Lucio Dalla rivive nel giorno della sua nascita

4/3/43

A pochi giorni dall’anniversario della scomparsa, Lucio Dalla rivive nel giorno della sua nascita

Dopo il commosso ricordo della sua scomparsa il primo marzo, Lucio Dalla viene celebrato oggi, nuovamente, nel giorno della sua nascita. Quel 4 marzo che gli è rimasto incollato addosso, titolo di una delle sue canzoni più amate e per nulla autobiografica (come qualcuno crede).

Come ogni anno, la sua amatissima Bologna omaggia il cantautore con tre giorni di festa. Il Teatro Comunale di Bologna ospiterà lo spettacolo “di compleanno” Lucio Dalla – Quarant’anni dopo, durante il quale gli amici e compagni di viaggio di Lucio ricorderanno l’uscita dell’album omonimo.

Lucio Dalla

Gesubambino

Dalla è certamente uno dei più amati cantautori italiani, un amore profuso da diverse generazioni.

Non me ne voglia nessuno se dico che a Bologna è il re indiscusso. Lo sostengo in ragione di tutte le volte che le note e le parole delle sue canzoni mi hanno accompagnato mentre percorrevo Via D’Azeglio, alzando lo sguardo nelle vicinanze di quel portone al numero 15.

Lucio Dalla è nato a Bologna il 4 Marzo del 1943. Una data scalfita nella memoria collettiva che richiama la canzone omonima. Canzone che, dal suo canto, avrebbe dovuto chiamarsi “Gesubambino”, con grafia unita, censurata in più parti e nel titolo per poter gareggiare al Festival di Sanremo del 1971.

Tuttavia, la data di nascita inganna e non poco, poiché 4/3/43 racconta di una ragazza sedicenne che, dopo essere rimasta incinta di un soldato, crescerà il figlio da sola per poi morire.

della sua breve vita è il ricordo, il ricordo più grosso
è tutto in questo nome
che io mi porto addosso

Anche l’epilogo del testo originale fu modificato dopo alcune trattative con i dirigenti Rai. Il brano ha dunque più versioni, perché oltre quella originale e quella sanremese, ce n’è un’altra incisa con Francesco De Gregori nel 1979.

La passione per il cinema

Di Dalla musicista si è detto e ridetto, ed è sempre impossibile far rivivere la sua poetica con le parole.

Ma forse non tutti sapranno che Lucio aveva anche tante passioni, oltre al jazz e la lirica. Era un grande appassionato infatti di cinema ed arte.

L’artista bolognese ha partecipato a numerose pellicole già a partire dagli anni sessanta. Inizia così la sua carriera “alternativa” con qualche comparsa in vari “musicarelli”, sottogenere cinematografico puramente italiano.

Fa il suo esordio in un film d’autore nel 1967, I Sovversivi dei fratelli Taviani, in cui interpreta un giovane fotografo nella Roma post-mortem di Togliatti. Per l’interpretazione, Dalla si aggiudica addirittura una candidatura come miglior attore alla Mostra di Venezia.

Lucio Dalla

In quegli anni il cinema italiano gli aprì una strada da seguire accanto a quella da musicista, sfruttando le sue peculiarità fisiche, quel suo aspetto stravagante e cartoonesco. Nella sua personale cinematografia, però, Dalla è stato non solo interprete di svariate pellicole, ma anche musicista di colonne sonore per molti importanti registi italiani.

In svariate interviste, lo stesso autore si è dichiarato un grande fruitore di cinema. Nella celeberrima Via D’azeglio 15 fece installare un cinematografo vero e proprio. Viveva quotidianamente di film, e nutriva il sogno di un progetto cinematografico del quale sarebbe stato il regista.

Lucio Dalla scrittore

Numerosi sono i casi di musicisti e cantautori che hanno pubblicato sulla carta stampata. Dal concittadino Francesco Guccini, autore di più opere di prosa, a Vinicio Capossela, in lizza anche per il Premio Strega.

La scrittura per un cantautore è fondamentale, ma far uscire le parole dalla forma canzone per spalmarsi sulle pagine di un libro è diverso. Si tratta di un’altra dimensione, emozioni differenti.

Lucio Dalla esordisce come scrittore nel 2002, pubblicando per la casa editrice Rizzoli Bella Lavita, una raccolta di undici brevi racconti. Nel 2008, invece, esce per Bompiani Gli occhi di Lucio, scritto insieme all’attore Marco Alemanno. L’opera si divide in una parte centrale di natura autobiografica e in una sezione in cui sono presenti testi narrativi su Benvenuto Cellini, grande orafo e letterato fiorentino del Cinquecento.

Il cantautore emiliano è stato anche docente presso la facoltà di sociologia dell’Università di Urbino Carlo Bo, reggente della cattedra di Tecniche e linguaggi pubblicitari. Esperienza decennale dalla quale nacque il progetto editoriale Gesù, San Francesco, Totò: la nebulosa della comunicazione, sintesi di un ciclo di lezioni tenute da Lucio Dalla nell’anno accademico 2002/2003.

Ed è per questo che il 4 marzo 2014 nasce la Fondazione Lucio Dalla, con l’intento di valorizzare la sua storia artistica, umana e culturale.

Lucio Dalla

Caro amico ti scrivo

Insomma, Lucio Dalla non è semplicemente un rivoluzionario della canzone italiana. Lucio Dalla è stato un genio dai mille volti. Artista a tutto tondo, poliedrico, raffinato, sensibile. Un’intera vita dedita alla diffusione della cultura in ogni sua forma.

Oggi, 4 marzo, le sue canzoni risuonano forti a Bologna, così come nel resto d’Italia. Ma la sua musica resta solo una parte (seppur principale) del suo vasto lascito artistico. Lucio ha lasciato un vuoto incolmabile, e durante questi giorni, che celebrano prima la sua scomparsa (avvenuta il 1 marzo 2012 a Montreux) e poi la sua nascita, rivive.

Perché quel Gesubambino non ci ha mai davvero detto addio.

Lucio come stai?
Cosa salvi dei momenti colorati che tu chiami vita?
Lucio come stai?

Nemmeno tu sai dirlo ormai
Ma vivi, tu vivi, tu vivi.

Luciano Calandro

Lucio Dalla rivive nel giorno della sua nascita ultima modifica: 2019-03-04T17:08:03+02:00 da Luciano Calandro