The Umbrella Academy: una famiglia disfunzionale di supereroi

The Umbrella Academy,  scritto da Gerard Way, ex cantante dei My Chemical Romance, e disegnato da Gabriel Bà, è un fumetto ricchissimo di riferimenti, citazioni, situazioni comiche, drammatiche o violente. Fantascienza, paranormale e ucronia, si mescolano in un flusso narrativo dal grande coinvolgimento.

Le premesse per una serie tv d’impatto c’erano tutte, la difficoltà era rendere giustizia all’opera in un altro medium. Steve Blackman e Jeremy Slater, gli showrunner, hanno accettato e vinto la sfida. Portano a casa una medaglia, non d’oro ma il bronzo se lo sono guadagnati.

Umbrella academy

The Umbrella Academy – La trama

Il 1 ottobre 1989, quarantatré donne rimangono improvvisamente incinte e partoriscono. Sette di questi bambini vengono adottati dall’eccentrico miliardario Sir Reginald Hargreeves. Lo scopo dell’uomo è quello di educarli a diventare supereroi, per questo fonda la Umbrella Academy. Trent’anni dopo, la morte del padre adottivo porta i sette figli – separati da incomprensioni e scelte di vita – a riunirsi nella grande casa, senza sapere che un evento apocalittico sta per arrivare. E loro sono, probabilmente, gli unici che possono impedirlo.

La famiglia disfunzionale di supereroi

Non era, dunque, facile, tradurre il fumetto di Way e Bà in un altro medium ma, senza dubbio, il più congeniale era proprio la serie televisiva.

La serie Netflix decide di concentrarsi su un aspetto del racconto: i rapporti interpersonali trai protagonisti. Quella che può sembrare una scelta alquanto ovvia è, invece, funzionale all’ambientazione. Nonostante i sette eroi della Umbrella Academy siano dei supereroi, nella serie, sono stati limitati tutti quegli elementi che ne avrebbero esasperato il ruolo. Nessun costume, poche mascherine, nessun mantello. I personaggi, con il loro gravoso ruolo impostogli dal padre adottivo, devono fare costantemente i conti con il loro passato e con l’evoluzione delle loro relazioni familiari. Indubbiamente, questo è lo strumento narrativo che più riesce a coinvolgere lo spettatore. La Marvel ci ha fondato un impero.

The Umbrella Academy

I 7 dell’Umbrella Academy

Numero 1 è fortissimo, Numero 2 è abilissimo con le armi da taglio, Numero 3 può condizionare chiunque con una semplice frase, Numero 4 può evocare e parlare con i morti, Numero 5 ha il potere di viaggiare nel tempo mentre Numero 7 sembra essere l’unica a non avere poteri. Di Numero 6 si sa solo che è morto in missione anni addietro.

La serie Netflix utilizza i personaggi e le loro relazioni per svelare, dosando con attenzione, non solo il loro passato, ma anche le ricadute nel presente della storia. Passato, presente e futuro sono fortemente intrecciati tra di loro.

Questo permette al racconto di fondere suggestioni da thriller giallo con la, più marcata, fantascienza. Dopotutto, la Umbrella Academy è gestita da uno scimpanzé parlante che indossa gli occhiali e una governante robot, e gli eroi avranno a che fare con un’agenzia segretissima che controlla e gestisce i viaggi nel tempo e le diverse ricadute. Questi gli elementi, forse, più evidenti del meltin-pot narrativo della serie.

Forse troppo lunga – dieci episodi, a volte, portano a rallentare la narrazione – ma costruita con la giusta dose di plot twist che, da una puntata ad un’altra, costruiscono un intreccio coinvolgente. Ma è indubbio che il fascino di Umbrella Academy risieda nell’atmosfera a metà tra lo sci-fi vintage e il cinecomics, in cui le parti si bilanciano e fondono in una gustosa ricostruzione narrativa.

Ultima, ma non trascurabile qualità, è la scelta di “chiudere” la trama. Questa prima stagione adatta la prima run del comics Umbrella Academy – La Suite dell’Apocalisse – ed è, dunque, fruibile indipendentemente dal seguito. Chiaramente sono presenti appigli e indizi per la seconda stagione che userà il secondo ciclo fumettistico, Dallas.

Dopotutto, il fascino per gli eroi disfunzionali è sempre grande. L’eroe bello, forte, vittorioso e amato da tutti, non trova più spazio nell’immaginario contemporaneo.

 

Leonardo Cantone

The Umbrella Academy: una famiglia disfunzionale di supereroi ultima modifica: 2019-02-22T17:08:57+01:00 da Leonardo Cantone