Disturbed – Evolution: Un’evoluzione estremamente negativa

I Disturbed sono una delle band maggiormente rappresentative dell’ondata di gruppi metal made in USA degli anni 2000. L’originalità del sound che li ha contraddistinti, a metà tra nu-metal ed heavy metal classico, è considerata la loro nota di merito. Dopo un periodo di pausa iniziato nel 2011, il quartetto di Chicago è tornato sulle scene con Immortalized (2015), contenente la cover di The Sound Of Silence di Simon & Garfunkel, dimostratasi poi un successo planetario a livello commerciale.

Oggi, ritornano con il settimo album, Evolution, rilasciato per la Warner Bros il 19 ottobre. 10 tracce per 43 minuti d’ascolto.

Disturbed

Disturberd – Evolution: L’album

L’intro elettronica di Are You Ready dà il via ad un pezzo che ha il sapore di una minestra riscaldata dal retrogusto radiofonico. Non un ottimo inizio. No More non alza i toni, con un coro che fuori dalla sede live pare proprio non funzionare. La ballad sopravviene alla terza traccia: si tratta di A Reason to Fight, in cui David Draiman mette alla prova le sue abilità vocaliche. In Another Time si apre con il pianoforte in sottofondo, per poi proseguire con una ritmica scontata e banale.

Stronger On Your Own è musicalmente anonima. Hold On To Memories è la seconda ballata (stavolta in acustico) di Evolution, una canzonetta pop se non fosse per l’assolo. Savior Of Nothing è una delle eccezioni del disco, perché riesce ad emergere dal piattume generale per inventiva ed esecuzione. Finalmente si ode un ottimo solo.

La speranza che Evolution possa salvarsi con gli ultimi tre pezzi, però, è davvero passeggera.

Difatti, le orecchie tornano metaforicamente a sanguinare con Watch You Burn. Si tratta dell’ennesima ballad in chiave pop, e stavolta si sfiora il patetico. Sembra composta per chi non ha mai ascoltato heavy metal in vita sua; rimango senza parole. The Best One Lies è l’altro brano riuscito dell’album, violento e grezzo al punto giusto. Il finale è dedicato ad Already Gone che, tra tutti i pezzi lenti e melodici del disco, è forse il migliore (non che ci voglia tanto).

Un’evoluzione estremamente negativa

Insomma, i Disturbed avevano alzato le aspettative verso l’infinito ed oltre con Evolution. Figuriamoci che erano arrivati a paragonarlo al Black Album dei Metallica: uno spartiacque per la loro carriera. Chi tenta di raggiungere il sole, però, è destinato a cadere. Ed è ciò che è successo ai Disturbed.

L’attenzione, dalla produzione al mixaggio finale, è concentrata al 100% sui ritornelli basati sulla timbrica del frontman David Draiman. Evolution tenta di metterla in risalto fino a diventare stucchevole. Ne risulta una scarsa attenzione dedicata ai riff, agli assoli e alla struttura delle canzoni, ridotte ad un mero copia-incolla dei lavori precedenti, ma senza il mordente necessario.

In Evolution passano in secondo piano l’aggressività e l’adrenalina, ingredienti principali del sound della band, per dedicarsi alla melodia (4 ballad su 10 pezzi: cos’è, un disco di hair metal ?!). Scelta radicale dovuta ad un unico motivo: rendersi orecchiabili per aumentare i propri ascoltatori, così da guadagnarsi qualche passaggio in più in radio. Magari si tratta di un processo iniziato proprio con The Sound Of Silence. E magari i nostri non avevano tutti i torti; Evolution è il corrispettivo del XXI secolo del Black Album. O meglio, ne riprende un lato estremamente negativo: la svendita verso il commerciale ed il mainstream. Bocciato.

 

Francesco Forgione

Disturbed – Evolution: Un’evoluzione estremamente negativa ultima modifica: 2018-12-06T12:30:59+00:00 da Francesco Forgione