Black Mirror Bandersnatch: serialità immersiva

Black Mirror torna sulla piattaforma di Netflix con un nuovo episodio speciale.

Black Mirror Bandersnatch racconta la storia (le storie) di un programmatore di videogiochi nel 1984 che sta sviluppando un nuovo gioco a scelta multipla basato sul romanzo Bandersnatch, libro-game di J.F. Davis, autore divenuto omicida dopo una crisi psicotica.

Black Mirror Bandersnatch

Non proseguiamo oltre con la trama, non per la gentilezza di non voler fare spoiler, quanto perché la storia vista dal sottoscritto non è detto che sarà la stessa di chi sta leggendo. Per chi ha visto o vuole osare, ne faremo qualcuno in calce all’articolo.

Black Mirror Bandersnatch è pensata, infatti, come un “film” interattivo. Durante la visione, allo spettatore verrà chiesto di prendere delle scelte. Tali scelte saranno tanto ingenue quanto potenzialmente complesse.

Chiunque abbia mai giocato a un videogioco, specie quelli di avventura grafica, sa cosa vuol dire decidere le sorti dei personaggi digitali, comandarne e deciderne le azioni. Dopotutto, è la natura stessa del medium videoludico: il personaggio non è altro che l’avatar digitale del giocatore.

Black Mirror Bandersnatch fa proprio questo: pone lo spettatore nella posizione del videogiocatore e gli attori come avatar.

Black Mirror Bandersnatch

Black Mirror Bandersnatch: una novità?

Tale esperimento artistico-narrativo non è, certo, un’assoluta novità, specie nel panorama videoludico, ma facendo parte dell’etichetta Black Mirror, ne assume caratteristiche assolutamente peculiari.

Ricordiamo che la serie Black Mirror indaga le traiettorie distopiche del rapporto uomo-tecnologia. Una puntata come Black Mirror Bandersnatch, costringendo uno spettatore solitamente “passivo” rispetto all’azione ad agire, lo fa diventare uno dei personaggi della sua distopia.

Lo spettatore entra nella trama, ne decide il prosieguo, dialoga (attraverso possibilità necessariamente limitate) con il protagonista, può diventarne l’antagonista.

La puntata è palesemente metanarrativa (chi ha già avuto modo di guardarla, non può non aver sorriso e provato la diramazione “Netflix”) ma lo è anche in maniera più sottile. Ponendosi come critica alla società del controllo, Black Mirror Bandersnatch, crea uno schema piramidale in cui anche il produttore e il fruitore ne fanno parte.

Lo spettatore pensa di avere il controllo sulla trama, che però è stata già determinata (nelle sue diverse traiettorie) dai creatori della serie, a loro volta sottoposti alla piattaforma Netflix. Ma è un contratto tra parti consapevoli, almeno fino al protagonista della serie, elemento in bilico tra conoscenza e inconsapevolezza.

Forse, Black Mirror Bandersnatch, potrebbe sembrare la puntata meno inerente all’universo della serie. Può sembrarlo tanto dal punto di vista della trama quanto da quello del rapporto uomo-tecnologia. Non lo è affatto: questa volta il protagonista è lo spettatore. Lo spettatore è soggetto e oggetto dei potenziali drammatici risvolti tecnologici del medium.

Black Mirror Bandersnatch

Black Mirror Bandersnatch: Curiosità

Per i coraggiosi che vogliono proseguire la lettura, ecco qualche curiosità (SPOILER):

  • Non si conosce ancora il numero di finali possibili: gli stessi autori della puntata parlano di un range che va tra i 7 e addirittura i 12 finali;
  • Un autore di Reddit avrebbe mappato l’intero episodio;
  • Il regista David Slade ha ammesso che è presente una scena impossibile da sbloccare;
  • Slade ha diretto già un episodio della serie, Metalhead, richiamato in questo episodio come videogioco della Tuckersoft dal titolo “Metl Hedd”;
  • Attraverso un percorso, si accede ad un bonus che porta ad un codice QR, la cui scansione porterà al sito della Tuckersoft (la casa produttrice dei videogiochi presente nella puntata);
  • Bandersnatch è il nome di una creatura immaginaria creata da Lewis Carrol, famoso autore di Alice nel paese delle meraviglie;
  • Se si sceglie il percorso “Netflix” si potrà accedere ad un combattimento stile ninja tra il protagonista e la sua terapista;
  • A proposito della terapista, il centro dov’è collocato il suo studio si chiama Saint Juniper’s, nome che richiama il titolo dell’episodio San Junipero della terza stagione di Black Mirror;
  • La scelta dei cereali per colazione determina più di quanto si possa immaginare (scegliete con attenzione).

 

Leonardo Cantone

Black Mirror Bandersnatch: serialità immersiva ultima modifica: 2019-01-04T13:33:09+00:00 da Leonardo Cantone