Titans sbarca su Netflix, ma non son più ragazzini

Titans è sbarcata nel mese di gennaio sulla piattaforma Netflix, promettendo di indagare in formato live action il supergruppo di giovani supereroi.

Di grande successo è la serie a cartoni animati Teen Titans, che racconta, non con mero taglio “infantile”, le avventure dei Giovani Titani. Dopo il successo del film animato cinematografico dedicato a loro, ecco arrivare anche undici episodi con attori in carne, ossa e un pizzico di digitale.

Titans

LA TRAMA

Creata da Akiva Goldsman, Geoff Johns e Greg Berlanti, la serie sposta la formazione del supergruppo ad un età più matura dei personaggi.

Robin è già adulto e si è allontanato da Gotham City. Lavorando come detective entra in contatto con la giovane Rachel (la futura supereroina Raven), ragazzina che ha assistito all’omicidio della madre e che non riesce a controllare i suoi “oscuri poteri”. Ma altre figure cominciano ad orbitare attorno alla ragazza, dall’aliena Starfire fino ad una famiglia stile anni ’50 psicopatica ed omicida.

NIENTE RAGAZZINI…

A dispetto del target pensato per i Giovani Titani fumettistici ed animati, la serie sceglie di virare verso un tono più adulto. Titans, infatti, si allinea di più con il DC Comic Cinematic Universe e con (la prima) serie di Arrow. Niente mezzi termini: se ci si deve difendere o attaccare, nessuna esclusione di colpi.

Non è solo una questione di “violenza”. La serie, indubbiamente, sceglie di mostrare la durezza dello scontro supereroico mostrando tanto i proverbiali “cazzottoni” quanto torture, esplosioni di teste e sangue che sprizza dai corpi.

Ma Titans, attraverso il racconto fantasy da cinecomics, affronta diverse tematiche, e lo fa grazie alle differenti età dei personaggi. Dalle problematiche affettivo-relazioni degli adolescenti con i personaggi di Raven e Beast Boy, a quelli sulla costruzione identitaria di un giovane adulto come Robin.

Anche se sottotono, sono presenti questioni come l’abuso infantile, il razzismo e la discriminazione.

… MA SEMPRE SUPEREROI

Ma, ovviamente, Titans è una serie per amanti dei cinecomics e dei fumetti. Costruita per far gola agli appassionati, tutti i gli elementi iconici vengono rilasciati poco a poco. Così come la soddisfazione delle numerose aspettative. Che sia il costume di Robin o la presenza della Doom Patrol (inaugurata qui per il prossimo spin off seriale), l’hype cresce puntata dopo puntata, arrivando al suo cliamx con l’ultima. Specie per i Bat-Fan.

Rinnovata per una seconda stagione già da prima del suo debutto, è prevedibile che non tutti i nodi narrativi vengano sciolti con questa prima stagione.

Per chi segue già le serie targate Warner Bros. dedicate ai super come Arrow, Flash, Supergirl e Legends Of Tomorrow verrà piacevolmente sorpreso dalla maggiore maturazione dei temi e delle scene. Diversamente da Gotham (comunque una valida serie), Titans abbandona l’aspetto vagamente camp per concentrarsi su quello tenebroso non del tutto estraneo Giovani Titani.

SPOILER FINALE

Piccolo spoiler per poter citare un aspetto interessante della serie. La figura di Robin è quella che meglio emerge dall’intero racconto. La figura di Batman funge, infatti, da ombra continua sull’identità, non solo supereroistica, del giovane Dick Grayson. Il “primo” Robin (interessante lo scontro/incontro con il “secondo”, Jason Todd) non riesce a scrollarsi di dosso l’ingombrante figura del mentore. Figura vissuta (da qui il suo problema identitario) come condizionante e pericolosa. Dick è diventato un violento giustiziere o Batman ha fatto emergere un aspetto già presente? In entrambi i casi, è proprio l’uomo Pipistrello a rappresentare il lato oscuro di Robin.

 

Leonardo Cantone

Titans sbarca su Netflix, ma non son più ragazzini ultima modifica: 2019-02-11T13:23:20+02:00 da Leonardo Cantone