Sanremo 2019: Daniele Silvestri? Presente!

Daniele Silvestri torna sul palco del Teatro Ariston per la 69esima edizione del Festival di Sanremo con il brano Argento Vivo. Il cantautore romano classe ’68 firma la sua sesta partecipazione (quinta tra i big) alla kermesse.

Artista versatile, autoironico, controverso e vero funambolo della parola, Silvestri, tra i concorrenti in gara, è sicuramente uno dei più attesi.

Prima di immergerci nella cinque-giorni sanremese, proponiamo un breve excursus sul talentuoso cantautore, a mio parere tra i papabili alla vittoria finale del Festival.

Daniele Silvestri

Le apparizioni al Festival della canzone Italiana

 

La carriera di Daniele Silvestri si lega fin da subito al Festival di Sanremo, appena dopo l’uscita del suo primo disco omonimo. La prima partecipazione risale al 1995, nella sezione Nuove Proposte con il brano L’uomo col megafono, che si aggiudica il premio della critica per il miglior testo letterario.

Lungo codino e tre album all’attivo, nel 1999 si presenta sul palco del Teatro Ariston, per la sua seconda partecipazione (la prima tra i big), con il brano Aria, che ha come tema la vita carceraria. Porta a casa nuovamente il premio della Critica “Mia Martini” per il miglior testo letterario.

Nel 2002 arriva nella città dei fiori da musicista ormai affermato e con un seguito crescente. Le cose non vanno proprio bene, nelle serate sanremesi la celeberrima Salirò si classifica soltanto quattordicesima. Tuttavia riesce a strappare ancora un Premio della Critica “Mia Martini” ed il brano conquista classifiche e pubblico.

Daniele Silvestri”

Chi?”

Quello di Salirò”.

Il cantautore romano cavalca l’onda e affila le sue doti affermandosi come grande paroliere. Nelle sue canzoni si parla di tutto: dalla politica alla critica sociale, sempre con semplicità ed ironia.

Al Festival di Sanremo 2007, codino ben stretto, presenta il brano La paranza, che si trasforma in una specie di tormentone e si classifica al quarto posto. La canzone, dietro uno stile allegro e apparentemente spensierato, cela riferimenti ironici all’attualità e alla criminalità organizzata.

A questo punto Silvestri si dedica totalmente alla sua musica ed ad un’intensa attività live. Collabora con molti musicisti italiani, sperimenta idee nuove, nelle canzoni e nei videoclip, sempre molto originali. Nel 2013  torna all’amato palco ligure di nuovo in gara con i brani Il bisogno di te e A bocca chiusa, l’ultimo dei quali passa la prima selezione e prosegue nella competizione. Porta a casa un magro sesto posto.

Dopo la cinque-giorni al Teatro Ariston annuncia la nascita del supergruppo insieme a Max Gazzè e Niccolò Fabi, gli amici di sempre.  Da questa idea, maturata dopo un viaggio compiuto dai tre nel Sudan del Sud, nasce l’album Il Padrone della Festa, inizialmente non visto di buon occhio dalla critica e bollato come un’operazione di marketing.

Invece il tridente romano rappresenta la generazione di mezzo del cantautorato italiano, quella per nulla banale e con contenuti importanti da trasmettere. L’esperienza in trio lo rivitalizza, e nel 2016, a distanza di cinque anni dall’ultimo album, pubblica Acrobati, l’ottavo da solista. 

L’album è un viaggio totale nella musica. Un lavoro maturo e convincente, con un concept ben preciso, probabilmente il migliore della sua produzione. Nel disco si avvale della collaborazione di artisti come Caparezza, Diodato, Diego Mancino e Dellera.

Silvestri passa dal funky alla ballata, dal cantautorato alla musica popolare, con uno stile eclettico e personale. La sua musica all’insegna dell’ironia è riuscita a far breccia nel cuore di un pubblico via via crescente, tanto è vero che alcuni fan hanno realizzato una web-radio che trasmette solo le sue canzoni.

Daniele Silvestri

Che sia la volta buona?

L’annuncio della sua ennesima partecipazione al Festival di Sanremo quindi non può sorprendere affatto.

Come già anticipato, gareggerà con il brano Argento vivo, con il quale Silvestri dà voce ad un adolescente di oggi. Lo fa da papà, riuscendo, ciononostante, a colmare l’enorme gap generazionale. Avrà dalla sua Rancore, rapper romano dalla penna affilata, che si esibirà per la prima volta sul palco del Festival.

Daniele Silvestri è un giocoliere delle parole, sulla scia del suo maestro Italo Calvino osserva, si adatta, sperimenta e si diverte. Ma ciò che lo contraddistingue è l’essere un uomo del suo tempo. Tralasciando pronostici fini a se stessi, Silvestri incarna quella qualità di cui il Festival della Canzone Italiana non può fare a meno. 

Dal canto mio gli auguro che sia la volta buona.

 

Luciano Calandro

 

Sanremo 2019: Daniele Silvestri? Presente! ultima modifica: 2019-02-05T17:32:06+02:00 da Luciano Calandro