Johnny DalBasso | Cannonball : Il rock è vivo, basta cercarlo

IL ROCK ‘N’ ROLL AI GIORNI NOSTRI

In un periodo di rigenerazione del pop, in cui si riporta alla luce ciò che veniva definito “vecchio” – con sintetizzatori, suoni quasi sempre puliti simili tra loro e testi che parlano del disagio quotidiano – c’è chi, invece, fa l’esatto opposto, ricordandoci che il rock ‘n’ roll lo sappiamo ancora fare anche qui da noi in Italia. Questa persona è Johnny DalBasso, artista del sud, che da one-man band (ora in trio) ha cavalcato tantissimi palchi della nostra penisola.

Cannonball (Goodfellas Records), terzo album in studio, racchiude l’esperienza musicale di Johnny. Classico nell’anima, ma dotato di modernità, l’album vive di ispirazioni per nulla banali, portando le canzoni ad essere ben connesse tra loro. Amore è una delle parole principali intorno a cui ruota il disco. Masochista ed in un certo senso grottesco.

Immaginate un viaggio a bordo di un auto tra le strade del Nevada fino al deserto, accompagnati da un bel rumore  di fondo – ed in tasca una fiaschetta di whiskey. Potrebbe sembrare uno scenario stoner, eppure proprio stoner non è. Hard rock, punk, blues (?) poco importa, di sicuro è un rumore molto piacevole. 

Johnny DalBasso
Johnny DalBasso | Cannonball

THIS IS CANNONBALL !

“It’s Over” è un’introduzione lenta, giusto per riscaldare i motori. This is a cannonball, urla Johnny nell’omonima title track, chiarendo sin da subito la durezza del disco.

<< Furore che spenga in me tutto il dolor di questo amor/ Furore tutto di te quello che tutto odio scolar>>

Johnny pesca dal 1960 Furore di Adriano Celentano, alzando decisamente la distorsione e rendendo sporca e acida la venatura blues. San Francesca ritorna nel mood veloce e si avvicina al punk italiano degli anni ottanta.

Sufrimiento, singolo di lancio del disco, è un mid-tempo alternato ad un ritornello punk rock.

Intermezzo (La scala) è, appunto, un intermezzo caratterizzato da un ritmo tribale e voce, con il testo che fa riferimento a tradimenti e verità nascoste. La scala è una metafora sul prendere coraggio per salire e mostrare dall’alto la sincerità.

Micidiale e Niente di male riportano al proto-punk di Iggy Pop & The Stooges. Due micidiali canzoni lente, alternate da riff spediti e violenti. Si prosegue con Lascia a casa tuo marito, puro punk ‘n’ roll che ricorda il sound scanzonato dei Ramones, distinto dal clap di mani.

Storia d’amore (part II)  e  Adesso e qui sono i pezzi che concludono il discorso attraverso una linea più “morbida” ma allo contempo ruvida. Ritengo che la prima sia la più riuscita e completa strutturalmente, con alcuni richiami anche a Jack White. Il punk più veloce svanisce facendo spazio ad un romanticismo dal sapore comunque amaro. Adesso e qui, invece, rappresenta la chiusura perfetta e malinconica composta dalla sola voce e chitarra, in cui alcuni momenti si chiudono nella scatola di ricordi dell’uomo che racconta questa storia d’amore.

A proposito di proto-punk, nel finale c’è ancora spazio per Al bar (Ghost track), un lungo feedback con il cantato (parlato) che ricorda il grande Lou Reed e di quei precursori dei Velvet Underground

Oh povero Mefisto non c’è niente da dire, amore è anche una guerra, e in guerra non c’è più amore, non serve più un dottore, hai vinto tu.

E così, con questo dipinto finale di una figura infernale, termina Cannonball.

Johnny DalBasso

IL ROCK È MORTO ?

Un lavoro che potrei sintetizzare così: “un Elvis Presley alle prese con il garage rock”, rock & roll anni ’50/60 miscelato al rock alternativo.

Una produzione molto buona, sporca come deve essere, ed un Johnny DalBasso anch’esso bravo nel prendere qualcosa di vintage e renderlo moderno, e nel mettersi a nudo attraverso la musica. Un musicista davvero talentuoso – d’altronde eseguire brani in veste di one-man band non è semplice.

Nel futuro, sulla scia di questo lavoro, mi auguro possa andare oltre nella sperimentazione continuando a produrre cose di questo tipo – che gli riescono effettivamente molto bene. Qualcuno sostiene che il rock sia morto. Non è così, non lo è per me e per molti altri che sentono vivo lo spirito aggirarsi nelle proprie coscienze. Bisogna imparare a cercare ed ascoltare,  e non lasciare assopirsi dai tempi, perché qualcuno come Johnny DalBasso è lì nel garage a fare dell’ottimo rock di qualità.

 

Emanuele Grillo

Johnny DalBasso | Cannonball : Il rock è vivo, basta cercarlo ultima modifica: 2019-01-24T11:12:06+02:00 da Emanuele Grillo