Love Death & Robot: fantascienza in pillole

Love Death & Robot è chiara nei suoi intenti fin da subito: 18 cortometraggi per altrettante traiettorie fantascientifiche. Ed il titolo non lascia spazio all’immaginazione sulle tematiche affrontate: amore, morte e robot.

La serie animata antologica targata Netflix, dunque, promette una visione scorretta, ironicamente nera e violenta del futuro.

Love Death & Robot

GRANDI PROMESSE…

Love Death & Robot vanta nomi importanti, almeno come collante dei cortometraggi: David Fincher e Tim Miller. I due registi – di capolavori come Seven e Fight Club (tra gli alti), il primo, e dei due Deadpool cinematografici, il secondo – assemblano un eterogeneo gruppo di lavoro.

Le animazioni, infatti, vanno da una resa digitale realistica ad una spregiudicata astrazione grafica, passando per riprese live action, con tecniche estremamente diversificate.

La rappresentazione digitale fotorealistica di episodi come Il vantaggio di Sonnie, Tre Robot, Oltre Aquila, Mutaforma, Dare una mano, Dolci Tredici Anni e Guerra Segreta si alterna ad una marcatamente caricaturale di impronta quasi disneyana come Tute Meccanizzate, Il Succhia-Anime, Buona Caccia, La discarica, Punto Cieco.

Accanto ad episodi di ricercatezza formale, come La Testimone, Zima Blue o La notte dei Pesci,  trovano spazio anche alcuni dal tratto ironico e grottesco come Il dominio dello Yogurt o Alternative Storiche. A chiudere l’eterogeneità, L’era glaciale, unico episodio ad unire riprese dal vivo con attori – Topher Grace e Mary Elizabeth Winstead.

Ad una animazione diversificata si aggiungono contenuti che pescano a piene mani nella sci-fi. Mostri, alieni, robot (ovviamente), futuri distopici, cyberpunk, spazio, terra, altri pianeti, dimensioni oniriche o alternative.

L’offerta di Love Death & Robot è senza dubbio molto ricca.

Love Death & Robot

… POCHI RISULTATI

Ma. Interessante la forma, divertente il contenuto, eppure sembra che manchi sempre qualcosa. Forse una delle grandi assenze è la genuinità del progetto. Non marcatamente il “già visto” – che comunque in alcuni episodi non passa inosservato – ma l’intento.

La critica alla società umana distruttrice e divoratrice di ogni cosa, per quanto sia un tema sempre attuale, risulta fin troppo didascalico. Se la fantascienza riveste di futuro tematiche attuali, il rivestimento, qui, è molto debole.

Lo stesso dicasi per la presunta ironia di alcuni segmenti, che non riescono ad essere caustici quanto dovrebbero, mentre altri, meno parodicamente palesi, riescono meglio nell’obiettivo.

Per quanto ci siano intuizioni narrativo-grafico di grande interesse, la serie Netflix soffre di discontinuità. Chiaramente non grafica (ovvia e necessaria), quanto di vera e propria qualità produttiva.

Nel suo complesso, comunque, risulta un buon prodotto dalle interessanti suggestioni. Una formula che andrebbe ripetuta perché offre vantaggi narrativi per l’esplorazione del genere nelle sue diverse declinazioni. Dopotutto, corpi biologici, materie artificiali e costruzioni macchiniche hanno danzato insieme per millenni nel continuo connubio eros-thanatos. Nel futuro aggiungeremo anche i Robot.

 

Leonardo Cantone

Love Death & Robot: fantascienza in pillole ultima modifica: 2019-03-22T12:55:42+02:00 da Leonardo Cantone