Schindler’s list torna al cinema per il 25esimo anniversario

Schindler’s list, capolavoro del 1993 diretto da Steven Spielberg e interpretato da Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes, torna al cinema in alcune sale italiane dal 24 al 27 gennaio, per celebrare il 25esimo anniversario di uscita.

Il film, dedicato al tema della Shoah, è tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Keneally, a sua volta basato sulla vera storia dell’imprenditore tedesco Oskar Schindler, che durante la seconda guerra mondiale salvò la vita di 1.100 ebrei. La pellicola ricevette ben 12 nomination agli Oscar e vinse 7 statuette, fra cui quelle per il miglior film e la miglior regia. È considerato uno dei migliori film della storia del cinema, e nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al nono posto della classifica dei migliori 100 film Statunitensi di tutti i tempi.

Per l’occasione l’Universal Pictures, che ha ridistribuito la pellicola in versione restaurata, ha montato un nuovo trailer con le più belle immagini del film.

SCHINDLER’S LIST – TRAILER 25° ANNIVERSARIO

SCHINLDER’S LIST – IL FILM

Steven Spielberg (ebreo), già noto per film fantastici o fantascientifici come Lo squalo, E.T. l’extra-terrestre, Hook capitan uncino, Indiana Jones, Jurassic Park ed altri, inaspettatamente nel 1993 prese una decisione da “adulto” e scelse di girare Schindler’s list, conscio della profonda difficoltà che avrebbe comportato per lui rapportarsi con elementi traumatici della sua infanzia come l’antisemitismo, del quale era stato vittima.

Influenzato dal documentario di Claude Lanzmann Shoah del 1985, Spielberg decise di girare la pellicola con stile documentaristico. Molte scene furono riprese con la camera a mano e la lavorazione fu veloce, occupò poco più di due mesi. Non si utilizzò nessun tipo di artificio tecnico che avrebbe potuto privare l’opera di spontaneità.

Il film è interamente girato in bianco e nero, scelta che per il regista rappresentava l’Olocausto stesso:

«L’Olocausto fu vita senza luce. Per me il simbolo della vita è il colore. Per questo un film che parla dell’Olocausto deve essere in bianco e nero».

Steven Spielberg

Solo quattro scene fanno eccezione e mostrano dei toni di colore: la prima è la scena iniziale, in cui si vedono due candele spegnersi. Allo stesso modo, simbolicamente, due candele riacquistano colore verso il termine della storia. Durante la liquidazione del ghetto di Cracovia, una bambina è distinguibile tra la folla poiché indossa un cappottino rosso, l’unico elemento colorato della scena. Più avanti, Schindler riconoscerà la bambina fra i cadaveri delle vittime, proprio grazie allo stesso cappottino rosso.  Inoltre, è interamente a colori la sequenza finale del film, quando, ai giorni nostri, vengono rispettosamente deposti i sassi sulla tomba del vero Oskar Schindler presso il cimitero di Gerusalemme.

Schindler's list

SCHINDLER’S LIST – SCENA DEL CAPPOTTINO ROSSO

La famosa scena della bambina con il cappotto rosso è uno dei momenti più significativi della pellicola. Quando Schindler intravede la bimba tra la folla e più avanti riconosce il suo corpo fra i cadaveri, si innesca in lui una presa di coscienza che contribuisce a farlo distaccare definitivamente dalla ferocia nazista da cui era circondato. Identificare un individuo in mezzo alla massa, fino ad allora anonima, gli fa capire improvvisamente come gli ebrei fossero singole persone proprio come lui, e ciò lo spingerà a prendere la decisione di cominciare a proteggerli.

A tal proposito Spielberg riferì che la trovata era il simbolo di come ciò che stava accadendo agli ebrei in Europa fosse chiaro agli occhi di molti nel governo statunitense, ma che nessuno fece nulla per impedirlo.

«Era evidente come una bambina con un cappotto rosso che cammina per la strada, ma nessuno pensò di bombardare le linee ferroviarie tedesche. Nulla fu fatto per fermare… l’annientamento degli ebrei europei. Quindi questo è il mio messaggio nel lasciare quel particolare del film a colori».

Steven Spielberg

Schindler's list

SCHINDLER’S LIST – CURIOSITÀ

  • La frase chiave della storia, “Colui che salva una vita salva il mondo intero”, è una frase contenuta nel Talmud babilonese (testo sacro):

«Per questa ragione l’uomo fu creato solo, per insegnarti che chiunque distrugge una singola anima di Israele, la Scrittura gli imputa [la colpa] come se avesse distrutto un mondo intero; e chiunque preserva una singola anima di Israele, la Scrittura gli scrive [il merito] come se avesse preservato un mondo intero».

  • Parte degli incassi (circa 320 milioni) fu donata da Spielberg all’USC Shoah Foundation, organizzazione no profit con la finalità di preservare la memoria della tragedia dell’Olocausto, che ha raccolto testimonianze audio e video di oltre 50mila sopravvissuti alla Shoah.
  • Il dettaglio a colori della bambina che corre con il cappotto rosso è probabilmente un omaggio ad Akira Kurosawa, che aveva già usato questo espediente in Anatomia di un rapimento (1963).
  • Nell’ultima scena, la persona che depone il fiore rosso sulla lapide della vera tomba di Oskar Schindler a Gerusalemme è lo stesso Liam Neeson.
  • Spielberg si intravede in un breve cameo, in mezzo agli ebrei che attraversano i campi alla fine del film.

 

Federica Brosca

Schindler’s list torna al cinema per il 25esimo anniversario ultima modifica: 2019-01-23T13:16:37+00:00 da Federica Brosca