Diabolik sono io – Il docufilm sul Re del Terrore

Diabolik torna nelle sale cinematografiche dopo 50 anni. Giancarlo Soldi firma il documentario sul criminale più conosciuto d’Italia.

Diabolik sono io

Il docufilm corre su due binari: uno più classico, fatto di materiale d’archivio e interviste; uno romanzato, dedicato alla ricostruzione della storia di un Diabolik di oggi, un Diabolik vivente.

Nel 1962, due donne, due sorelle creano quello che diventerà un fumetto da 150 milioni di copie vendute. Angela e Luciana Giussani costruiscono un personaggio attraente, tagliente e lo inseriscono in un contesto credibile: Clerville, una cittadina dallo spazio indefinito, dall’architettura di una capitale europea, tenuta viva dai contrasti tra il bene e il male, la luce, il buio. Un contesto studiato nei minimi dettagli, un universo curato tavola per tavola fa da sfondo al personaggio principale.

Diabolik è spietatamente pragmatico, così tanto da poter essere vero. È quasi più uomo che disegno, così tanto reale da entrare nella cultura degli italiani. Un personaggio limpido nel suo essere misterioso, un eterno fuggiasco.

Ed è proprio su questo aspetto, sull’eterna fuga che Giancarlo Soldi costruisce il lato romanzato del suo docufilm. Il regista si reinventa, liberamente, la storia di Angelo Zarcone, primo disegnatore di Diabolik.

La prima matita delle tavole, infatti, rende la storia del fumetto ancora più noir, ancora più affascinante. Del disegnatore del Re del Terrore si perdono le tracce completamente tanto da spingere le due sorelle Giussani a chiedere l’aiuto di investigatori privati.

Su questo vuoto la parte romanzata può viaggiare liberamente, pensando ad un Diabolik moderno e una Eva Kant armata di tablet.

La vera forza del documentario, però, più che nella parte inventata, è nel materiale delle Teche Rai. Le interviste e i filmati sulle sorelle Giussani mostrano due donne creative al massimo, aperte alla contaminazione di idee di teste diverse, coscienti della forza di un lavoro di equipe. È, infatti, proprio la squadra di redazione, per la maggior parte composta da donne, a fare della casa editrice Astorina e del suo Diabolik un vero successo.

I contributi di Mario Gomboli, editore e erede dell’idee delle Giussani e degli altri protagonisti, da Milo Manara a Carlo Lucarelli, sono incastrati e cuciti da un ottimo lavoro musicale di Teho Teardo.

Insomma, un buon e interessante lavoro, un’occasione per essere catturati dallo sguardo magnetico di Diabolik… Prima che fugga di nuovo.

Al cinema solo per tre giorni : 11, 12,13 marzo

 

Federica D’Auria

Diabolik sono io – Il docufilm sul Re del Terrore ultima modifica: 2019-03-11T11:11:25+02:00 da Redazione