina, Stan Lee dopo un periodo di apprendistato alla Timely Comics nel secondo dopoguerra, ne divenne direttore editoriale nel 1961, quando venne rinominata Marvel. Il primo albo pubblicato sotto la supervisione di Lee fu Fantastic Four nr. 1, ovvero, i Fantastici 4.

Successivamente, con la collaborazione degli altrettanto celebri e compianti Steve Ditko e Jack Kirby, diede alla luce personaggi  entrati nell’immaginario collettivo del XX secolo.  Primo fra tutti il sensazionale Uomo Ragno nel 1962, comparso su Amazing Fantasy nr. 15, numero che tutt’oggi vale centinaia di migliaia di dollari. Alcuni mesi prima venne pubblicato l’esordio su carta stampata del gigante verde, Hulk.

Iron Man, gli X-Men ed una versione rielaborata del dio norreno Thor seguirono nel 1963, mentre nel 1964 fu il turno di Daredevil. Nello stesso periodo venne “risvegliato” dai giacchiai dell’Alaska un character portante della Timely Comics: il patriottico Capitan America, apparso per la prima volta nel 1941 come simbolo della propaganda USA durante il conflitto mondiale. Lee decise di affidargli il ruolo di leader dei Vendicatori, supergruppo di uomini straordinari che doveva rappresentare la risposta della Marvel alla Justice League della rivale DC Comics. Da lì, il successo internazionale e il record di vendite per una casa editrice basata sui comics.

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UNA NUOVA VISIONE DEL SUPEREROE

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Alzi la mano chi non ha mai udito queste parole. È il consiglio che zio Ben diede a suo nipote Peter , meglio conosciuto come Spider-Man. L’innovazione determinante dell’epica di Stan Lee può essere ricondotta a quella frase, semplice ma sostanzialmente innovativa. Veniva abbandonata la figura tanto cara alla DC Comics del supereroe ubermensch, in grado di affrontare qualsiasi avversità della vita come se fosse un’ inezia.

Bruce Wayne è un plurimiliardario, Superman è un extraterrestre proveniente da una galassia lontana che non può essere scalfito se non dalla kryptonite. Peter  Parker è uno squattrinato studente universitario che dalla mattina alla sera si ritrova catapultato in una situazione assurda, dovendo gestire contemporaneamente gli affanni della vita quotidiana e le sue nuove potenzialità utilizzate per combattere il crimine nella natia New York. Lo farà con il sarcasmo ed il carisma che lo hanno reso iconico. E sarà quasi tutto merito di Lee, sagace nell’intuire come i supereroi dovevano essere umanizzati per renderli vicini ai lettori di nuova generazione.

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GLI ULTIMI ANNI

In tempi recenti, Stan Lee aveva sfruttato la sua immagine per pubblicizzare il nascente ciclo cinematografico dedicato agli eroi Marvel. I suoi cameo nelle varie pellicole precedenti alla creazione del MCU ( la trilogia di Spiderman di Sam Raimi o i film dedicati agli X-Men, ad esempio) e in quelle del Marvel Cinematic Universe stesso ( la trilogia di Iron Man e i film degli Avengers tra i principali) sono state apparizioni divertenti e significative per i suoi milioni di fan nel mondo.

Non solo: Stan Lee fu accreditato come guest star in una puntata dei Simpson (Papà Incacchiato, 2002) e in una di The Big Bang Theory (L’acquisizione dell’Excelsior, 2010). Inoltre History Channel  produsse il suo programma televisivo “Stan Lee’s Superhumans” dal 2010 al 2012. Nel 2015 viene pubblicato un fumetto dedicato alla sua vita, Amazing Fantastic Incredible: A Marvellous Memoir. Nel 2017, l’infamante accusa di molestie sessuali e la perdita della moglie Joan dopo 69 anni di matrimonio, hanno indebolito la salute di Lee, fino a costringerlo all’abbandono delle scene pubbliche e al ritiro a vita privata di quest’anno.

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Un mito che non verrà dimenticato

Ci sono determinate figure che, per le loro opere durante il tempo trascorso su questo mondo, resteranno eternamente scolpite nella memoria dell’umanità. Stan Lee è indubbiamente una di quelle. A noi piace pensare che in questo momento egli sia in un universo parallelo, ringiovanito e con indosso i suoi Ray-Ban e una camicia sgargiante, magari con un sigaro in bocca.

Il suo compito? Parlare con lo stregone supremo, il Dr. Strange – una delle sue migliori creazioni sin ora non menzionate – circa la possibilità di tornare in vita. Addio Stan. Excelsior!

 

Francesco Forgione

È morto Stan Lee: la fine di un’epoca per il fumetto americano ultima modifica: 2018-11-12T23:04:11+00:00 da Francesco Forgione